Sweet Tooth (2021): la serie post apocalittica di Netflix

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Sweet Tooth

Titolo originale: Sweet Tooth

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti D’America

Genere: Fantasy, Drammatico, Avventura, Azione

Produzione: Dc Entertainment, Netflix, Team Downey, Warner Bros. Television

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Jim Mickle

Stagione: 1

Puntate: 8

Attori: Nonso Anozie, Christian Convery, Adeel Akhtar, Stefania LaVie Owen, Dania Ramirez, Aliza Vellani, Will Forte.

Trailer di Sweet Tooth (2021)

Trama di Sweet Tooth

In un tempo non ben definito, che potrebbe essere un futuro o l’attuale presente, la prima stagione di Sweet Tooth ci trasporta in uno scenario post apocalittico, in cui il genere umano è stato quasi abbattuto completamente da un virus letale, H5g9, che colpisce la popolazione adulta. Parallelamente alla diffusione della pandemia un avvenimento straordinario colpisce i bambini, che nascono con alcune caratteristiche animali, verranno per questo chiamati ibridi. La società adesso è divisa in persone che si rifugiano in piccole cittadine fingendo una quasi normalità e vagabondi che sono alla continua ricerca di risorse per poter sopravvivere.

La serie segue principalmente le vicende riguardanti la vita di Gus, il nostro protagonista, un piccolo bambino con orecchie e corna da cervo. Cresciuto isolato in una foresta lontano dal mondo esterno, all’età di 10 anni decide che è arrivato il momento di scoprire cosa c’è li fuori. Iniziamo così un’avventura che ci porterà a scoprire altri personaggi e altre storie.

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Christian Convery che interpreta Gus nella serie Sweet Tooth

Recensione di Sweet Tooth

Tratta da una famosa saga di fumetti scritta e disegnata da Jeff Lemire, Sweet Tooth potrebbe essere una delle migliori serie tv dell’anno 2021. Se siete alla ricerca di una serie tv fantasy diversa dal solito questa fa al caso vostro. Jim Mickle riesce a trasportare in questo mondo post apocalittico senza usare toni cupi e violenza ma anzi utilizza l’innocenza del piccolo Gus per temprare l’atmosfera. La serie quindi sebbene prediliga uno sguardo maturo rimane comunque a prova di bambino, affrontando anche temi importanti ma mai in modo troppo pesante. Infatti, nonostante Sweet Tooth si presenta in uno scenario post apocalittico, la serie non vuole turbare la sensibilità dello spettatore, riesce così a mostrare un mondo ferito e instabile tramite gli occhi da cerbiatto di Gus: accogliendolo giorno per giorno senza incolparlo.

Lo storytelling di ogni episodio è narrato da una voce fuoricampo, quella di James Brolin (nella versione originale), trasportandoci così nella narrazione classica di una vera e propria fiaba per adulti, che mixa l’inferno della società esterna con la tranquillità paradisiaca nella quale è cresciuto Gus. La voce del narratore permette di aggiungere alla narrazione orizzontale dei quadri di approfondimento sui vari personaggi che aiutano lo spettatore ad immergersi più a fondo nella trama. Uno dei punti forti della serie è proprio la storyline, infatti, questa non è solo la storia di Gus ma anche di Aitya Singh, un medico sposato che cerca di trovare una cura per la moglie malata. Importante è anche il personaggio di Aimee, una psicologa che riscopre sé stessa solo dopo la pandemia, rifugiandosi in uno zoo. Varie storyline a prima vista separate, solo nell’ultimo episodio daranno un senso di completezza e costruzione dell’universo in cui ci troviamo; il punto di vista di Gus, infatti, non sarebbe sufficiente a descriverci questo mondo. 

Richard Fox o Pubba come lo chiama Gus, si rifugia con il piccolo in una foresta dove crea un ambiente del tutto isolato. Qui il nostro bambino cervo crescerà spensierato conoscendo il mondo esterno solo attraverso gli occhi del padre. Nota negativa questa “innocenza” del piccolo Gus, all’inizio risulta quasi fastidiosa ma con il progredire della narrazione lo spettatore ha la possibilità di comprendere quanto in realtà sia fondamentale. È proprio questa innocenza, infatti, che convincerà Jepperd, ex giocatore di football per niente socievole a viaggiare con Gus.

Un vero e proprio viaggio dell’eroe, quello del nostro amico ibrido. Con una struttura tipica della serialità dei fumetti; ad ogni episodio proseguiamo seguendo la crescita dei personaggi. Nota sicuramente positiva è un ritmo che non stanca mai, ogni episodio è ricco di colpi di scena che non fanno che garantire corposità alla storia. Lo spettatore così ne vuole sempre di più e non ne ha mai abbastanza.

Una piccola nota negativa, ma di cui non ne sentiamo troppo il peso, è un allentamento del coinvolgimento dovuto all’assenza di Gus negli episodi centrali. Sebbene questo piccolo squilibrio, la serie è sicuramente un prodotto meritevole di essere visto. Un fantastico lavoro sulla costruzione narrativa ci permette di affezionarci facilmente ai personaggi, questo ci aiuta ad abbandonare il mondo reale per quello fantastico. Sicuramente un’occasione per riflettere in modo spensierato, su come la natura sia la forza dominante che prevale sempre sull’egoismo dell’uomo.

Note positive

  • Il ritmo
  • I toni
  • Lo storytelling
  • I personaggi curati

Note negative

  • L’iniziale troppo marcata innocenza di Gus
  • Il poco coinvolgimento della parte centrale della serie

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