The Whale (2022): un film potente, commovente e disturbante.

The Whale (2022) dopo essere stato presentato alla Biennale Cinema 2022, viene distribuito dal 23/02/2023 al cinema grazia a I Wonder Pictures
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The Whale poster

The Whale

Titolo originale: The Whale

Anno: 2022

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Drammatico

Casa di produzione: A24

Distribuzione italiana: I Wonder Pictures

Durata: 117

Regia: Darren Aronofsky

Sceneggiatura: Samuel D. Hunter

Fotografia: Matthew Libatique

Montaggio: Andrew Weisblum

Musiche: Rob Simonsen

Attori: Brendan Fraser, Sadie Sink, Hong Chau, Ty Simpkins, Samanthe Morton

Trailer italiano di The Whale

Arriva nelle sale italiane, il 23/02/2023, il film del regista Darren Aronofsky (Requiem for a dream, 2000; Il cigno nero, 2010), presentato in concorso alla 79° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, The Whale, con protagonista Brendan Fraser, affiancato da Sadie Sink, Hong Chau, Ty Simpkins e Samantha Morton. Il film è prodotto da A24 e distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Il lungometraggio si rifà alla la pièce teatrale di Samuel D. Hunter, autore teatrale che va a scrivere per Aronofsky la sceneggiatura del lungometraggio.

Al suo debutto sul palcoscenico nel 2012, la versione originale di The Whale era accompagnata da qualche perplessità. Gli spettatori erano pronti ad assistere a uno spettacolo il cui protagonista passa tutto il tempo spiaggiato su un divano? Forse era troppo anche per la necessità di sintesi insita nel palcoscenico stesso. E che dire del titolo? […] Dopo il debutto movimentato ma riuscito al Denver, The Whale si è spostato fuori Broadway nel gennaio del 2012 grazie alla Playwrights Horizons, racimolando una sfilza di premi come il Lucille Lortel Award come miglior spettacolo teatrale, il GLAAD Media Award e lo Special Drama Desk Award per il contributo significativo al teatro. Lo spettacolo ha consacrato la fama di Hunter come uno dei drammaturghi più rilevanti di questi tempi, poiché giustappone la complessità dell’identità nell’era moderna ai grandi interrogativi classici sull’esistenza e sulla spiritualità. Aronofsky ha assistito a una delle prime messe in scena dell’opera a New York, subito dopo aver finito un film e con la mente già proiettata verso il suo progetto successivo.

Tratto dal Pressbook del film The Whale

Trama di The Whale

Aronofsky porta sul grande schermo la pièce teatrale di Samuel D. Hunter. Charlie è un professore d’inglese omosessuale che soffre di una grave forma di obesità. Questo disturbo l’ha portato a isolarsi dal mondo, eccezione fatta per Liz, amica infermiera, che gli tiene compagnia e pensa alle poche cure che Charlie accetta di farsi fare. Charlie cerca di recuperare il rapporto con Ellie, la figlia adolescente per avere un’ultima possibilità di riscatto.

Sadie Sink è Ellie in The Whale
Sadie Sink è Ellie in The Whale

Recensione di The Whale

Si sa, Aronofsky divide il pubblico e la critica ancora prima che il film esca in sala. Lo stile disturbante del regista non mette mai d’accordo tutti. The Whale è un film che parla di redenzione, di dolore, di solitudine e di paura di mostrarsi agli altri. Ancora una volta Aronofsky porta lo spettatore fuori dalla comfort zone di un cinema che non ha nulla da dire e ti pone davanti a un’opera che turba e sconvolge le corde dell’animo. Perché il cinema di Aronofsky è questo. Così come aveva fatto con Mickey Rourke per The Wrestler, il regista sceglie un attore che per troppo tempo è stato messo da parte. Brendan Fraser torna sul grande schermo con un ruolo da protagonista con una performance spiazzante e straordinaria.

“Ammetto che ero intimidito. Avevo davvero paura di imbarcarmi in questa avventura, ma proprio per questo ho capito l’importanza di scavare ancora più a fondo di quanto fossi capace. Magari è stata una scelta contraddittoria, ma non mi avevano mai chiesto di fare qualcosa di simile: mettere insieme tutto ciò che avevo imparato nella mia carriera, combinare tutti gli elementi della creazione dei personaggi in un’unica entità, ma anche mettere in gioco tutto me stesso dice.“E sono profondamente grato di aver avuto questa opportunità.”

Brendan Fraser

Aronofsky, come aveva già fatto con i suoi precedenti film, in particolare con Requiem for a dream, descrive in maniera disturbante e con attenzione i suoi personaggi e il tormento che li perseguita. Rinchiude Charlie dentro casa, una gabbia dal formato 4:3, lui è un uomo che porta dentro di sé un dolore e un senso di colpa che lo opprime. Fraser trasmette tutto il tormento del suo Charlie rendendolo quasi insopportabile alla vista dello spettatore. Ma se lo spettatore non riesce a tollerare la manifestazione di questo dolore, non c’è da chiedersi che forse siamo tutti un po’ Charlie? Non è forse comune, più di quanto crediamo, questo senso di dolore e solitudine che attanaglia Charlie? O magari siamo dalla parte di quelle persone che, di fronte al dolore di qualcuno, volgiamo lo sguardo o ancor peggio ridiamo in faccia e documentiamo con uno smartphone? The Whale si pone da un punto psicologico molto delicato. I temi trattati vanno spesso al di là di un film di 117 minuti. Aronofsky ci mostro un malessere più comune di quanto pensiamo. Ed ecco che ancora una volta pubblico e critica si divide. Un film dalla lacrima facile, un film su un uomo obeso, Aronofsky si gioca, ancora una volta, la carta dell’attore ormai tramontato, diranno e hanno detto in molti. Ma che lo vogliate o no, il regista ha confezionato ancora una volta un film che ha fatto e farà parlare e disturba. The Whale ha, speriamo, rilanciato la carriera di Brendan Fraser, candidato agli Oscar come miglior attore professionista. Ma, soprattutto, The Whale è uno dei film migliori degli ultimi anni.

Brendan Fraser in The Whale
Brendan Fraser in The Whale

In conclusione

Note positive

  • L’interpretazione di Brendan Fraser
  • La regia
  • La drammaticità dell’opera
  • I temi trattati

Note negative

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Francesca Lombardo
Francesca Lombardo

Sono di difficile interpretazione, vado contro corrente perché seguirla mi porta fuori strada.
Non ho nulla da dichiarare a livello personale, non amo descrivermi preferisco farmi conoscere, scrivere io sono, io vivo, io faccio, non fa per me la mia persona non è legata a dove vivo, cosa faccio nella vita, se preferisco il vino o la birra io sono il mio pensiero, le mie emozioni, le mie passioni che non possono essere descritte ma vissute e condivise.
La mia vita è il cinema, l’arte, la fotografia e la musica, viaggio il più possibile, mi perdo spesso e volentieri tra le pagine di un libro, ho una folle malattia per la cultura orientale… fatevi bastare questo come unica cosa che leggerete di me in questa descrizione.

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