Emilia Clarke in Solo: A star Wars Story

Solo: A Star Wars Story: La fine di un era

solo star wars locandina 2018

Solo: A Star Wars Story

Titolo originale: Solo: A Star Wars Story

Anno: 2018

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Avventura, Fantascienza

Produzione: Lucasfilm, Walt Disney Pictures, Allison Shearmur Productions

Distribuzione: Walt Disney Pictures

Durata: 135 min

Regia: Ron Howard

Sceneggiatura: Jon Kasdan, Lawrence Kasdan, George Lucas

Fotografia: Bradford Young

Montaggio: Chris Dickens

Musiche: John Powell

Attori: Alden Ehrenreich, Woody Harrelson, Emilia Clarke, Donald Glover, Thandie Newton, Joonas Suotamo, Phoebe Waller-Bridge, Richard Dixon, Ian Kenny, Paul Bettany, Deepak Anand, Jon Favreau, Linda Hunt, John Tui, Warwick Davis, Hal Fowler, Dave Chapman

SOLO - NUOVO TRAILER UFFICIALE | HD
Trailer italiano di Solo: A Star Wars Story

Lo spettatore, andando al cinema, vuole sognare ad occhi aperti, immergersi in luoghi per lui irraggiungibili e misteriosi fino a ritrovarsi nel bel mezzo di un conflitto spaziale o venendo braccati da dei temuti Imperiali o peggio ancora da qualche Sith. Questo è il fascino che racchiude Star Wars dal momento in cui è venuto alla luce: una storia d’avventura e d’amore basata sullo scontro tra il bene e il male, tra democrazia e dittatura, il tutto ambientato nello spazio con navicelle spaziali e creature extra-terrestri.

Ora invece?  E’ uscita una serie tv animata di spessore come “Star Wars Rebels”, ad ottobre né uscirà un’altra intitolata “Star Wars Resistance” ed una serie ( non animata) dal titolo The Mandalorian, è prevista per il prossimo futuro. In tanto sono già usciti 4 film ( tra cui due spin-off) e nel 2019 vedremo Star Wars episodio IX e forse altri spin-off che al momento, proprio a causa di Solo, sono stati messi in pausa, in più sono in programma altre due trilogie ( 6 film) oltre a vari libri e fumetti dedicati a tale universo.

Un po’ troppo non vi pare?  Il guaio è che ad un ritmo così forsennato di produzione cinematografica, purché ci siano in mezzo una miriade di dollari,  serve pur sempre un’elemento che determinerà tutto: l’idea e se la storia ha ancora qualcosa da raccontare di realmente originale. Senza una buona idea, una buona sceneggiatura e creazione di ottimi personaggi tridimensionali, beh, neppure Star Wars avrà lunga vita.

Solo: A Star Wars Story (2018) è il secondo spin-off  prodotto dalla LucasFilm dopo Rogue One, quest’ultimo era stato apprezzato dai fan oltre ad essere stato considerato il miglior film prodotto dall’uscita di George Lucas dall’universo Star Wars.

Nonostante la delusione e le numerose critiche mosse al film “Episodio VIII” , che ha danneggiato gli incassi al botteghino di Solo tanto da essere il primo film della saga in rosso, sono andato con fiducia al cinema nel credo che gli spin-off siano più interessanti della saga…. invece mi sono dovuto ricredere.

Alden Ehrenreich Emilia Clarke solo scena movie
Alden Ehrenreich e Emilia Clarke in Solo: A Star Wars Story

Trama di Solo: A Star Wars Story

Han sopravvive come schiavo di Lady Proxima insieme alla sua compagna  Qu’ra. Ad inizio film i due decidono di imbarcarsi su una navicella spaziale essendo riusciti a prendere un materiale prezioso che gli consente di andarsene da quel lugubre luogo. Ma ovviamente non andrà bene. Han scapperà mentre Qu’ra verrà catturata. Han non si arrende, si arruola come pilota nell’esercito imperiale per riuscire, un giorno a salvarla ed è qui che al momento del tesseramento prenderà il nome di Han Solo; Solo perché è orfano da sempre e dunque non ha mai avuto un cognome.

Ovviamente niente andrà secondo i suoi piano. Non diventerà un pilota ma verrà mandato in battaglia in prima linea ed è qui che tenterà di disertare dall’esercito ed incontrerà Beckett e la sua ciurma.  Prima di riuscire a scappare dall’esercito viene catturata dagli imperiali che lo buttano in una fossa affermando che il mostro lo mangerà. La creatura mostruosa non è altro che Chewbecca, anch’esso schiavo degli imperiali. 

H.Solo: Non mi hai detto come ti chiami

Chewbecca [Heooww]

H.Solo: Ti dovrò dare un soprannome. Non posso usare questo ogni volta

Solo: A Star Wars Story

I due combattono poi lui inizia a parlare nella lingua di Chewbecca e i due escogitano un piano per scappare. Alla fine entrambi riusciranno ad entrare nella navicella di Beckett e a divenire dei fuorilegge fino a rincontrarre Qu’ra, ma lei non è più la semplice schiava che Han aveva conosciuto.

Recensione di Solo: A Star Wars Story

Il film e la regia di Ron Howard ( che è subentrato in corsa al posto di Miller e Lord) non sono male, intrattengono e mostrano esattamente quello che i fan vogliono vedere da un film sul mitico personaggio Han Solo, interpretato in passato da Harrison Ford, mentre ora è Alden Ehrenreich a vestire i panni del giovane Solo.

La storia mostra come Han è divenuto quello che abbiamo conosciuto nel 1977 e di come abbia incontrato il suo fido compagno di viaggio e di come si sia impadronito del leggendario Millennium Falcon di Lando oltre a far conoscere il vero motivo per cui è diventato un fuorilegge. Sia chiaro, la storia doveva parlare di tutto ciò ma lo ha fatto nella maniera sbagliata sotto molti punti di vista.

In primis non è stato messo accanto al giovane Han Solo una figura che gli fungesse da mentore, che gli insegnasse realmente la strada da seguire, come invece lo era stato Obi Wan Kenobi per Anakin e per un breve istante per Luke.  Tale figura, in questo lungometraggio, sarebbe dovuta essere quella rappresentata dal fuorilegge Tobias Beckett (Woody Harrelson) ma oltre a dargli un insegnamento ” Non devi fidarti mai di nessuno” fa be poco e possiamo asserire che Han sa già tutto ciò che dovrà fare e diventare dopo venti minuti di film, ciò non è un buon segnale.

Il secondo problema è l’aver caratterizzato il background del protagonista con una storia d’amore, la quale lo ha spinto a divenire il fuorilegge che abbiamo conosciuto nel primo lungometraggio. Questo è un grave errore perché tutti noi l’abbiamo conosciuto seguendo la storia del suo grande amore verso la Principessa Leila e sappiamo bene come questo amore l’abbia portato ad agire cosa che non accade per la schiava QI’ra (Emilia Clarke). Il vero Han non si sarebbe mai arreso alla scomparsa di lei ma l’avrebbe ricercata sempre, in ogni angolo dell’universo.

Solo: A Star Wars Story è godibile e ben fatto, con sfumature western e umoristiche ma manca completamente il climax Star Wars, sembra non appartenere a questo universo e il mondo pre ritorno alla repubblica viene mostrato in malo modo rimanendo oscuro al pubblico. Anche la nascente ribellione viene mostrata in maniera sbagliata e non riusciamo minimamente a distinguere per tutto l’arco narrativo il bene e il male.  Se poi si vuole creare una storia d’amore, che questa abbia un reale senso e che provochi realmente delle conseguenze all’interno del suo protagonista. Invece Qu’ra rimane sempre misteriosa ed indecifrabile e Solo non fa niente per riprendersela.

Gli sceneggiatori, nel finale, hanno voluto lasciare un ampio spazio al personaggio di Qu’ra, di cui il film Solo non sembra altro che una sua introduzione in una sua saga più ampia all’interno dell’universo di Star Wars.

Note positive

  • La storia a sé funziona come il film. Se vogliamo una storia d’avventura la troviamo
  • A tratti si ricerca di raggiungere lo stile Star Wars
  • La storia di Lando

Note negative

  • La regia è buona ma non è riuscita, forse, a lavorare bene con gli attori. Alden Ehrenreich è una macchietta per tutta l’opera filmica. Emilia Clarke non sembra mai veramente entrare dentro la storia, non so se a causa del suo misterioso personaggio o perché si è sentita schiacciata dal peso di un film di tale livello.
  • La non coerenza con il personaggio originale di H.S.
  • Il finale apertissimo a nuove trame
  • Tutti i personaggi sono completamente disonesti e fanno sempre e solo il loro comodo
  • Tutto l’opera batte su un tema fin troppo ripetuto e forzato: Qi’ra afferma di conoscerlo e che sa che dietro quella facciata da duro si nasconde un cuore d’oro, mentre Solo afferma di essere un cattivone.
  • Il modo in cui viene mostrata la nascente ribellione.

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