Tre Colori – Film Bianco (1994): Il prezzo dell’uguaglianza

Tre Colori – Film Bianco: Trailer

Tre Colori – Film Bianco (Trois couleurs – Blanc; 1993) è il secondo film della Trilogia dei Colori, dove Kieslowski riflette sul motto della rivoluzione francese: “Liberté, Égalité, Fraternité”. I titoli delle pellicole prendono il nome dai colori della stessa bandiera francese.
Il film vinse, nel 1994 al Festival di Berlino, l’Orso d’argento per la miglior regia. Il primo film della trilogia è Film blu (1993) mentre la terza e ultima pellicola è Film rosso (1994).

Trama di Tre Colori – Film Bianco

Il parrucchiere Karol Karol vive a Parigi, dove ha sposato la francese Dominique, di cui è follemente innamorato. Il loro matrimonio, nonostante i grandi sentimenti dell’uomo, è però naufragato. Karol è impotente e la moglie lo trascina in tribunale, per chiedere il divorzio. Il giudice decreta la separazione, proprio per la mancata consumazione del matrimonio. Karol è disperato, vorrebbe riconquistare sua moglie, ma lei, spietata, lo tratta freddamente e sottrae all’uomo tutto quello che possiede. Costretto a mendicare nella metropolitana, Karol incontra Mikolaj, suo connazionale, che lo convince a tornare in Polonia, dopo aver accettato uno strano lavoro. Di nuovo nella sua terra natia, Karol impiega tutte le sue energie nel cercare di diventare ricco, così da poter riconquistare Dominique.

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Tre colori – Film Bianco: sequenza onirica

Recensione di Tre colori – Film Bianco

Nel secondo capitolo della Trilogia dei Colori, Krzysztof Kieslowski riflette sull’Uguaglianza. Quell’uguaglianza che Karol chiede a gran voce al giudice, che non sembra nemmeno ascoltare il suo francese stentato, senza però ottenere risultati. Quell’uguaglianza che il nostro protagonista cerca di ottenere nei confronti della moglie, cercando di modificare i loro rapporti, che lo vedono nei panni della vittima. L’uguaglianza per cui il protagonista cerca di cambiare la sua vita.

Il bianco non si limita al titolo del film, ma viene ripreso dalla fotografia di Edward Klosinski, che lo concretizza in suggestivi paesaggi polacchi ricoperti di neve o nelle sequenze oniriche dei ricordi di Karol. Il parrucchiere, infatti, rivive costantemente il ricordo del suo matrimonio, in cui vediamo una bellissima e sorridente Dominique, vestita di bianco, in una soggettiva orchestrata con grande maestria. Ancora una volta Kieslowski conduce un’indagine sulla natura umana, regalandoci dei personaggi che sembrano vivere anche fuori dallo schermo. Lo stesso nome del protagonista è molto esplicativo: Karol Karol. Questa nominazione riflette completamente la goffaggine di questo protagonista, tragico e buffo allo stesso tempo, sintesi perfetta dell’esistenza umana. Un protagonista ben delineato, di cui possiamo capire i bisogni e provare empatia. Anche i personaggi secondari non sono da meno, tra tutti spicca Mikolaj, interpretato da Janusz Gajos, che restituisce un ritratto efficace di un uomo travolto dal peso dell’esistenza, pieno di dubbi e paure.

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Tre Colori – Film Bianco: Karol e Mikolaj

L’aspirazione all’uguaglianza non riguarda soltanto il protagonista, ma si può benissimo riportare a un discorso più ampio: Paesi dell’Est e Paesi dell’Ovest. Come polacco giunto in Francia, questo tema tocca direttamente il regista, che mostra nella pellicola lo sforzo della sua Nazione nel cercare di adeguarsi all’Occidente. La macrostoria s’intreccia quindi con la microstoria di Karol, dando all’uomo possibilità che mai avrebbe pensato di cogliere. Proprio come la Polonia, anche il nostro protagonista si trasforma, diventando un grande affarista, senza mai mettere da parte il suo obiettivo: riconquistare Dominique. Riferimenti al Paese natio sono presenti anche nella colonna sonora, scritta dal grande Zbigniew Preisner, che attinge alla musica tradizionale polacca e conduce lo spettatore nello stesso mondo di Karol. Anche in Film Bianco, come nelle altre pellicole di Kieslowski, il Destino gioca un ruolo fondamentale. Proprio grazie al caso, Karol incontra Mikolaj in metropolitana, che gli fornisce un aiuto fondamentale per avere la possibilità di riconquistare Dominique e volgere dunque la fortuna a suo favore. L’incombenza del Destino è data anche dai particolari. All’inizio della pellicola, infatti, possiamo notare Julie, protagonista di Tre Colori – Film Blu, entrare per sbaglio nell’aula del tribunale dove si svolge la separazione tra Karol e Dominique.

Kieslowski mette quindi in scena un altro girotondo di vite umane, di protagonisti che cercano di ribaltare i rapporti che li lega, utilizzando qualsiasi mezzo a loro disposizione. Così come Dominique non si fa scrupoli ad accusare Karol d’incendio doloso, vedremo come il protagonista si spingerà oltre ogni limite, per ottenere il tanto agognata Égalité.   

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Tre Colori – Film Bianco: Karol e Dominique

In conclusione

Tre Colori – Film Bianco aggiunge un altro tassello alla poetica di Kieslowski, riflettendo nuovamente sul Destino, in contesti del tutto diversi dagli scenari già esplorati dal regista. Siamo di fronte a un’opera le cui qualità artistiche sono indiscutibili, che mostra ancora una volta le doti di un grande artista come Krzysztof Kieslowski.

Note positive

  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Fotografia
  • Colonna sonora
  • Recitazione degli attori

Note negative

  • Il cinema di Kieslowski potrebbe non piacere a tutti

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