Video intervista alla regista Elisabetta Giannini sul corto “Sognando Venezia” (2023)

Condividi su

Marechiaro film ha prodotto il cortometraggio “Sognando Venezia” della regista e montatrice Elisabetta Giannini, insignito del prestigioso Premio speciale dei Nastri d’Argento 2024 come migliore opera prima. Dopo aver ricevuto un’accoglienza calorosa in diversi festival italiani, il cortometraggio è stato celebrato con la consegna del premio Nastri d’Argento 2024, lunedì 6 maggio alle ore 17:00, presso il Cinema Caravaggio di Roma, con la presenza e la presidenza di Laura Delli Colli. I protagonisti di questa affascinante storia sono Morena Di Leva e suo padre, Francesco Di Leva, che interpretano i ruoli di padre e figlia sia nella vita che nel cortometraggio, aggiungendo un tocco di autenticità alla narrazione. “Sognando Venezia” ci trasporta nella vita di Vittoria, una vivace tredicenne della provincia di Napoli desiderosa di diventare un’Influencer. Il padre, Fabrizio, le regala un biglietto per sfilare sul red carpet di Venezia, dando vita a una preparazione stravagante che include abiti creati con ritagli di giornale, manicure e ricerche di outfit sui social media. Tuttavia, il giorno dell’evento, un imprevisto sull’autostrada cambia il corso degli eventi, svelando imprevisti emozionanti.

Elisabetta Giannini, classe 1997, è una poliedrica artista italiana, regista, montatrice e supervisore VFX, con una formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma che ha ricevuto il riconoscimento come miglior montatrice nella prima edizione del programma di mentoring Becoming Maestre, promosso da Netflix e dai David di Donatello.

Elisabetta Giannini

Il film non vuole dare risposte ma lasciare lo spettatore di fronte a delle domande sul mondo che ci circonda, ponendo il problema della progressiva dematerializzazione delle nostre vite e delle nostre relazioni. Che equilibrio riusciremo a trovare tra il mondo reale e l’universo virtuale? La realtà soccomberà alla versione più patinata di se stessa? L’universo colorato, esagerato e ingenuo che ci mostrano i due protagonisti non viene descritto in modo giudicante, ma esasperato nei suoi tratti di commedia. In ciò che fanno c’è il chiaro intento di ridere non di loro ma insieme a loro e la volontà di aderire a un realismo che riproduca tratti umani immediati e riconoscibili. Fabrizio e Vittoria, padre e figlia, sono persone comuni, che si possono incontrare tutti i giorni, tra i banchi di scuola o nelle sale d’attesa di un parrucchiere: persone convinte di meritarsi i loro cinque minuti di celebrità.

Il 14 maggio 2024 ho avuto la possibilità di andare a intervistare la giovane cineasta, effettuando un’intervista alquanto interessante e che approfondisce alcuni temi presenti all’interno del cortometraggio. Vi metto qui direttamente il link per visionare la video intervista.

Condividi su

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.