Totem – Il mio sole (2023). La festa di compleanno

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Trailer di Totem – Il mio sole

Informazioni sul film e dove vederle in streaming

Lila Avilés è una regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica messicana indipendente, nota per aver fondato la sua compagnia Limerencia Films nel 2018. Il suo primo lungometraggio, “The Chambermaid”, del 2018, è stato scelto per rappresentare il Messico agli Oscar 2020 e ai Premi Goya. Il film è stato invitato a più di sessanta festival in tutto il mondo, ottenendo numerosi premi internazionali e nazionali, oltre a ricevere un’ampia acclamazione dalla critica. Nel 2023 ha realizzato il lungometraggio “Totem – Il mio sole”, selezionato in concorso al 73esimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino, dove è stato presentato in anteprima mondiale il 20 febbraio 2023. La pellicola, etichettata dal National Board of Review come uno dei migliori cinque film internazionali dell’anno, è stata candidata per rappresentare il Messico ai 96esimi Academy Awards, senza però entrare nella cinquina finale. In Italia, il film è stato distribuito nei cinema a partire dal 7 marzo 2024 grazie a Officie Ubu.

Trama di Totem – Il mio sole

Sol, una bambina di sette anni, accompagna sua madre nella grande casa del nonno per aiutare le zie e i cugini a organizzare una festa di compleanno a sorpresa per il suo amato papà, Tonatiuh, un giovane pittore malato. Man mano che la luce del giorno svanisce, un’atmosfera strana e caotica si diffonde e l’arrivo dei numerosi amici e parenti mette a dura prova i legami familiari. Con il trascorrere delle ore, Sol diventa sempre più impaziente nell’attesa della celebrazione del compleanno del papà, per il quale lei e la madre hanno preparato un regalo speciale. Tuttavia, il padre di Sol tarda ad uscire dalla stanza del piano di sopra, nonostante le insistenti richieste della figlia. Mentre attende di realizzare il suo desiderio più grande, Sol inizia gradualmente a capire che il suo mondo sta per subire un cambiamento irreversibile.

Padre e figlia in Totem -Il mio sole
Padre e figlia in Totem -Il mio sole

Recensione di Totem – Il mio sole

La regista messicana confeziona un lungometraggio dal sapore della nouvelle vague e del neorealismo italiano, impregnando il suo racconto di una forte impronta realistica al fine di parlare del dolore di una famiglia che a breve perderà un proprio caro per lutto. La narrazione, ricca di eventi quotidiani, si svolge nell’arco di una giornata durante la quale la macchina da presa si concentra nel catturare le semplici azioni comuni e talvolta banali di una famiglia e di un gruppo di amici che si apprestano a festeggiare Tonatiuh, affetto da una grave malattia. La sceneggiatura ci racconta il caos emotivo di una famiglia durante la preparazione della festa a sorpresa per Tonatiuh, evento che nessuno sembra effettivamente volere ma che allo stesso tempo viene organizzato, forse perché tutti sanno che questo sarà l’ultimo momento per poter festeggiare e stare accanto a Tonatiuh.

La pellicola, con un ritmo alquanto lento ma coinvolgente, narra la preparazione della festa e la festa stessa, seguendo i vari personaggi durante le pulizie della casa, la creazione della torta e infine lo svolgimento del party. Totem – Il mio Sole è un racconto di uomini comuni che devono affrontare la malattia di un proprio caro, e la regista narra questa storia attraverso gli occhi di un gruppo di personaggi eterogenei, intrecciando la vicenda con rapporti interpersonali che diventano protagonisti drammaturgici della storia. Particolarmente interessante è il legame tra genitori e bambini, soprattutto il personaggio di Sol, che funge da filo conduttore dell’intera narrazione, nel suo rapporto prima con la madre e poi con il padre. Anche il rapporto tra Cruza, la sorella di Tonatiuh, e la propria figlia è ben sviluppato e rappresenta un legame molto dolce.

Il film, invece di presentare personaggi maschili di primo piano, che li ha solo nelle figure di Tonatiuh e di suo padre, si concentra sui personaggi femminili, dimostrando come la famiglia sia guidata più dalle donne che dagli uomini. Il primo personaggio femminile introdotto nella storia è la piccolissima Sol, figlia del pittore malato. Sol è pervasa da una profonda tristezza interiore che emerge attraverso i suoi pensieri pessimisti o nei suoi discorsi sulla fine del mondo, oppure quando chiede ai suoi parenti se la stanza in cui ora vive suo padre è quella in cui è morta sua nonna. Sol è la bambina che rifiuta di accettare la morte, temendola e desiderando ardentemente la guarigione del padre. Mentre la piccola esprime il suo desiderio per la salute del padre, quest’ultimo dimostra di non credere più alla sua guarigione, tanto che quando deve spegnere le candeline della torta si rifiuta di esprimere un desiderio, simbolo delle sue speranze ormai infrante, a differenza della piccola, che invece spera sempre nella sopravvivenza di Tonatiuh. La macchina da presa si avvicina alla piccola protagonista, mostrandoci le sue sfumature emotive interiori e raccontandoci la sua passione per gli animali. Incredibile è la sua performance, che eleva il personaggio. Va fatto dunque un applauso alla giovanissima attrice Naíma Sentíes, nata nel 2012, con un passato legato profondamente alla natura, trasferendosi con la famiglia a Coatepec già a due anni, dove ha imparato a lavorare la terra. Sicuramente è una promessa del cinema messicano, dato che questa è la sua prima esperienza cinematografica.

Oltre al personaggio di Sol, altri personaggi femminili sono al centro della storia, in particolare le due sorelle del pittore: Alejandra e Cruz, interpretate con abilità dalle attrici Marisol Gasé e Teresita Sánchez. Queste due donne affrontano la sofferenza in modi emotivamente divergenti. Alejandra ci conduce in una storia di spiriti e energia positiva, cercando di curare il proprio caro attraverso l’arte sciamanica, mentre Cruz è il suo esatto opposto, credendo che il fratello debba abbandonare le cure naturalistiche a favore di quelle mediche che lui continua a rifiutare costantemente. Nel corso del film, mentre Alejandra si occupa costantemente della festa, l’altra sorella si rifugia nell’alcolismo per evitare di affrontare il dolore che la sta affliggendo.

Fotogramma di Totem -Il mio sole
Fotogramma di Totem -Il mio sole

Una storia tematicamente incompiuta

Il film “Totem” presenta una sfida per il pubblico, poiché potrebbe non essere facilmente accessibile e potrebbe non riuscire a coinvolgere tutti gli spettatori. Tuttavia, vanta una solida fattura drammaturgica nel ritrarre la vita quotidiana di una famiglia alle prese con una malattia grave. Questo aspetto della pellicola è indubbiamente uno dei suoi punti di forza, in grado di trasmettere con efficacia le complessità e le sfide affrontate dalla famiglia in questione. Nonostante la sua abilità nel rappresentare il lato umano della vicenda da parte della cineasta, il film pecca per la mancanza di un elemento spirituale ben sviluppato. Sebbene questo aspetto emerga in alcune sequenze narrative, non viene esplorato a fondo all’interno del contesto della storia, risultando una sottile lacuna che compromette in parte il tema generale del film. L’elemento spirituale avrebbe potuto aggiungere un ulteriore livello di profondità e significato alla narrazione, ma purtroppo rimane in secondo piano. Il titolo stesso del film, “Totem”, aggiunge un’ulteriore complessità al quadro ma solo a livello di titolo.

Il totem è un concetto dalle radici antropologiche, utilizzato per descrivere oggetti, animali o piante che hanno una connessione speciale con determinati gruppi sociali nelle culture indigene. Questi totem possono essere considerati capostipite o simboli di unione all’interno di un clan o di un lignaggio. Tuttavia, nel contesto del film, il significato del totem non è completamente chiaro e non emerge appieno durante la visione. È interessante notare che il termine “totem” può anche riferirsi alla rappresentazione fisica di un totem, come gli altissimi pali totemici dei nativi americani, che sono utilizzati per commemorare la storia, la cultura e le tradizioni dei popoli indigeni. Questo aggiunge un ulteriore strato di interpretazione al titolo del film, ma alla fine della visione, non si comprende appieno quale sia il significato del totem all’interno della storia.

Lila Avilés

Trovare il titolo è estremamente importante per me. I titoli sono proprio come i nostri nomi di nascita, sono “chiavi”. A volte inizio con un nome in particolare che poi inizia a mutare, ma l’esperienza diventa ancora più profonda quando realizzo con certezza che non posso più cambiare il titolo. Il film mi è arrivato quando ero appena diventata mamma, quindi suppongo sia una specie di regalo per mia figlia. Ho sempre apprezzato il suo entusiasmo, il suo cuore selvaggio e la sua pazienza per me come madre. Non nasciamo sapendo fare i genitori, ma nella nostra storia di “madre-figlia” siamo sempre state allo stesso livello. In un certo senso, penso che il film sia una celebrazione dell’amore, di questo tipo di relazione. Penso che ci siano molti temi diversi. TOTEM – IL MIO SOLE parla di molte cose, o almeno così credo. Per me è sempre emozionante quando le persone colgono qualcosa che risuona con la loro storia, associazioni con la propria famiglia o un amico, per esempio. Questa è la virtù dell’arte: trascendere le barriere che tutti costruiamo e accogliere gli altri nella nostra vita interiore, la nostra “casa interiore”, per così dire. Certo, il film ha sfumature, proprio come un quadro. Per capirne la luce, dobbiamo capirne l’ombra. A volte le ombre rendono la vita più difficile, ma allo stesso tempo la fortificano. Fanno della vita un viaggio e la rendono così vibrante, come un mistero che ha bisogno di essere svelato.

In conclusione

Pur evidenziando le sue virtù nella rappresentazione della vita familiare e delle difficoltà incontrate dalla famiglia al centro della narrazione, “Totem” risente notevolmente della mancanza di un’approfondita esplorazione dell’elemento spirituale e del significato del totem nel contesto della trama. Questa carenza si traduce in una sensazione di incompletezza e confusione nel messaggio del film, privando così il pubblico di una comprensione più profonda e completa della storia e dei suoi temi.

Note positive:

  • Realismo e immedesimazione: La regista adotta uno stile narrativo realistico che cattura le sfumature emotive della famiglia alle prese con la malattia di un proprio caro, consentendo allo spettatore di immergersi profondamente nella storia e di comprendere appieno il dolore e le sfide affrontate dai personaggi.
  • Caratterizzazione dei personaggi femminili: Il film si distingue per la sua rappresentazione autentica dei personaggi femminili, che emergono come figure di forza e resilienza nella lotta contro la malattia e il dolore. La piccola Sol, interpretata con maestria da Naíma Sentíes, si distingue per la sua performance eccezionale e per il suo ruolo centrale nel racconto.
  • Tematiche affrontate: “Totem” esplora tematiche profonde e universali legate alla famiglia, alla malattia e al lutto, offrendo al pubblico uno sguardo intimo e toccante sulle complessità delle relazioni umane e sulle sfide della vita quotidiana.

Note negative

  • Il tema non è del tutto centrato
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