Voyage of Time: Il cammino della vita (2016) – L’universo secondo Terrence Malick

Voyage of Time: Il cammino della vita

Voyage of Time: Il cammino della vita

Titolo originale:  Voyage of Time: Life’s Journey

Anno: 2016

Paese: Germania, Stati Uniti d’America

Genere: documentario

Casa di produzione: Sophisticated Films, Plan B Entertainment, Voyage of Time UG

Distribuzione: Double Line, Lo scrittoio

Durata: 90 min

Regia: Terrence Malick

Fotografia: Paul Atkins

Montaggio: Rehman Nizar Ali, Keith Fraase

Attori: Cate Blanchett

Trailer di Voyage of Time: Il cammino della vita

A quasi sei anni dalla presentazione alla 73esima mostra del cinema di Venezia, il 3 Marzo 2022 arriva finalmente nelle sale italiane, (grazie a Double Line e Lo Scrittoio), nella sua grandiosa versione integrale, Voyage of time: Il cammino della vita, il docufilm del 2016 del grande Terrence Malick, prodotto da Brad Pitt. Una splendida occasione per godere su grande schermo della potenza visiva che un genio come Malick è in grado di suscitare.

Trama di Voyage of Time: Il cammino della vita

In Voyage of Time Malick invita lo spettatore a sondare in profondità 14 miliardi di anni tra passato, presente e futuro, ricostruendo la cronologia scientifica della Terra, dalla nascita delle stelle alla comparsa dell’uomo sul pianeta. Nell’arco di diversi anni, Malick con questo lavoro ha voluto creare un nuovo formato sperimentale, al confine tra effetti speciali tradizionali ed effetti digitali all’avanguardia. Dalla microfotografia alle immagini generate da supercomputer, da creature viventi a immagini che somigliano a specie preistoriche, l’interrogativo è: possiamo riprodurre sullo schermo gli eventi cosmologici più immensi e le forme di vita più bizzarre di cui nessuno è mai stato testimone e farlo in modo da consentire alle persone di relazionarsi, valutandone la bellezza, il significato e le conseguenze da un punto di vista personale?

Vedere il mondo attraverso gli occhi di un bambino -Voyage of Time: Il cammino della vita
Vedere il mondo attraverso gli occhi di un bambino – Voyage of Time: Il cammino della vita

Recensione di Voyage of Time: Il cammino della vita

Terrence Malick è una figura quasi mitologica all’interno del panorama cinematografico contemporaneo. Un uomo, un artista spirituale, uno dei più grandi cineasti viventi, un poeta che ha vissuto “una vita nascosta” (per citare il titolo della sua ultima opera). Nel ’78 dopo i suoi primi due splendidi film Malick si ritirò totalmente dalle scene, tornando solo dopo 20 anni in sala col potentissimo “La sottile linea rossa”. In questi venti anni Malick lesse, studiò e approfondì argomenti di astronomia, storia, geologia. Il suo sogno era infatti raccontare l’origine del mondo in un ambiziosissimo progetto chiamato “Q‘. Idee, sensazioni e temi di Q sono poi confluiti in parte in quel The Tree of Life (2011) che avrebbe cambiato per sempre il mondo del cinema. Il capolavoro di Malick è stato capace di sconvolgere le fondamenta del panorama cinematografico, facendosi portatore di una ricerca estetica totalmente nuova. A oggi è da ritenersi fra i film più importanti del secolo, in tanti da lì in poi tentarono di rifarsi a un cinema fatto di fotografia naturalista, scatti scollegati di montaggio fra un movimento e l’altro, steadycam che continuamente si muove e “danza” sulla scena insieme ai personaggi (ci sarebbe però da aggiungere che non tutti i registi hanno lo spessore, tematico ed estetico, di Malick)

I dinosauri in  Voyage of Time: Il cammino della vita
I dinosauri in Voyage of Time: Il cammino della vita

Voyage of Time è una diretta emanazione di The Tree of Life. Anche nel documentario del 2016 confluiscono le idee del progetto “Q”. Se in The tree of life le magnificenti visioni cosmiche erano limitate ad alcuni frammenti (incastonati all’interno di una storia che aveva una sua convergenza specifica) in Voyage of Time Malick abbandona totalmente l’elemento umano e la narrazione (comunque già di per sè rarefatta nei suoi film). Voyage of Time è un intensissimo viaggio sensoriale di 90 minuti in cui il maestro texano vuole condurci attraverso la storia dell’universo, rendendo a noi visibile ciò che ha sempre cercato col suo cinema: la meraviglia. Meraviglia per le forme di vita animali più disparate che popolano il pianeta, meraviglia per la potenza distruttiva (ma creatrice) dei vulcani, meraviglia per le onde dell’oceano che si infrangono sulla roccia. Ben lontano dall’essere un asettico documentario naturalistico (nonostante dietro vi sia comunque un lavoro scientifico immenso) Voyage of Time è un qualcosa di più profondo: si ricollega alla filosofia Malickiana, la voce narrante di Cate Blanchett si fa portatrice delle domande che da sempre animano l’uomo: se la natura ci ama perché ci fa soffrire? Perché siamo qui? Perché il male?

L’esistenzialismo di Kierkegaard, lo scontro fra finito e infinito continuamente esplorato da Malick nella sua filmografia (in particolare nel suo splendido, e da molta critica incompreso, Knight of Cups), lo struggimento nell’uomo per la ricerca di Dio e per il trovare al dolore un senso sono tutti elementi tematici più vivi che mai, Voyage of Time rappresenta in questo senso un compendio della poetica Malickiana. Un’ode alla natura in cui il Maestro si muove fra scenari immensi con la sua macchina da presa che, anche qui, va sempre alla ricerca della luce, riempiendo cuore e anima di meraviglia. Come in The Tree of Life ad accompagnarci è la musica classica

Voyage of Time: Il cammino della vita

Voyage of Time ricevette un’accoglienza in linea con le opere di Malick post The Tree of Life. C’è chi è sempre pronto ad abbracciare nella sua interezza la visione del cineasta e chi continua ad accusarlo di eccessivo soliloquio, manierismo. Le discussioni sulla deriva estetica di Malick si ripropongono ormai costantemente a ogni film, ogni opera viene accusata quasi aprioristicamente di “parlare del nulla”. E Malick, incurante, continua a parlare del tutto.

La bellezza estetica del film non fa che valorizzare la scienza sottostante in uno scambio dinamico, un dare e ricevere, tra il romanticismo dell’arte e il rigore della ricerca scientifica. La scienza è stata erroneamente considerata nemica del mistero e del senso di meraviglia è piuttosto il contrario, in realtà. La conoscenza non diminuisce il senso della bellezza e del mistero; lo accresce. In quanto scienziati, il nostro compito è tuffarci in quel mistero e cercare di formare per consentire la comprensione. Ciò che fa anche Terry con questo film

Andrew Knoll, Fisher Research Professor di Storia Naturale presso l’Università di Harvard, consulente della NASA e responsabile della veridicità e accuratezza dal punto di vista scientifico della rappresentazione.

Note positive

  • La sontuosa regia di Malick ci accompagna in uno splendido viaggio alla scoperta dell’universo
  • Ben lontano dal risultare un asettico documentario, Voyage of Time regala 90 minuti di meraviglia che riempiono cuore e anima
  • La pellicola è un compendio della poetica Malickiana ed è ricca di quella bellezza estetica che ha sempre contraddistinto le opere del Maestro.

Note negative

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