Spectre: Un deciso passo indietro

Spectre: Un deciso passo indietro 1

Spectre

Anno: 2015

Paese: Regno Unito, Stati Uniti d’America

Genere: Azione / Thriller

Produzione: EON Productions

Prodotto da: Barbara Broccoli, Michael G. Wilson

Durata: 2 hr 28 min (148 min)

Regia: Sam Mendes

Sceneggiatura: John Logan, Neal Purvis, Robert Wade, Jez Butterworth

Fotografia: Hoyte Van Hoytema

Montaggio: Lee Smith

Musiche: Thomas Newman

Attori: Daniel Craig, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Monica Bellucci, Andrew Scott

Trailer italiano di Spectre

Trama di Spectre

È buffo: tutta quella agitazione a Città del Messico ha evocato un ricordo lontano. E ora, a un tratto stasera torna tutto alla perfezione. Benvenuto, James. È passato tanto tempo, ma finalmente eccoci qui. Come mai ci hai messo tanto? Cu-cu.

CIT. FRANZ OBERHAUSER (CHRISTOPH WALTZ)

Un messaggio venuto dal passato spinge l’agente segreto inglese James Bond (Daniel Craig) a partire per il Messico e poi a Roma per indagare sull’intoccabile famiglia criminale Sciarra. Infiltratosi a una riunione del clan, Bond viene a conoscenza della tentacolare organizzazione SPECTRE, tutto mentre a Londra, la sezione spionistica MI6 guidata da M (Ralph Fiennes) viene messa in discussione a favore di una rete globale d’intelligence informatica.

Assieme ai compagni di viaggio Moneypenny (Naomie Harris), Q (Ben Whishaw), Madeleine Swann (Léa Seydoux), Bond inizia a svelare il mistero celato da SPECTRE, scoprendo il pericoloso legame che lo collega a Franz Oberhauser (Christoph Waltz), capo dell’organizzazione.

Spectre: Un deciso passo indietro 2
Daniel Craig in Spectre

Recensione di Spectre

Si è sviluppato un bello schema: tu interferivi nel mio mondo, io distruggevo il tuo. O pensavi fosse una coincidenza che tutte le donne della tua vita finissero per morire?

CIT. JAMES BOND (DANIEL CRAIG)

Giunta al terzo capitolo dell'”Era Craig”, la saga di James Bond porta avanti la modernizzazione della sua star, sempre più attinente al reale e dall’introspezione problematica, che però rispetto al notevole Skyfall presenta più di una riserva nella gestione della trama e nella confezione tecnica. Diretto nuovamente dal Premio Oscar Sam Mendes, qui più svogliato ma comunque attento a conferire un pittorico gusto estetico alle inquadrature, Spectre elimina il potentissimo discorso del film precedente su vecchiaia e inadeguatezza per rispolverare un Bond che (almeno in apparenza) sembra avere molte meno sfumature caratteriali oltre a relazionarsi con i propri comprimari con scarso feeling.

Ad eccezione di Hoyte Van Hoytema, subentrato a Roger Deakins per il ruolo di direttore della fotografia, si riconferma tutto lo staff tecnico e artistico di Skyfall, eppure la sensazione generale è di occasione mancata, di compitino svolto con il pilota automatico perché imposto da produttori avidi di incassi fecondi. In effetti il successo è stato garantito (tale da giustificare un quinto episodio, No Time to Die), ma ciò non salva Spectre dal titolo di peggior film del nuovo ciclo.

Spectre: Un deciso passo indietro 3
Fotogramma del Film Spectre

Da’ un’occhiata al mondo. Caos, perché persone come te portaborse, passacarte e politici sono troppo smidollate per fare ciò che è necessario. Così ho stretto un’alleanza per dare il potere a chi dovrebbe averlo, e ora puoi buttare via tutto, per il bene della democrazia. Chissà che diavolo è, da prevedibile mentecatto.

CIT. C (ANDREW SCOTT)

La sceneggiatura firmata da John Logan, Purvis & Wade e Jez Butterworth ormai sa come giocare con l’alternanza tra scene d’azione e dialoghi mai pesanti, ma almeno in questo caso abusa dell’action fragoroso, spesso a discapito della logica narrativa, e anche la celeberrima ironia bondiana non riesce a strappare i dovuti sorrisi come in altre occasioni. La perizia tecnica della crew di Sam Mendes purtroppo non è sufficiente a mascherare le lungaggini e la scarsa convinzione di una trama fin troppo portata per le lunghe (sebbene metta al centro la nemesi assoluta di Bond, a cui offre corpo e dialettica tagliente un ottimo Christoph Waltz), come se la troupe ancora accusasse lo sforzo artistico mastodontico di Skyfall.

La cosa migliore di questo capitolo è la trasposizione dei personaggi secondari, ben più che sagome da fumetto come nelle incarnazioni precedenti di Bond, e ottime spalle per il viaggio del protagonista. Forse un po’ troppo poco per sollevare Spectre da un livello di zoppicante mediocrità.

Spectre: Un deciso passo indietro 4
Lea Seydoux in Spectre

LATI POSITIVI

  • Perizia tecnica.
  • Recitazione.

LATI NEGATIVI

  • Sceneggiatura troppo farraginosa.
  • Qualche tempo morto di troppo.

Leave a Reply

9 + tredici =