The Girl and the Spider (2021): la psicologia dell’addio

La ragazza e il ragno locandina (2021)

The Girl and the Spider

Titolo originale: Das Mädchen und die Spinne

Anno: 2021

Paese: Svizzera

Genere: Drammatico

Produzione: Beauvoir Films

Distribuzione: Edition Salzgeber, Xenix Filmdistribution

Durata: 99′ min

Regia: Ramon Zürcher, Silvan Zürcher

Sceneggiatura: Ramon Zürcher, Silvan Zürcher

Fotografia: Alexander Haßkerl

Montaggio: Katharina Bhend, Ramon Zürcher

Musiche: Philipp Moll

Attori: Henriette ConfuriusAndré HennickeSabine TimoteoUrsina Lardi, Ivan Georgiev

Trailer italiano di The Girl and the Spider (2021)

La ragazza e il ragno è l’opera seconda dei fratelli Zürcher, nuovi talenti del cinema svizzero, ed è stata la sorpresa della sezione Encounters all’ultima Berlinale, dove ha conquistato il premio FIPRESCI e quello per la Miglior regia. Approda in Italia grazie al Triste Film Festival 2022, il principale appuntamento con il cinema del centro-est Europa.

Trama di The Girl and the Spider

Il momento è finalmente arrivato: Lisa va a vivere da sola nel suo primo appartamento. Per anni ha condiviso una casa con Mara e Markus, il suo trasloco rappresenta davvero la fine di un’era. Ma mentre Lisa non vede l’ora di cambiare, a Mara questa novità scatena una tempesta di emozioni.

La ragazza e il ragno (2021)
The Girl and the Spider (2021)

Recensione di The Girl and the Spider

Il Trieste Film Festival è tornato, e con lui l’incredibile novità di voci e sinfonie dell’Europa centro-orientale. Un cinema caratterizzato da lunghe pause, una forte coscienza socio-politica e la rivendicazione dei propri territori. Tra l’incredibile selezione di quest’anno spicca La ragazza e il ragno, piccolo gioiello da festival che si contraddistingue fin da subito per la sua perfezione estetica. La storia è semplice ed è figlia di questi tempi. Un trasloco diviene infatti il cataclisma su cui ruotano personaggi e sentimenti. Una visione che si svolge in due location, l’appartamento nuovo e quello vecchio. In mezzo c’è Mara, personaggio riflesso di quella paura intragenerazionale dettata dal cambiamento e dalla solitudine.

Non è un film di facile lettura, l’unico modo per apprezzarlo è accettare fin da subito la sua natura anti-strutturale. I personaggi infatti, dialogano tra loro in maniera allegorica, spesso si scambiano lunghi sguardi allusivi alla Éric Rohmer e il paesaggio emotivo che li abita è fluido e del tutto imprevedibile. In comune hanno i luoghi che abitano, il futuro appartamento di Lisa, da catalogo Ikea, e il vecchio appartamento affollato dove Mara rimarrà “per sempre”. Il dramma in corso è visibile e riguarda la difficile separazione tra le due amiche.

La ragazza e il ragno (2021) recensione
Lisa e Mara in The Girl and the Spider (2021)

L’inquadratura che apre il film è sulla planimetria dell’appartamento in cui vivevano Lisa, Mara e Markus. Un regalo che Mara vuole dare a Lisa e che rappresenta il vero punto di contatto tra le due. Il foglio è praticamente perfetto, una geometria che si vorrebbe applicata anche alla vita vera. Peccato che con il procedere della storia verrà colorato, sporcato e trasformato. Come a sottolineare che è il caos della vita a imporre il cambiamento. Niente rimane nel suo stato originario per sempre, tutto attorno a noi cambia. “Esistere è cambiare, cambiare è maturare, maturare è continuare a creare se stessi senza fine.” Questo trasloco infatti, per Lisa significa un passo verso la maturità e il cambiamento, a differenza di Mara, che fin da subito assume un atteggiamento infantile: critica il nuovo quartiere, cerca di danneggiare l’appartamento dell’amica ed esterna la sua paura di essere dimenticata tramite strani rimproveri. Una confusione emozionale dettata dalla psicologia dell’addio, che si palesa anche nell’affollamento di personaggi che pian piano si alternano tra le due amiche. La perdita rappresenta un “lutto” e viene vissuta come una grave minaccia alla propria esistenza, un’amputazione di una parte di sé.

La ragazza e il ragno (2021) recensione
The Girl and the Spider (2021)

Se c’è un particolare che caratterizza il lungometraggio è la filosofia materialista che lo abita, ma non nella sfera critica e superficiale. Si tratta di un materialismo complesso, che pone una visione più ampia, includendo nel giudizio sulla realtà materiale tutta la sfera di oggetti ed eventi della percezione umana inclusi i suoi sentimenti sia etici che estetici. I dialoghi anche se fitti e comunicativi, risultano vuoti e di circostanza. Una solitudine esistenziale con cui è difficile fare i conti. Il ragno diventa metafora della psiche e dall’animo, con la mente umana che viene rappresentata come una ragnatela: con i pensieri che hanno il potere di renderci sia carnefici che prigionieri. Insomma, sta a noi decidere in che porzione della ‘catena mentale’ posizionare il nostro spirito. 

Note positive

  • La regia dei fratelli Zürcher
  • Estetica e fotografia in funzione della tematica del film

Note negative

  • Dialoghi troppo fitti e allegorici
  • Personaggi che mancano di forte caratterizzazione

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