Si alza il vento (2013). Una sofferta dichiarazione d’amore per il volo

Si alza il vento Poster

Si alza il vento

Titolo originale: Kaze tachinu

Anno: 2013

Paese: Giappone

Genere: Animazione, biografico, drammatico, sentimentale

Produzione: Studio Ghibli

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 126 min.

Regia: Hayao Miyazaki

Sceneggiatura: Hayao Miyazaki

Fotografia: Atsushi Okui

Montaggio: Takeshi Seyama

Musiche: Joe Hisaishi

Animatori: Hiroyuki Aoyama, Tsutomu Awata, Masaaki Endo, Makiko Futaki, Hiromasa Yonebayashi

Trailer di: Si alza il vento

Si alza il vento, doveva essere l’ultimo film come regista di Hayao Miyazaki, un’ode ad uno dei suoi più grandi amori; quello per gli aerei e il volo. Come si vede per tutto il film è un amore sofferto e in tutto il film aleggia quell’aria da ultimo atto che, a quanto pare, è stato rimandato a data da destinarsi, o almeno a non prima di distribuire il suo ultimo lavoro in produzione.

Trama di: Si alza il vento (con spoiler)

Tra i film più “realisti” di Miyazaki, Si alza il vento racconta il Giappone tra gli anni 20 e la fine degli anni 30, con un accenno alla II Guerra mondiale. Il giovane Jiro Horikoshi deve accantonare il desiderio di poter diventare un pilota di aerei perché miope; durante un viaggio in treno sogna il famoso progettista d’aerei italiano Gianni Caproni che lo esorta a diventare progettista invece che pilota, poiché a suo dire, è molto meglio costruirli che pilotarli. È il 1918 e per Jiro Horikoshi si spalancano le porte di un futuro cui non aveva mai pensato.

Passano cinque anni e Jiro è in viaggio su un treno nella pianura del Kanto, per raggiungere Tokyo dove lo attendono gli studi d’ingegneria. Durante il tragitto – durante il quale ragazzo conosce Nahoko, una ragazza accompagnata nel viaggio dalla propria domestica – il treno deve arrestare la cora a causa di un terremoto devastante; Jiro soccorre Nahoko e la domestica che si è rotta una gamba a causa del parziale deragliamento del treno, le accompagna vicino casa della giovane e poi se ne va senza dire alle due il proprio nome.

Con la fine degli studi, Jiro viene assunto dalla Mitsubishi e, man mano che passa il tempo si fa strada nell’azienda fino a diventare ingegnere capo di un progetto per la costruzione di un nuovo caccia ma ai primi test, il duro lavoro di Jiro non viene premiato e il caccia Mitsubishi 1MF10 si rivela un fallimento. Per riprendersi dallo scoramento e riposarsi un po’, il giovane va in villeggiatura estiva e incontra dopo molti anni Nahoko. I due cominciano a frequentarsi e, dopo breve tempo si fidanzano; la ragazza però soffre di tubercolosi e accetterà di sposarsi solo ad avvenuta guarigione.

Le cose però non sono destinate a migliorare e, oltre alla malattia di Nahoko, Jiro deve fare i conti con la polizia imperiale che lo cerca perché, durante la villeggiatura, è entrato in contatto con Hans Castorp, un dissidente tedesco che non condivide nemmeno la politica imperialista giapponese di quegli anni. Per fuggire all’arresto l’ingegnere viene ospitato in segreto dal suo supervisore Kurokawa e dalla moglie; in casa loro Jiro può continuare il progetto per la marina, mentre la fidanzata decide di sua volontà di recarsi a un sanatorio sui monti per provare a guarire. La lontananza è però di breve durata perché Nahoko, non riesce a stare lontana dall’amato e torna in città; Kurokawa e la moglie organizzano per loro un matrimonio tradizionale così che i due possano vivere insieme, sotto lo stesso tetto.

La felice vita matrimoniale di Jiro e Nahoko non può durare a lungo; la malattia della donna si fa sentire con sempre maggior prepotenza tanto che, mentre il marito è fuori casa per un test di collaudo dell’ultima sua creazione (sarà un successo), Nahoko torna sulle montagne, al sanatorio con la consapevolezza di andare per morirvi. Tempo dopo, durante la II Guerra Mondiale, Nell’ultimo sogno con Gianni Caproni, in cui l’italiano conforta il giapponese dicendogli che il suo desidero di costruire un bellissimo aereo sia stato effettivamente esaudito malgrado il terribile utilizzo della sua creazione, Jiro rivede Nahoko ed ella lo conforta dicendo al marito di andare avanti. Di vivere.

Il finale di Si alza il vento è fra i più agrodolci dei film di Miyazaki; l’esortazione a vivere di Nahoko, con il prezioso contributo della colonna sonora, riescono solo parzialmente ad attutire quel senso di tristezza che permea gli ultimi minuti di questo lungo e bel racconto.

Recensione di: Si alza il vento

Le vent se lève! Il faut tenter de vivre.

Giovanni Battista Caproni, rivolto a Jiro, cita un verso del poemetto: Il cimitero marino di Paul Valery

Quando un racconto non è tanto avvincente è necessario che sia almeno convincente ed è proprio questo il caso. Si alza il vento non ha quel ritmo incalzante di altri film di Hayao Miyazaki (pensiamo a Principessa Mononoke, Nausicaä della Valle del vento…) Ma riesce ugualmente a tenere lo spettatore concentrato sulla storia, grazie alla calibrata fioritura del soggetto di partenza e alla squadra “storica” che ha permesso ad alcuni lavori di Studio Ghibli di eccellere, diventando dei veri capolavori della storia del cinema. Atsuhi Okui alla fotografia e Takeshi Seyama al montaggio, spingono la regia di Miyazaki, qui più posata del solito, oltre i momenti più lenti del film verso uno dei finali più dolceamari tra i finali del regista.

Si alza il vento è la storia del Giappone che si intreccia con quella di Jiro Horikoshi; vicende che hanno segnato la vita di Miyazaki e ne hanno plasmato la grande passione per gli aerei e il volo. L’impegno che lo Studio Ghibli ha profuso in questo film è enorme – vi lavorarono almeno 300 persone – e lo stesso Miyazaki oltre che occuparsi personalmente di tutti i vari velivoli e rispettive componenti, vi ha riversato la propria storia di famiglia, la propria storia personale.

Piccole curiosità

A dare la voce a Jiro Horikoshi è Hideaki Anno, famoso ai più per Neon Genesis Evangelion (e seguiti vari) e Nadia – Il mistero della Pietra azzurra. Il regista di Ube, fu personalmente approvato da Miyazaki, dopo un precedente consiglio del produttore Toshio Suzuki perché, a suo dire, Anno incarnava appieno il protagonista della loro storia.

Il personaggio di Hans Castorp ha la voce e le fattezze di Steve Alpert, animatore e produttore statunitense, che ha fatto parte del CDA dello Studio Ghibli, e per quindici anni è stato il capo delle operazioni all’estero dello studio.

Note positive

  • Lo spaccato della vita giapponese di quegli anni
  • Tutte le scene di volo
  • L’accuratezza della rappresentazione degli aeroplani
  • Le scene oniriche con Caproni
  • Il personaggio di Nahoko
  • La colonna sonora è una delle più belle composte per un film Ghibli

Note negative

  • Il doppiaggio di Gualtiero Cannarsi

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