Smetto quando voglio (2013): una commedia che crea dipendenza

Smetto quando voglio (2013): una commedia che crea dipendenza 1

Smetto quando voglio

Titolo originale: Smetto quando voglio

Anno: 2013

Paese: Italia

Genere: Commedia

Produzione: Fandango, Ascent Film, Rai Cinema

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 105 min.

Regia: Sydney Sibilia

Sceneggiatura: Sydney Sibilia, Valerio Attanasio, Andrea Garello

Fotografia: Vladan Radovic

Montaggio: Gianni Vezzosi

Musiche: Andrea Farri

Attori: Edoardo Leo, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Libero De Rienzo, Paolo Calabresi, Neri Marcoré, Valeria Solarino

Trailer ufficiale italiano di Smetto quando voglio

Trama di Smetto quando voglio

Pietro Zinni è un ricercatore in neurobiologia poco apprezzato all’Università di Roma, in cerca della meritata assunzione a tempo indeterminato e della tanto desiderata stabilità economica. Ma quando il suo rivoluzionario algoritmo non viene considerato come si aspetta e il posto indeterminato viene assegnato a un collega, decide di cambiare da solo il suo destino: ispirato da una turbolenta e “allucinante” serata in discoteca, Pietro convince il suo amico ed ex collega Alberto Petrelli, prima chimico computazionale d’indiscussa fama e ora lavapiatti in un ristorante cinese, ad applicare quell’algoritmo creando una nuova droga legale, non iscritta cioè nell’elenco delle sostanze vietate dal Ministero. Ma se per sintetizzare una sostanza sono sufficienti un chimico e un neurobiologo, per la sua distribuzione e commercializzazione sul mercato certamente non bastano: si aggiungono così alla banda un antropologo che lavora in uno sfasciacarrozze, un macroeconomista squattrinato che tenta la fortuna a poker, due latinisti che fanno i benzinai e un archeologo sfruttato e malpagato dall’Università.

Grazie alle loro competenze e alle loro conoscenze la banda dei ricercatori darà vita alla droga più pura sul mercato, dannatamente apprezzata e tremendamente legale. Ma se creare la nuova sostanza è un gioco da ragazzi, farsi strada in un mercato altamente concorrenziale è una sfida che solo le più geniali menti scientifiche sapranno superare.

Il cast di Smetto quando voglio

Anche se ogni personaggio è specializzato in una materia diversa, tutti sono accomunati dal conseguimento della laurea lasciata però ad ammuffire in un cassetto: non per colpa loro certo, ma di una società che dei laureati non sa che farsene.

“Hai detto diatriba legale? Guarda, sono stato chiaro: non assumo laureati!”

“Ma guardi che è stato un errore di gioventù del quale sono assolutamente consapevole.”

Il proprietario dello sfasciacarrozze all’antropologo Andrea De Sanctis

Sulla stessa barca dell’antropologo-demolitore costretto a spacciarsi per ignorante pur di ottenere un lavoro e interpretato da un camaleontico Pietro Sermonti (l’iconico Stanis La Rochelle di Boris) ritroviamo Edoardo Leo nei panni del protagonista Pietro e unico a non aver ancora accantonato l’idea di poter vivere di ciò che ha studiato. Stefano Fresi è il chimico/comico-lavapiatti che crea e testa personalmente la pillola facendo non pochi danni, mentre Paolo Calabresi è l’archeologo-autista che procura alla banda il furgoncino universitario con cui compiere le missioni. L’economista-giocatore di poker ha invece il volto di Libero De Rienzo; presenti all’appello anche i due latinisti-benzinai e bracci armati della banda interpretati da Valerio Aprea e Lorenzo Lavia. Nel cast anche Valeria Solarino (già vista in Ruggine), assistente sociale e fidanzata di Pietro Zinni, e Neri Marcoré, l’acerrimo nemico della banda dei ricercatori con i quali però condivide lo stesso geniale cervello e amaro destino.

Come la laurea garantisce una competenza e una conoscenza particolari, così il cast di Smetto quando voglio è sinonimo di successo e garanzia.

Recensione di Smetto quando voglio

Da pochissimo su Netflix con L’incredibile storia dell’Isola delle rose, Sydney Sibilia si era già fatto conoscere nel 2013 per la trilogia di Smetto quando voglio, prodotta assieme all’amico Matteo Rovere e grande successo di critica e pubblico.

Smetto quando voglio è un film che vorresti non finisse mai e che ti spinge a guardare immediatamente i capitoli successivi. I tre film della trilogia infatti (Smetto quando voglio, Smetto quando voglio-Masterclass e Smetto quando voglio-Ad honorem) sono realizzati come un unicum, ossia come un unico film girato tutto insieme e solo in fase di post-produzione diviso in tre parti. Il giovane regista Sydney Sibilia assieme ai due sceneggiatori Valerio Attanasio e Andrea Garello dirige e scrive una storia in cui funziona tutto e niente è lasciato al caso, in cui ciò che accade prima apparentemente senza un motivo viene poi spiegato nel dettaglio nel corso della storia, o addirittura nel capitolo successivo.

Smetto quando voglio è un esempio di cinema italiano che vogliamo vedere più spesso, una commedia che fa riflettere sul precariato in Italia e sulla dura condizione dei giovani laureati, troppe volte costretti a fuggire o a rinunciare. Ma lo fa col sorriso, mischiando l’azione tipica dei film hollywoodiani (in alcune scene ricorda perfino Una notte da leoni) con i tratti tipici della comicità della commedia all’italiana.

10 candidature ai David di Donatello, 4 ai Nastri d’argento di cui una vittoria per il miglior produttore a Domenico Procacci e Matteo Rovere con Rai Cinema e un enorme successo di pubblico: anche se nessuno dei 7 ricercatori è insignito del Premio Nobel, Smetto quando voglio ha sicuramente trovato la formula vincente.

Note positive

  • Sceneggiatura: tutto torna e tutto viene spiegato;
  • Cast: ogni personaggio è caratterizzato perfettamente;
  • Storia: tremendamente attuale e amara ma che riesce a strappare più di un sorriso.

Note negative

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