The Good Nurse (2022): la storia del serial killer Charles Cullen

Un thriller avvincente basato su eventi reali, THE GOOD NURSE è diretto dal candidato all'Oscar Tobias Lindholm, sceneggiato dalla candidata all'Oscar Krysty Wilson-Cairns e interpretato dall'attrice premio Oscar Jessica Chastain nel ruolo di Amy Loughren insieme a Eddie Redmayne nel ruolo di Charles Cullen, oltre a Nnamdi Asomugha, Noah Emmerich e Kim Dickens.
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Locandina di The Good Nurse

The Good Nurse

Titolo originale: The Good Nurse

Anno: 2022

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: giallo

Casa di produzione: FilmNation Entertainment, Protozoa Pictures

Distribuzione italiana: Netflix

Durata: 121 min

Regia: Tobias Lindholm

Sceneggiatura: Krysty Wilson-Cairns

Fotografia: Jody Lee Lipes

Montaggio: Adam Nielsen

Musiche: Biosphere

Attori: Jessica Chastain, Eddie Redmayne, Noah Emmerich, Kim Dickens, Nnamdi Asomugha, Ajay Naidu, Marcia Jean Kurtz, Devyn McDowell, Alix West Lefler, Brooke Mills, Anjelica Bosboom, Moe Irvin, Jennifer Regan, Gabe Fazio, Victor Cruz

Trailer italiano di The Good Nurse

Charles Cullen ha lavorato per sedici anni come infermiere nel New Jersey, passando da un ospedale all’altro e portando con sé la falce oscura della morte. In ogni reparto in cui Cullen veniva trasferito si verificava un improvviso aumento di decessi cardiaci. Propri a causa di queste morti e dopo una lunga indagine di polizia l’uomo venne arrestato il 12 dicembre 2003 mentre era in un ristorante. Durante l’interrogatorio, per evitare la pena di morte, Cullen ha ammesso di aver ucciso innumerevoli pazienti, almeno quaranta, anche se la polizia ritiene che abbia ucciso almeno quattrocento persone durante i suoi sedici anni di attività lavorativa come infermiere. Netflix, per parlarci di questo serial killer, uno dei più longevi d’America, rilascia il 26 ottobre 2022 la pellicola The Good Nurse, basata sull’omonimo libro del giornalista Charles Graeber, che vede in scena due grandi attori come Jessica Chastain (Gli occhi di Tammy Faye, 2021; Scene da un matrimonio, 2021) e Eddie Redmayne (La teoria del tutto, 2014; The Danish Girl, 2015). Successivamente l’11 novembre viene rilasciato il film documentario “Capturing the Killer Nurse” che ha lo scopo di mostrarci la verità riguardo a Charles Cullen, quella verità che non traspare sempre dai film che prendono fatti reali per poi rivisitarli e romanzarli.

Trama di The Good Nurse

Amy, infermiera compassionevole e madre single alle prese con una patologia cardiaca potenzialmente letale, è portata al limite fisico ed emotivo dai duri e impegnativi turni notturni in terapia intensiva. Un piccolo aiuto le si presenta quando Charlie, un collega infermiere premuroso ed empatico, inizia a lavorare nella sua unità. Mentre condividono le lunghe notti in ospedale, i due sviluppano un’amicizia forte e devota e, per la prima volta dopo anni, Amy ha davvero fiducia nel suo futuro. Contemporaneamente nel suo reparto di terapia intensiva si verificano una serie di misteriose morti di pazienti, un evento che dà il via a un indagine interna dell’ospedale e a quella della polizia, che indica Charlie come il principale sospettato. Amy è costretta a rischiare la sua vita e la sicurezza dei suoi figli per scoprire la verità.

The Good Nurse (2022). L to R Eddie Redmayne as Charlie Cullen and Jessica Chastain as Amy Loughren. Cr. JoJo Whilden Netflix
The Good Nurse (2022). L to R Eddie Redmayne as Charlie Cullen and Jessica Chastain as Amy Loughren. Cr. JoJo Whilden Netflix

Recensione di The Good Nurse

Netflix adora parlarci di serial killer, sembra essere uno dei suoi piatti forti all’interno del suo palinsesto, che punta sempre di più sulla creazione di storie filmiche o seriali, tra realtà e documentario, incentrate sui più cruenti assassini d’America, così dopo averci parlato di John Wayne Gacy, Ted Bundy, Jeffrey Dahmer, giunge il momento di presentarsi l’atipico killer Charles Cullen, un uomo che non uccide sporcandosi le mani di sangue o giocando con le sue vittime e i loro resti, bensì ammazza l’altro in maniera nascosta, subdola senza creare quel senso di panico e di paura nei suoi prescelti, completamente ignari della loro fine. Cullen è un infermiere e tutti ci fidano ciecamente del loro infermiere d’ospedale, ma lui non è come gli altri, infatti l’uomo, fregando il sistema ospedaliero e giocando con questo, immette nell’organismo dei pazienti sostanze a loro dannose, sostanza datagli a piccole dose che pian piano gli saranno fatali, conducendoli a un attacco cardiaco mortale. A lui poco importa essere presente e vedere gli ultimi momenti di vita del paziente da lui “terminato”, il suo entusiasmo è nel sapere di essere colui che ha posto fine a quella vita. Lo sceneggiatore Krysty Wilson-Cairns per parlarci dell’infermiere assassino ci conduce entro una pellicola fatta di sguardi, di relazioni umani e d’amicizia, di quella amicizia che nasce tra i reparti d’ospedale tra la madre single Amy (Jessica Chastain) e Charles (Eddie Redmayne), un uomo che ci viene presento come un individuo dolce, empatico e pieno di umanità. Cullen è l’unico che si rende conto realmente dei problemi della sua collega, affetta da una grave patologia cardiaca che potrebbe esserne fatale, e diviene in breve tempo l’unico amico e punto fermo all’interno della quotidianità della donna, che inizierà a fidarsi di lui e a vederlo più che un mero collega di lavoro, tanto da farlo entrare sempre di più all’interno della sua vita e all’interno della sua casa.

Il legame tra questi due personaggi è la colla che regge l’intero lungometraggio, che rinnega a tratti il thriller per immetterci dentro una storia umana, fatta di sguardi e di umanità, in cui per lunghi tratti noi stessi si dimentichiamo che Cullen è un killer e si immergiamo dentro la storia d’amicizia tra l’ignara Amy e il brutale assassino. Questi due personaggi vengono descritti dalla sceneggiatura con estrema cura e attenzione di dettagli. Seppur di Amy sappiamo poco o nulla ad eccezione della sua malattia, non fatichiamo minimamente a empatizzare con lei e a soffrire con lei, come nelle scene in cui ci sente male, in cui udiamo e sentiamo fortemente quel suo peso al cuore a fatica di respirare che ci avvolge e ci stritola. Ovviamente una mano la dà la splendida prova attoriale di Jessica Chastain che riesce a entrare nei panni di Amy con estrema maestria, porgendosi e mostrando su schermo tutta la tristezza e tutti i sorrisi di lieve felicità che il personaggio porge in scena. Allo stesso tempo non va dimenticata l’incredibile prova di Eddie Redmayne, che mette in scena un cattivo alquanto particolare con estrema maestria, il suo volto è pieno di umanità e di bontà per lunga parte del film e i suoi occhi mostrano una particolare follia da inizio pellicola fino alla fine, dove la sua pazzia sarà sempre più visibile non solo negli occhi ma anche in tutto il volto. L’ultima scena in cui vediamo Chastain ci mostra tutta la grandezza attoriale di Eddie Redmayne, che riesce perfettamente a mettere in scena un personaggio sia umano che folle, senza diventare una macchietta. Noi stessi faremo fatica per tutta la durata del film a vedere il killer come una vera e propria minaccia per Amy, e proprio questa mancanza (forse voluta?) eleva il film che non ricade dentro il classico thriller ma che trascina la pellicola dentro un aria maggiormente delicata basata su incontro umano tra anime perdute.

Il thriller, seppur a tratti banali, fa parte però della pellicola e ci appare essenzialmente come spunto di critica politica all’interno di The Good Nurse. La sceneggiatura ci concentra molto sui gestori degli ospedali che fanno di tutto per impedire alla polizia di comprendere la verità, quella verità che loro sono già a conoscenza. Il film accende la luce dei riflettori sul sistema corrotto che riguarda le strutture mediche, dove i lavoratori sono obbligati a non dichiarare ciò che avviene all’interno del reparto alla polizia, poiché tutto ciò che accade dentro un reparto deve rimanere lì; così coloro che si occupano degli ospedali sanno che Cullen è un killer, sanno che è lui ad uccidere e l’unica cosa che sono in grado di fare e di licenziarlo per paura di ciò che questo caso, la presenza di un infermiere omicida, potrebbe causare nell’opinione pubblica. Grazie a questo timore Cullen è libero di uccidere, passando da un ospedale all’altro senza nessun tipo di problema. Le morti dunque non sono solo colpa di Cullen, ma anche di tutti quei gestori d’ospedali che non hanno voluto fermare la mano mortale di quest’uomo.

The Good Nurse (2022). Behind the scenes
The Good Nurse (2022). Behind the scenes

In conclusione

Una pellicola intensa che per non ricadere entro un classico thriller banale ci va a sviluppare in un ottica maggiormente umana, concentrandoci sulla creazione di un rapporto d’amicizia autentico tra due individui, poco importa se uno di loro è un killer. Il tutto viene elevato dalle interpretazioni che fanno il 70% del film, portando sulle loro spalle l’intera narrazione.

Note positive

  • Interpretazione di Eddie Redmayne  e Jessica Chastain
  • La critica al mondo ospedaliero

Note negative

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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 923

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