Topolino gaucho (1928). Lo scontro tra Topolino e Gambadilegno

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Locandina di Topolino gaucho

Topolino gaucho

Titolo originale: The Gallopin’ Gaucho

Anno: 1928

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Animazione, Commedia, Western, Per bambini, Parodia, Swashbuckler

Casa di produzione: Walt Disney Productions

Distribuzione italiana:

Durata: 6 minuti

Regia: Ub Iwerks

Sceneggiatura: Walt Disney

Musiche: Carl Stalling

Doppiatori: Walt Disney, Marcellite Garner

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Secondo lungometraggio della storica serie d’animazione “Mickey Mouse”, dopo “L’aereo impazzito” e precedente a “Steamboat Willie”, “Topolino gaucho” mostra per la prima volta sullo schermo l’incontro di Topolino con la sua storica nemesi, ovvero Pete, conosciuto in Italia con il nome di Pietro Gambadilegno. Questo personaggio, nato nel 1925 all’interno del cartone animato “Alice Solves the Puzzle” diretto da Walt Disney e facente parte della serie live-action del 1920, “Alice Comedies”, è uno dei primi lavori della The Walt Disney Company. Il cortometraggio “The Gallopin’ Gaucho”, diretto da Walt Disney e Ub Iwerks, è stato proiettato in anteprima mondiale in una versione muta il 28 agosto del 1928 a Los Angeles, senza però essere distribuito successivamente. La distribuzione avverrà solo dopo l’uscita di “Steamboat Willie” e la successiva sonorizzazione del corto “Topolino gaucho”, che, una volta reso sonoro, seguendo il successo di “Steamboat Willie”, venne distribuito il 30 dicembre del 1928 dalla Celebrity Productions.

Trama di Topolino gaucho

Topolino interpreta un audace gaucho che viaggia per le pampas argentine in sella al suo nandù. Arrivato in un saloon locale, Topolino incontra Minni, una ballerina che cattura immediatamente la sua attenzione. L’avventuriero si precipita in pista per danzare con la sensuale donzella. La serenità del saloon viene presto interrotta dall’arrivo di Pietro Gambadilegno, un brutale bandito che rapisce Minni e fugge via in sella al suo cavallo. Topolino, da vero eroe, si lancia in un’intrepida caccia per fermare Pietro e salvare Minni. Monta sul suo fidato nandù, che però si è ubriacato nel saloon, e si avvia attraverso le dune desertiche all’inseguimento di Gambadilegno. Il gaucho riuscirà a salvare la sua donzella?

Topolino beve la birra in Topolino gaucho
Topolino beve la birra in Topolino gaucho

Recensione di Topolino gaucho

Omaggi e versatilità. Sono queste le parole che scandiscono lo stile narrativo della serie “Mickey Mouse”, dove il suo protagonista per eccellenza, nei primi due cortometraggi, muta di connotazioni e caratteristiche, trasformandosi e non rimanendo statico all’interno di un determinato ruolo narrativo. Se nel primo cortometraggio l’abbiamo visto come un appassionato di aeroplani che sogna di diventare un aviatore, in “Topolino gaucho” il nostro protagonista diventa un fuorilegge, un mandriano a cavallo delle pampas argentine, con il suo poncho e il suo tipico cappello messicano. Nel suo terzo cortometraggio, “Steamboat Willie”, diventerà perfino un marinaio. Walt Disney e Ub Iwerks dimostrano l’idea di voler sfruttare lo stesso personaggio, la stessa rappresentazione visiva, per raccontare svariate storie d’avventura tra loro sconnesse narrativamente, ma che creano una sorta di canovaccio narrativo basato sulla ricerca di una caratterizzazione efficace del protagonista Topolino, che corto dopo corto, prenderà sempre più forma e significato. Ciò che però gli spettatori dell’epoca compresero già con i primi tre cortometraggi è che non vedranno mai il medesimo Topolino e la medesima Minni, ma che questi muteranno attitudini e mansioni corto dopo corto. Questa scelta permetterà ai creatori di viaggiare in svariati universi narrativi mantenendo però sempre i soliti personaggi, evitando di costruire una storia statica e continuativa, ma ricercando una versatilità nei personaggi capaci di assumere svariate mansioni e attitudini nel corso della loro storia. Una caratteristica fondamentale del personaggio, sia a livello fumettistico che cinematografico.

Oltre a questa ricerca di versatilità, abbiamo anche, in questi due cortometraggi, la presenza di omaggi. In “Plane Crazy”, Walt Disney ha voluto omaggiare chiaramente Charles Lindbergh, l’aviatore statunitense, mettendo Topolino nei panni di un appassionato di aerei. Nel secondo cortometraggio, almeno per la scrittura, invece abbiamo un omaggio a Douglas Fairbanks, attore del cinema muto apparso in numerose pellicole d’avventura, come “The Gaucho” (1927), dove rivestiva il ruolo di un eroe cavalleresco con un fare un po’ da sbruffone. Questa caratteristica lo accomuna al Topolino che troviamo in “The Gallopin’ Gaucho”, che appare come un eroe scanzonato, audace e privo di timore, che non perde tempo a fumare un sigaro, a bere un bel calice di birra e a buttarsi, con fare da uomo vissuto, sulla pista da ballo per provarci spudoratamente con la ballerina Minni, che lavora come danzatrice in un locale del Cantino Argentino, gli fa occhi dolci.

Nei primi due cortometraggi, “Plane Crazy” e “The Gallopin’ Gaucho”, Topolino presenta alcune similitudini caratteriali, soprattutto per quanto riguarda la sua audacia, la sua assenza di paura e il suo coraggio. Tuttavia, ci sono anche notevoli differenze nello sviluppo del personaggio. In “Plane Crazy”, Topolino è mostrato come un aviatore impetuoso e talvolta sconsiderato, la cui determinazione nel conquistare l’amore per Minni sfocia in comportamenti a tratti eccessivamente violenti e quasi da anti-eroe agli occhi del pubblico odierno. “Plane Crazy” , infatti, vede un Topolino che mette alla prova i limiti della sua intraprendenza in modo aggressivo e brutale, attuando atteggiamenti piuttosto sconsiderati. In “The Gallopin’ Gaucho”, invece, vediamo un’evoluzione interiore significativa del personaggio. Pur mantenendo la sua audacia, Topolino assume i connotati di un eroe cavalleresco e romantico. Sebbene sia ricercato dalla legge, il suo comportamento eroico e altruista emerge chiaramente. La trama lo vede impegnato in una missione di salvataggio per liberare Minni dalle grinfie del malvagio Pietro Gambadilegno. Questo atto di coraggio culmina in un bacio, il primo effettivamente romantico nella saga dei corti animati di Topolino, che rafforza il legame tra i due personaggi e conferisce a Topolino una dimensione più tenera e amabile, dinanzi a quella intravista precedentemente.

Nel primo cortometraggio, il ruolo del villain era ambiguamente attribuito a Topolino stesso, il cui comportamento sfrontato e talvolta egoistico lo rendeva un personaggio complesso e non del tutto positivo. In “The Gallopin’ Gaucho”, invece, il cattivo è chiaramente definito come Pietro Gambadilegno. Questo personaggio, originario della serie animata “Alice Comedies”, è stato rielaborato distanziandosi dalla sua fattezza da orso per apparirci come un gigantesco gatto nero, un antagonista visivamente imponente contrapposto al piccolo e agile topo con la lunga e fine coda. Questo contrasto visivo e narrativo non solo rende la storia più avvincente, ma stabilisce anche una chiara distinzione tra il bene e il male, con Topolino nel ruolo del valoroso salvatore.

A livello di concept visivo, anche Topolino inizia a evolversi rispetto alla sua prima apparizione. Ora indossa le sue classiche scarpe, un dettaglio che contribuisce a definire la sua iconica silhouette. Minni, invece, appare con un reggiseno, un elemento che manterrà anche nei successivi cortometraggi. Tuttavia, mancano ancora i tipici guanti di Topolino e le scarpette di Minni, che diventeranno elementi distintivi nei futuri cortometraggi.

L’animazione, dettagliata per l’epoca, permette di seguire questa avventura divertente piena di gag che possono esistere solo in un cortometraggio animato, dove la fantasia regna sovrana, abolendo le dinamiche realistiche della fisica. Il primo scontro tra Pietro e Topolino, sebbene meno drammatico rispetto a futuri confronti, segna comunque un momento importante nella storia del cinema animato. Questo incontro iniziale stabilisce le basi per la rivalità tra i due personaggi, che continuerà a evolversi e a deliziare il pubblico negli anni a venire.

Il bacio in Topolino gaucho
Il bacio in Topolino gaucho

In conclusione

Seppur poco conosciuto questo cortometraggio risulta fondamentale per comprendere l’evoluzione storico del personaggio di Topolino e dell’universo narrativo su cui si muove. Qui abbiamo il primo vero incontro romantico con Minni e il primo scontro con Gambadilegno, colui che diverrà lo storico nemico di Topolino.

Note Positive:

  • Evoluzione del personaggio: L’evoluzione di Topolino da un eroe impetuoso e sconsiderato in “Plane Crazy” a un eroe cavalleresco e romantico in “The Gallopin’ Gaucho” dimostra una cura nella caratterizzazione e nel progresso del personaggio.
  • Differenziazione dei villain: La chiara distinzione tra il ruolo ambiguo di Topolino come anti-eroe e il villain definito di Pietro Gambadilegno in “The Gallopin’ Gaucho” contribuisce a rendere la storia più avvincente e a definire i ruoli dei personaggi.
  • Concept visivo: L’evoluzione nel design dei personaggi, come l’introduzione delle classiche scarpe di Topolino e dei guanti di Minni, mostra un’attenzione ai dettagli e una coerenza stilistica.

Note Negative:

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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 895

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