The Nun II (2023): il male a volte ritorna ed è lo stesso!

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Trailer di The Nun II

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Dopo “Conjuring II – Il caso Enfield“, “The Conjuring” e “The Nun“, Valak, il demone con sembianze di una suora, torna nelle sale a terrificare i suoi fan, il 6 settembre 2023 al cinema. Questa volta suora Irene (Taissa Farmiga) nei panni della giovane protagonista) dovrà risolvere un caso al quanto analogo e sicuramente legato agli omicidi commessi presso il Monastero di Carta.

The Nun II” arriva nelle sale nelle prime giornate di settembre e scavalca a distanza di una settimana circa, persino il pubblico di Christopher Nolan sbaragliandolo al botteghino in modo del tutto inaspettato. Perché? La saga nata dalla storia realmente accaduta dei coniugi del paranormale Lorraine Warren e Edward Warren ha dato vita ad un effetto domino senza tempo; un effetto che ha visto le sale cinematografiche finalmente piene, anche dopo il successo di “Barbie” (Greta Gerwig, 2023) e “Oppheneimer” (Christopher Nolan).

Il motivo del suo successo è semplice: si tratta di un racconto dell’orrore ma soprattutto del paranormale che storicamente angoscia e ammalia una platea di fan della paura, per non parlare della tematica dai risvolti inquietanti e senza tempo: la possessione. Michael Chaves dopo “La Llorona – Le lacrime del male” e “The Conjuring – Per ordine del diavolo“, torna dunque sul grande schermo e lo fa con attenzione e una maturazione evidentemente maggiore.

La trama di The Nun II

Sinossi ufficiale

1956 – Francia. Un prete viene assassinato. Un male si sta diffondendo. Il sequel del film campione d’incassi segue le vicende di Suor Irene, quando viene a trovarsi nuovamente faccia a faccia con Valak, la suora demoniaca.

The Nun II si accende e prende vita come una piccola lanterna immersa in un buio suggestivo e gotico. Siamo in Francia precisamente a Tarascon nel 1956 quando un prete, seguace sostenitore di Santa Lucia, Padre Noiret, viene letteralmente arso al fuoco da un’entità che in pochi minuti offre al pubblico una serie di jumpscares. Effetti semplicemente perfetti per presentare di lì a poco il dramma.

Valak è tornato, non è mai stato sconfitto del tutto, ha preso le sembianze umane del “francese” Maurice e con lui si compie un viaggio verso ovest potenzialmente maledetto e senza ritorno. Un itinerario inquietante che si lascia alle spalle la Romania, cercando di mettere le sue radici in un antico monastero divenuto collegio femminile.

Proprio nel collegio femminile diverse figure prendono il sopravvento nei confronti di una compagna di banco sfortunatamente più innocente e umile. Giocare col diavolo ha un prezzo e questo è ben risaputo. Non tutti i personaggi sanno che di lì a poco una leggenda biblica sugli occhi di Santa Lucia, di Lucifero e dei fatti realmente accaduti presso Carta, avranno di nuovo inizio.

Frame tratto da The Nun II
Frame tratto da The Nun II

L’occhio di Santa Lucia, una storia di femminicido perfetta per uno spin-off?

The Nun II a ben guardare, presenta una digressione in fase di sceneggiatura, circa la leggenda degli Occhi di Santa Lucia. Si tratta di una leggenda che viene tramandata storicamente da secoli ormai e che ruota intorno agli occhi di una donna molto bella e dallo sguardo ammaliante, tale da far innamorare un giovane ragazzo. La leggenda viene storicamente tramandata in modo differente però dalla prospettiva della credenza cattolica che vuole Lucia come una giovane donna in atto di chiedere una grazia a Sant’Agata per la malattia della madre. Sant’Agata promette al guarigione in cambio della rinuncia al matrimonio già deciso tra Lucia e un giovane. Forse non tutti sanno che però la storia di Lucia risale al IV secolo dopo Cristo quando non esistevano ancora le persecuzioni. Per questo motivo Lucia verrà condannata a morte e i suoi occhi colpiti.

La recensione di The Nun II

The Nun II convince un pubblico ampio e variegato. Mette d’accordo fan e scettici del genere riuscendo a trionfare dopo ben nove capitoli incentrati sulla saga de “The Conjuring“. Il film con Taissa Farmiga e Jonas Bloquet presenta dei punti tecnici e stilistici saldi, punti salienti che Michael Caves trasforma quasi in una sorta di ingredienti porta fortuna per un buon prodotto commerciale.

The Nun II ha degli ottimi effetti speciali, effetti che ricordano un po’ la produzione di cult dell’horror e del thriller come “L’esorcista” di William Friedkin che tornerà presto nelle sale per il suo anniversario con una versione restaurata e un sequel all’attivo. Sembrano chiari i rimandi ad un senso dell’estetica horror che abbraccia cult come il già citato, ma anche gli ultimi fortunati “The Witch“, Il sacro Male“, e “The Last exorcism“.

Un fotogramma dalla scena inquietante di The Nun II
Un fotogramma dalla scena inquietante di The Nun II

Una scena in particolare cattura con sagacia esprimendo in modo unico, con una fotografia perfetta, un senso della paura introspettivo. Le riprese sul singolo dettaglio sono il centro nevralgico della narrazione e senza rilasciare spoiler siamo certi che basterà citare un piccolo chiosco di un certo giornalaio per capire a cosa si sta alludendo.

Taissa Farmiga, protagonista del suo secondo capitolo e con una carriera già piuttosto attiva, suggella le sue capacità attoriali nel genere. Le atmosfere dark gothic e a volte fin troppo macabre vengono evidenziate e poste in risalto grazie al suo sguardo inquieto ma così deciso. The Nun II è un secondo capitolo che racconta un processo di maturazione e crescita della sua stessa storyline. Nulla stupisce lo spettatore perchè niente di fatto è originale. Ciò nonostante il film di Michael Caves appare complessivamente ben equilibrato e ritmato tra jumpscares, digressioni interessanti all’interno della trama e pensato affinchè riesca ad intrattenere con maestria gli spettatori.

Suor Debra il personaggio secondario all'interno di un fotogramma tratto dal film The Nun II
Suor Debra il personaggio secondario all’interno di un fotogramma tratto dal film The Nun II

Nulla è lasciato al caso, ogni personaggio sembra muoversi per mostrarci una strada che percorriamo insieme a suora Irene e sorella Debra e ci svelerà la verità, una realtà che non possiamo dunque cogliere solo osservando ma che in primis il film sembra consigliarci di percepire. La percezione della paura e del pericolo sono ben rese grazie ad una fotografia che muove i suoi attori tra giochi di luci e ombre, di cose che si muovono, che ci sembra di vedere e che invece forse non ci sono e poi un mosaico colorato inquietante ma trascendentale. Non ci si aspetta nulla di più dalla storia diretta di Chaves e si può apprezzare la digressione biblica sulla storia interessante di Santa Lucia e i suoi occhi. Un finale forse fin troppo veloce diviene il pretesto per risolvere forse con fin troppa velocità un groviglio di forse negative che facilmente abbandoneranno la vita di Suor Irene.

Questo però non c’è dato saperlo ..o forse si?

In conclusione

The Nun II è un film horror che riesce a catturare un vasto pubblico, sia tra gli appassionati del genere che tra gli scettici, nonostante sia il nono capitolo della saga “The Conjuring”. Il regista Michael Caves dimostra una padronanza tecnica e uno stile solidi, trasformando gli elementi chiave dell’horror in ingredienti di successo per il mercato commerciale. Il film offre effetti speciali di alta qualità che richiamano produzioni cult dell’horror e del thriller, mentre i riferimenti a film iconici come “L’esorcista” e successi recenti contribuiscono a creare un’atmosfera suggestiva. La protagonista Taissa Farmiga offre una performance convincente, e nonostante la mancanza di originalità nella trama, il film risulta ben equilibrato e ritmato, offrendo una varietà di elementi che intrattengono il pubblico

Note Positive

  • Effetti speciali di alta qualità che richiamano produzioni cult dell’horror.
  • Riferimenti a film iconici come “L’esorcista” e successi recenti come “The Witch”, “Il sacro Male” e “The Last Exorcism”.
  • Taissa Farmiga offre una performance convincente e accentua le atmosfere dark e macabre del film.
  • Equilibrio nella trama e nel ritmo del film, con una varietà di elementi che intrattengono il pubblico.
  • Sceneggiatura ben delineata

Note Negative

  • Mancanza di originalità nella trama.
  • Un finale che potrebbe essere percepito come troppo veloce nella risoluzione di alcune questioni.
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