Fotogramma da: "Valzer con Bashir"

Valzer con Bashir (2008) – un disincantato documentario animato

Valzer con Bashir (2008) - un disincantato documentario animato 1

Valzer con Bashir

Titolo originale: Vals Im Bashir

Anno: 2008

Paese: Israele, Germania, Francia

Genere: Animazione, guerra, documentario, drammatico

Produzione: Bridgit Folman Film Gang

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 90 minuti

Regia: Ari Forlman

Sceneggiatura: Ari Forlman

Fotografia: Declan Quinn

Montaggio: Feller Nili

Musiche: Max Richter

Art Director: David Polonsky

Valzer con Bashir - Trailer Ufficiale
Trailer di Valzer con Bashir

Valzer con Bashir è un modo per il regista israeliano Ari Folman, di raccontare al mondo cioè che accadde durante la guerra in Libano nel 1982 (cui prese parte lui stesso come soldato di fanteria) focalizzandosi – grazie all’utilizzo delle riprese dal vero nel finale del film – sul massacro di Shabra e Shatila a opera di milizie falangiste libanesi e con il beneplacito dell’esercito israeliano che non fece nulla per fermare il massacro. Il film diretto, scritto e prodotto dallo stesso Folman ricevette candidature ai più importanti festival del cinema a livello internazionale, vincendo il Golden Globe per il miglior film straniero nel 2009. Al momento Valzer con Bashir è vietato in Libano, dove circola solamente attraverso copie piaratate.

Ari Forlman illuminato dalle luci al fosforo
Fotogramma da Valzer con Bashir

Trama di Valzer con Bashir

Gennaio 2006: Ari Folman, dopo una chiacchierata con un suo vecchio commilitone, scopre di non ricordare praticamente nulla della guerra in Libano che, come soldato dell’esercito israeliano, lo ha visto coinvolto nel 1982. In seguito all’incontro Folman sogna a occhi aperti di quando, sotto le luci al fosforo, lui e i suoi commilitoni facevano il bagno di notte nel mare di Beirut; la stessa notte del massacro di Shabra e Shatila, nel Settembre del 1982 (il massacro avvenne tra il pomeriggio del 16 e la prima mattina del 18 Settembre 1982).

Colpito da questa visione, si rivolge all’amico psicologo Ori Silvan, il quale tenta di rassicurarlo dicendogli che, molto probabilmente, tutto ciò è un falso ricordo. Folman però vuole davvero vederci più chiaro e parte alla ricerca di altri suoi vecchi compagni d’armi e di chiunque possa far luce sulla sua amnesia aiutandolo, poco alla volta, a ricordare i più tragici e assurdi episodi cui ha assistito o in cui è stato coinvolto: dal suo primo giorno di guerra in cui riceve l’ordine di scaricare su una spiaggia morti e feriti, precedentemente caricati su un carro armato, passando per il “valzer con Bashir” a ritmo di mitra del commilitone Shmuel Frenkel (da qui il titolo del film), fino alla fatidica notte della sua visione. Ogni intervista genera un flashback, ogni flashback è un tassello in più che aiuterà Folman a colmare i suoi vuoti di memoria e a fare finalmente pace con una parte del suo passato.

Fotogramma da "Valzer con Bashir"
Fotogramma da Valzer con Bashir

Recensione di Valzer con Bashir

Valzer con Bashir non è “semplicemente” un film d’animazione: è un documentario animato. Ari Folman è stato un soldato proprio nella guerra che racconta e, sapendo bene cosa ha vissuto, non addolcisce la pillola e non permette di distrarsi: il suo film è schietto, crudo e senza veli, senza troppi sofismi e momenti di fantasia. Anche i sogni, che virano repentinamente in incubi, continuano a tenere lo spettatore con i piedi per terra. Anzi, quasi a voler giocare con noi, i momenti del lungometraggio che hanno maggior respiro poetico – grazie anche alla colonna sonora di Max Richter e allo zampino di Chopin – sono preludio alla tragedia. Abbiamo infatti, a inizio pellicola l’immaginato bagno in mare di Folman e dei suoi commilitoni, sotto le luci al fosforo lanciate nella notte con la musica quasi sognante di Richter e, successivamente, il folle “valzer” di Frenkel – accompagnato dalla musica di Chopin (valzer op. 64 n°2 in Do#- ) – mentre spara all’impazzata sotto i manifesti del presidente del Libano Bashir Gemayel e il fuoco nemico, che anticipa il crudo massacro di Shabra e Shatila, i cui esiti ci sono mostrati alla fine della storia senza alcun commento, con riprese dal vero girate sul posto subito dopo la fine del massacro. Una tragedia che poteva essere evitata.

Il cineasta opta per un animazione prettamente in 2D che se da un lato dona uno stile a tratti fumettistico, andando a ridisegnare le interviste filmate, dall’altro ricostruisce il clima terrificante del 1982 in maniera prettamente autoriale ed emozionale attraverso due colorazioni cromatiche come il blu notturno e un giallo quasi liquefatto. Il colore così, trasmette allo spettatore ancor di più quel clima di tensione e di tragedia interno a Valzer con Bashir.

Aspetti positivi

  • Il soggetto del film
  • L’assenza di retorica
  • La colonna sonora
  • L’utilizzo di filmati di repertorio girati subito dopo il massacro

Aspetti negativi

  • A tratti, la forma documentaria del film rallenta il racconto

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