Ted Bundy – Fascino criminale (2019): il carisma omicida

Ted Bundy - Fascino criminale (2019): il carisma omicida 1

Ted Bundy – Fascino criminale

Titolo originale: Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile

Anno: 2019

Paese:  Stati Uniti d’America

Genere: Biografico, Drammatico

Produzione: COTA FilmsVoltage Pictures, Ninjas Runnin’ Wild Productions

Distribuzione: Notorious Pictures

Durata: 108 minuti

Regia: Joe Berlinger

Sceneggiatura: Michael Werwie

Fotografia: Brandon Trost

Montaggio: Josh Schaeffer

Musiche: Marco Beltrami

Attori: Zac Efron, Lily Collins, Haley Joel Osment, Kaya Scodelario, John Malkovich, Jim Parsons, Jeffrey Donovan, Angela Sarafyan

Trailer ufficiale di Ted Bundy – Fascino Criminale

Ted Bundy – Fascino criminale è un film drammatico e biografico del 2019, diretto da Joe Berlinger, in seguito alla realizzazione della serie documentaria Netflix, Conversazioni con un killer: Il caso Bundy (basato sulle ore di materiale registrato da Bundy in carcere). Presentato al Sundance Film Festival, è la storia di uno dei più famosi e efferati serial killer della storia americana, autore di più di 30 omicidi negli anni Settanta. Raccontato dal punto di vista della sua fidanzata di lunga data, Elizabeth Kendall, interpretata da Lily Collins; il film è tratto dal libro di memorie di quest’ultima, The Phantom Prince: My Life With Ted Bundy. Il criminale Ted Bundy è interpretato da Zac Efron, in uno dei ruoli più importanti e difficili della sua carriera.

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Zac Efron/Ted Bundy

Trama di Ted Bundy – Fascino criminale

La storia narra dei reali fatti accaduti dal 1969, data dell’incontro tra Liz Kendall e Ted Bundy, sino alla sua reclusione in carcere e in seguito nel braccio della morte, (venne giustiziato nel 1989). Narra dunque il periodo degli omicidi del criminale, della reclusione e delle fughe dal carcere, concentrandosi in particolare sul processo che divenne fortemente mediatico.

Recensione di Ted Bundy – Fascino criminale

Nel periodo precedente all’uscita del film una critica negativa ben specifica invadeva l’internet: la scelta di far interpretare ad un sex symbol come Zac Efron un personaggio negativo e crudele come il serial killer Ted Bundy. La visione della pellicola, e una documentazione più approfondita del caso Bundy, rivela la sterilità di queste critiche; l’attore è la scelta perfetta per questo ruolo. Zac Efron affronta il personaggio più impegnativo e controverso della sua carriera in modo estremamente convincente, lavorando sulla mimica facciale e sui suoi movimenti ricostruendo, basandosi sui filmati e interviste storiche, la figura del criminale. Stesso abbigliamento, stesso taglio di capelli, stesse espressioni; tutto è fedelmente ricostruito, riportato in vita davanti alla macchina da presa, seppur nella narrazione non manchino aspetti romanzati, ma senza snaturare la realtà e il significato degli avvenimenti.

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Zack Efron in Ted Bundy – Fascino criminale

Il fascino divistico che rappresenta Zac Efron è simbolico e fedele al personaggio che è chiamato ad interpretare: uno dei poteri di Ted Bundy era proprio il suo forte carisma, magnetismo e fascino che lo ha reso non solo insospettabile, ma facilitato nell’attrarre le decine e decine di donne che sono poi divenute vittime dei suoi atroci omicidi. Viene messo in risalto, durante la narrazione del processo, come molti degli spettatori in aula fossero proprio donne; attratte da quest’uomo così crudele, (dichiaratosi innocente e creduto da molti come tale sino a poco prima di essere giustiziato sulla sedia elettrica, quando decise di confessare i suoi crimini), ma allo stesso tempo così magnetico, e dunque ancora più pericoloso.

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Lily Collins e Zac Efron in Ted Bundy – Fascino criminale

La storia è narrata dal punto di vista della sua fidanzata storica, Liz, madre divorziata che incontra Ted Bundy nel 1969, interpretata dalla meravigliosa Lily Collins, che condivide lo schermo equamente con Zac Efron, che risulta essere comunque il protagonista assoluto delle vicende. Viene raccontata la loro storia d’amore e l’insospettabilità di un uomo visto come un principe azzurro e un padre amorevole, capace di nascondere con assoluta freddezza la maschera del male più profondo. Egli è un manipolatore, un narcisista ed un sadico, di cui anche la fidanzata è rimasta per sempre vittima, pur essendo stata una delle poche donne uscita viva dalle grinfie di quest’uomo.

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Una scena di Ted Bundy – Fascino criminale

La scena iniziale e finale, in cui ella si reca a far visita a Ted nel braccio della morte, in cui gli chiede di rivelarle la verità, è una perfetta metafora della condizione di questa donna: questa sequenza infatti rimane solo simbolica poiché questo incontro non è mai accaduto nella realtà. Liz deve liberarsi di lui e da un senso di colpa che l’attanaglia (derivante da una sua azione che viene usata nel film come rivelazione, e che rappresenta una sorta di punto di svolta narrativo): unico modo per farlo è sentire la verità detta da Bundy stesso.

La manipolazione che egli riuscì ad attuare con successo, convincendo molti della sua innocenza, sembra quasi funzionare anche nella pellicola: nella mente di uno spettatore totalmente ignaro della storia di questo criminale, è facile che riesca ad insinuarsi il dubbio. Quasi dubita persino lo spettatore consapevole dei fatti: anche questa è metafora di quanto siano profonde e subdole le tecniche manipolatorie di un soggetto di questo genere.

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Zac Efron in Ted Bundy – Fascino criminale

Il regista sceglie di non mostrare e non raccontare visivamente le violenze e tutti gli orribili atti da lui commessi; vengono talvolta accennati e approfonditi solo vagamente, durante la narrazione del processo. Il modo in cui quest’ultimo viene rappresentato è sicuramente ciò che di più interessante offre questa pellicola: la messa in risalto di quanto abbiano influito i media nella costruzione del personaggio. Il processo venne interamente trasmesso in diretta tv, i mass media di tutto il mondo erano ossessionati dal caso, riuscendo a trasformare Ted Bundy in un mito, in un’icona. Divenne attore della sua storia, un performer chiamato a dare il meglio di sé in un’aula di tribunale, dinanzi all’orrore dei crimini da lui commessi. E a sua volta Zac Efron riesce ad offrire una delle performance migliori della sua carriera.

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Zac Efron e Jim Parsons in Ted Bundy – Fascino criminale

Alla fine, in seguito al verdetto, le luci dell’aula di tribunale si spengono lentamente: si cala un triste sipario, segno che la performance è terminata.

Il ritmo del film è incalzante, avvincente, in una fusione di immagini ricostruite e talvolta tratte dalla realtà, senza fare a meno di momenti di suspense e di tensione. La regia di Berlinger rivela una delicatezza e un rispetto per gli eventi e le vittime che raramente è presente in film biografici di criminali come questi. E le performance attoriali sono magnifiche, tutte estremamente convincenti: Lily Collins e Zac Efron sono senza dubbio le punte di diamante di questa pellicola.

Note positive

  • Ottime interpretazioni
  • Buona regia e fotografia
  • Buon ritmo della narrazione

Note negative

  • Poco approfondimento di alcuni aspetti riguardanti la figura di Ted Bundy

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