The Sadness (2021): quando la violenza omicida scoppia a Taiwan

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The Sadness locandina film

The Sadness

Titolo originale: The Sadness

Anno: 2021

Nazione: Taiwan

Genere: horror

Casa di produzione: Machi Xcelsior Studios

Distribuzione italiana: Midnight factory

Durata: 1h 39min

Regia: Rob Jabbaz

Sceneggiatura: Rob Jabbaz

Fotografia: Jie-Li Bai

Montaggio: Rob Jabbaz

Musiche:

Attori: Berant Zhu, Regina Lei, Ying-Ru Chen, Tzu-Chiang Wang, Emerson Tsai, Wei-Hua Lan, Ralf Chiu, Chi-Min Chou, Lue-Keng Huang

Trailer di The Sadness

Scritto e diretto nel 2021 dal cineasta canadese Rob Jabbaz, colui che proviene dal mondo dell’animazione, The Sadness è un film squisitamente di genere, che affonda le radici dentro quel mondo cinematografico e letterario incentrato sulla mitologica figura degli Zombi, figure profondamente legate al nostro immaginario post-apocalittico e orrorifico del futuro dell’umanità. La pellicola, che vede proprio il debutto alla regia di Jabbaz in un lungometraggio, è stata prodotta da Xcelsior Studios e dal produttore David Barker, venendo distribuita da prima a Taiwan, il 22 gennaio 2021, e poi all’interno del circuito festivaliero come al 74esimo Locarno Film Festival, il 12 agosto 2021. In Italia il film non è stato distribuito al cinema ma è possibile visionare grazie a Plaion Pictures e a Midnight Factory in home video, sia in formato Blu-ray che in Dvd, dal 17 novembre 2022.

Trama di The Sadness

A Taiwan c’è un nuovo virus contagioso che sta circolando rapidamente tra le persone. Il suo nome è Alvin, ma non è pericoloso, provocando solo una simil influenza. Almeno questo è quello che il governo proclama e che i cittadini credono, nonostante gli avvertimenti degli scienziati che pretendono misure restrittive per contrastare la diffusione di questo batterio, che ha una forte capacità di modificarsi, con il rischio di trasformarsi in un virus molto aggressivo. In questo contesto sociale ha inizio la giornata di una giovane coppia di Tapei, Jim e Kat, che come tutti i giorni si alzano dal letto per intraprendere la loro routine di vita, ma niente sarà come sempre perché quella mattina si macchierà di sangue. Jim accompagna la sua fidanzata alla metro per poi recarsi in un bar a prendere il caffè, qui assisterà a una scena di macabra violenza, in cui molti cittadini, fino a poco fa normali, si trasformano in esseri violenti e folli assetati dal sangue. Jim è costretto a scappare e a nascondersi per sopravvivere. Anche le cose per Kat non vanno bene, la ragazza si trova in metro quando ha inizio un massacro all’interno del suo vagone, in cui dei normali passeggeri si trasformano prima in vittime e poi in aggressori. La ragazza riuscirà a scappare rifugiandosi all’interno di un ospedale. In un mondo segnato da violenza e follia macabra, Jim e Kat riusciranno a rincontrarsi?

Fotogramma di The Sadness
Fotogramma di The Sadness

Recensione di The Sadness

Jabbaz rigenera il genere Zombi, rinnovandolo e attualizzandolo nel profondo. Non siamo dentro a un classico film sui non – morti in stile Romero o di Robert Kirkman e neppure in quel Demoni di Bava e Argento, perché The Sadness è altro, supera la concezione di esseri non pensati che agiscono come automi senza spessore drammaturgico, in cui ciò che conta non è il singolo non – morto ma la mandria e la quantità di Zombi presenti in una scena. In questa pellicola gli Zombi sono esseri senzienti, esseri pensati, esseri che hanno una loro logica nella perversione, individui che, a causa del virus, hanno perso la loro capacità di agire e di comprendere per il bene e le regole sociali, venendo privati da ogni freno inibitorio, in cui ogni loro pulsione violenta, sanguinosa e infernale prende il sopravvento su di loro portandoli ad agire. Il virus di The Sadness possiede dunque la capacità di far emergere il lato più brutale dei singoli, facendo così emergere le pulsioni omicide e violente nascoste in loro, donandoci una consapevolezza maggiore su chi siamo realmente: esseri grigi fatti di bene e di male, di profondo altruismo e d’infinta cattiveria e meschinità. In questo horror movie gli Zombi sono identificabili, hanno un volto prestabilito, vengono narrati e sviscerati drammaturgicamente, risultando maggiormente simili a dei serial killer piuttosto che a dei non – morti, parola che di fatto non entra mai nella pellicola. Personaggio iconico della pellicola risulta il “The Businessman”, un uomo sui cinquant’anni che tenta un approccio sulla metro con Kat venendo malamente rifiutato, questo individuo, all’apparenza gentile ma profondamente frustrato, una volta infettato diventerà una macchina diabolica con un unico intento, prendere Kat per sé e violentarlo sessualmente. Alla fine della pellicola lo spettatore difficilmente dimenticherà questo personaggio sanguinario grazie alla splendida interpretazione di Tzu-Chiang Wang, uno degli attori più famosi di Taiwan, vantando un ventennale esperienza nel cinema. Lo stesso attore ha dato spunti al regista per andare a creare questo personaggio diabolico, che porterà dentro la pellicola il tema della violenza sessuale. Ma perché lui ci fissa con il sesso? Perché quello è il suo desiderio, perché c’è sempre sentito frustrato dalla difficoltà di avere una donna che lo ami, quindi è logico che il virus prenderà i suoi pensieri più oscuri e li trasformerà in realtà e così lui non desidererà altro che violentare una donna, possederla e ucciderla.

Questo film non è per tutti, va detto. Anzi, risulta una dei film più violenti mai realizzati sugli Zombi, possedendo una violenza perversa che in parte richiama proprio quel Demoni di Bava, segnato da un dialogo minimale e scosso da profonde scene di estrema brutalità. In The Sadness probabilmente si osa ancora di più, creando così un film disturbante nella sua semplicità, mostrando il sangue e il massacro dove serve mostrare e distogliendo lo sguardo dove serve, donandoci una sensazioni di follia omicida per tutta la durata. Ciò che colpisce è l’abilità della troupe di giocare estremamente bene con le pochissime risorse economiche che il film possedeva, non è un caso che la città la vediamo poco o nulla e le mandrie di zombie siano praticamente assenti e non è neppure un caso che il film si svolga per gran parte dentro un ospedale o su una strada di montagna, ma queste assenza divengono la forza del film, che riesce a trovare soluzioni accattivanti a livello narrativo per sopperire alle mancanze economiche, ma alla fine non si ha la minima sensazione di visionare un film a poco budget, anzi il film possiede alcune scene veramente indimenticabili dal punto di vista tecnico e visivo come la scena ambientata in metro, una scena di forte impatto visivo ed emotivo, che si rifà apertamente alla strage avvenuto a Tapei in cui un uomo ha ucciso e ferito con un coltello, dal nulla e senza motivo, alcuni passeggeri della metro, di questo evento il regista fa svariate citazioni sia visive sia di dialogo, immettendo nel film una frase pronunciata dall’infetto che il reale Killer a realmente pronunciato sul luogo del delitto. Questo fatto ovviamente non è stato ben colto dai critici di Tapei che per questo motivo hanno deciso di non dare neppure una loro nomination a The Sadness all’interno degli Oscar Orientali, nonostante il trucco e gli effetti speciali siano veramente interessanti.

The sadness
The sadness

In conclusione

Il film è ben sceneggiato e strutturato seguendo due linee narrative incrociate, narrate attraverso un montaggio alternato che prima ci fa vedere la coppia, poi il solo Jim e poi la sola Ket, in cui l’intero secondo atto drammaturgico sta nel tentativo di ricongiungersi insieme in un mondo in rovina. Il tutto è arricchito da una forte dose di violenza non gratuita e da una musica e da un montaggio ritmico accattivante. Se però non amate il sangue questo non è il film per voi.

Note positive

  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Attori
  • Musica
  • Montaggio
  • Trucco e effetti speciali

Note negative

  • /
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 886

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