The Quatermass Experiment (1953): la miniserie fantascientifica della BBC Television

The Quatermass Experiment (1953) locandina

The Quatermass Experiment

Titolo originale: The Quatermass Experiment

Anno: 1953

Nazione: Regno Unito

Genere: fantascienza

Casa di produzione: BBC

Distribuzione: BBC One

Ideatore: Nigel Kneale

Stagione: 1

Episodi: 6

Regia: Rudolph Cartier

Sceneggiatura: Nigel Kneale

Attori: Reginald Tate, Isabel Dean, Hugh Kelly, Paul Whitsun-Jones, Duncan Lamont, John Glen, Ian Colin, Frank Hawkins, Oliver Johnston, Katie Johnson

Se si parla della storia della fantascienza, non possiamo che non citare The Quatermass Experiment, una miniserie composta da sei episodi, che ha dato uno scossone importante al genere fantascientifico televisivo. La BBC sembrava considerare il genere come qualcosa d’interessante esclusivamente per un pubblico giovane e composto da bambini così non si sforzava di creare storie inedite di fantascienza esclusivamente per adulti ma li penso in ottica familiare, così nacque la serie  Stranger from Space (1951–52). The Quatermass Experiment del 1953 diviene la prima serie fantascientifica originale (non basata su romanzi di genere) della BBC Television creata, appositamente, per un pubblico adulto. La serie, formata da sei episodi di mezz’ora, è la prima di quattro produzioni Quatermass, andate in onda tra il 1953 e il 1979. Il prodotto è stato trasmesso in diretta dagli studi televisivi originali della BBC presso l’ Alexandra Palacea Londra. Peccato però che, nonostante la sua forte influenza donata al mondo sci-fi cinematografico e televisivo, sono sopravvissuti al tempo solo i primi due episodi (1×01 – “Il contatto è stato stabilito” e 1×02 “Persone dichiarate scomparse”), mentre gli altri sembra che non siano mai stati registrati ma solo trasmessi dal vivo. La serie della BBC Television ha ispirato e contribuito alla nascita di Doctor Who (1963) e Zaffiro e Acciaio (1979-1982), ma che influenzo enormemente anche pellicole come Alien di Ridley Scott.  

I seguiti della miniserie sono: Quatermass II (1955), Quatermass and the Pit, Quatermass Conclusion – La Terra esplode (1979).  Nel 1955 venne realizzato il rifacimento della miniserie da parte dell’Hammer. Il film s’intitola “L’astronave atomica del dottor Quatermass”, al posto di Reginald Tate, che nella serie ricopre il ruolo del Dottor. Quatermass, abbiamo Brian Donlevy.

Durante le riprese di The Quatermass Experiment (1953)
Durante le riprese di The Quatermass Experiment (1953)

Trama di The Quatermass Experiment

Bernard Quatermass è a capo della British Experimental Rocket Group (Gruppo missilistico sperimentale britannico, un’agenzia governativa. Lo studioso è in attesa del rientro, sul suolo terreste, del razzo spaziale e del suo equipaggio. Questo è un evento eccezionale poiché è il primo volto spaziale con un equipaggio umano. Nonostante alcuni imprevisti, la navicella riesce a effettuare un atterraggio di emergenza a Londra, precisamente a Wimbledon. Quando Quatermass e la sua squadra di scienziati giungono sul luogo scoprono che dei tre umani partiti per la spedizioni solo uno è sopravvissuto, Victor Carroon, degli altri due non c’è nessuna traccia. L’unica certezza è che Carroon è gravemente malato e bisognoso di cure, così mentre il dottor Briscoe inizia a curarlo, Quatermass (ma non è l’unico) inizia a indagare su ciò che è avvenuto durante la spedizione. Ben presto Carroon e Quatermass si ritroveranno dentro un incubo.

Recensione di The Quatermass Experiment

A capo di questo progetto, costituito da sei episodi della durata di mezz’ora l’uno, abbiamo Nigel Kneale (ideatore e soggettivista). Lui è l’artefice del successo commerciale di The Quatermass Experiment scrivendo e realizzando una storia forte e innovativa che conquistò i cuori degli spettatori dell’epoca. La miniserie fu un enorme successo, soprattutto se si pensa che rientra nel genere fantascientifico che veniva (spesso e volentieri) visto di nascosto dagli adulti poiché il cinema sci-fi veniva considerato per ragazzini e di serie b. Ogni sera ben cinque milioni di spettatori inglesi si ritrovavano a guardare le puntate sulla British Experimental Rocket Group, tanto che l’ultima puntata, andata in onda pochi giorni dopo l’incoronazione della regina Elisabetta II, ambientata proprio nel luogo in cui Elisabetta aveva prestato giuramento al trono, ebbe quasi maggior interesse mediatico e popolare che quell’evento d’importanza inglese. Interessante sapere, che quando venne trasmesso il primo episodio l’ultimo non era ancora stato terminato.

Il primo episodio della miniserie “Il contatto è stato stabilito” si apre con le immagini della partenza del razzo verso lo spazio, il tutto ci viene narrato da una voce fuoricampo che dona un senso di telecronaca realistica alla vicenda.

Una mattina, due ore dopo l’alba, il primo razzo con un equipaggio umano,  per la prima volta nella storia del mondo, decolla dal Terumah Range, Australia. Tre osservatori vedono sui loro schermi di scansione come si allontana rapidamente il razzo, il quale viene guidato da Terra da un telecomando mentre vola attraverso lo strato di ozono, della stratosfera, la ionosfera, oltre l’aria… Devono raggiungere un’altezza di 1500 miglia sopra la terra e lì imparare cosa si deve imparare. Un esperimento è un’operazione progettata per scoprire qualche verità sconosciuta, ed è anche un rischio. Quando il veicolo è a 1.400 miglia di lontananza tutti i contatti con il razzo sono improvvisamente persi

L’introduzione così creata serve per immettere lo spettatore all’interno della narrazione, il tutto però è supportato da delle ottime immagini che riescono a farci entrare nel climax della storia, anche attraverso una colonna sonora che riesce a immettere quel pizzico di giusta suspense alla vicenda.  Dal cielo, dove la storia ha inizio, veniamo subito trasferiti all’interno del luogo delle comunicazioni scientifiche, il laboratorio di Quatermass, dove troviamo lo studioso a dover affrontare una sfida difficile, cercare di ripristinare i collegamenti e a sperare che l’equipaggio riesca a rientrare senza problemi sulla terra, nonostante il razzo sia al momento scomparso tanto da risultare difficile sapere se, quando e dove precipiterà il mezzo spaziale. La scenografia riguardo al laboratorio scientifico è sempliciotta e “irrealistica” per uno spettatore del XXI secolo, ma risulta, se consideriamo l’epoca ben fatta, nonostante la presenza di elementi realmente tecnologici non siano realmente presenti. L’ambientazione del laboratorio per alcuni versi ricorda quelle dei programmi televisivi. I modellini, presenti all’esterno del laboratorio, ricordano invece quelli usati nella pellicola Metropolis di Fritz Lang. Va sottolineato che la maggior parte delle scenografie all’interno di The Quatermass Experiment sono dei fondali. La fotografia, che nei programmi televisivi era effettuata con telecamere di poca qualità, gioca con luci in chiaro oscuro e con la messa a fuoco, mettendo a fuoco o fuori-fuoco i personaggi in scena, il tutto supportato da una regia alquanto classica che riprende sempre colui che parla. La parola, che deriva dal radiodramma, è al centro di questo prodotto televisivo, come possiamo vedere fin dalle primissime scene dell’episodio 1×01, dove siamo assorbiti fin dall’introduzione dallo sfrenato uso della parola e dell’intellegibilità dei dialoghi, nulla è celato ma tutto viene reso esplicito, tanto da sentire chiaramente tutte le riflessioni e le analisi di Quateramass, niente viene nascosto al pubblico. Le puntate così sono piene di frasi e parole che arricchiscono la scena e danno ritmo alla narrazione, ovviamente tutti i dialoghi sono ottimamente scritti.

Una delle tematiche che possiede questa serie è quella della mutazione (elemento ripreso con successo nella saga di Alien), poi abbiamo a livello sceneggiativo e registico, alla base del prodotto, l’elemento del ritardo dell’apertura, del ventre, che sarà uno dei temi forti portati avanti da una certa fantascienza: il tema del dentro e del fuori. Interessante il modo in cui è stata girata l’apertura dell’astronave, che oggi apparirebbe un po’ grezza, ma che all’epoca era futuristica: abbiamo il silenzio, il suono, il senso di vuoto interno al razzo.  Ci si sposta dal superstite all’interno dell’astronave. La soggettiva di Quatermass e l’occhio della cinepresa indaga e rivela l’assenza, l’immaterialità, il vuoto e il pericolo.

L'astronauta in The Quatermass Experiment (1953)
L’astronauta in The Quatermass Experiment (1953)

In conclusione

Indubbiamente è un prodotto seriale che merita di essere visionato per gli amanti del genere fantascientifico essendo una pietra fondamentale per conoscere la storia cinematografica televisiva dello sci-fi. Purtroppo però la maggior parte delle puntate (come è accaduto anche per la serie classica Doctor Who) non sono disponibili e noi non possiamo avere il piacere di scoprire l’intera saga come era avvenuta negli anni ’50. Onestamente anche in Italia questa saga è di difficile reperibilità sia in digitale che in Home Video, ma se vi capita di trovarla vi consiglio di visionarla, anche se un po’ datata mantiene la sua forza emozionale.

Note positive

  • Aver condotto la fantascienza verso nuovi orizzonti
  • La sceneggiatura

Note negative

  • La fotografia non è sempre convincente

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