Yaya e Lennie – The Walking Liberty (2021): Un inno alla libertà di natura

Jaya e lennie the walking Liberty locandina

Yaya e Lennie – The Walking Liberty

Titolo originale: Yaya e Lennie – The Walking Liberty

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: avventura, animazione

Produzione: Mad Entertainment, Rai Cinema

Distribuzione: Nexo Digital

Durata: 1h 33

Regia: Alessandro Rak

Sceneggiatura: Alessandro Rak

Fotografia: Alessandro Rak

Montaggio: Marino Guarnieri, Alessandro Rak

Musiche: Dario Sansone, Enzo Foniciello, Alessandro Rak

Doppiatori: Ciro Priello, Fabiola Balestriere, Lina Sastri, Tommaso Ragno, Massimiliano Gallo, Francesco Pannofino

Trailer di Yaya e Lennie – The Walking Liberty

Dopo aver diretto i due lungometraggi d’animazione italiani come L’Arte della felicità e Gatta Cenerentola, applauditi dalla critica cinematografica per la loro sorprendente animazione, Alessandro Rak dirige come terza pellicola Yaya e Lennie – The Walking Liberty rilasciata all’interno del Locarno Film Festival 2021, venendo proiettata in anteprima mondiale il 12 agosto ore 21.30 a Piazza Grande. Per andare a realizzare il lungometraggio il cineasta si è ispirato al romanzo di Uomini e Topi di John Steinbeck.

Trama di Yaya e Lenni – The Walking Liberty

In un indeterminato futuro, la Terra è stata scossa da un misterioso evento che ha ridato nuova linfa alla natura, tanto che il pianeta, con gli anni, è divenuto una gigantesca giungla piena di nuove forme di vita. All’interno di questo mondo però ha preso forma la sinistra “Istituzione” che intende ripristinare l’ordine precostituito imponendo al popolo libero della giungla le loro leggi e il loro concetto di diritto, ma non tutti gli uomini della giungla accettano questo tentativo di civilizzazione in atto, tanto che i dissidenti hanno in mente di dare inizio a una rivoluzione per fermare questo meccanismo istituzionale.

All’interno di questo mondo vivono due anime libere come Yaya, una giovane dallo spirito combattivo e dal carattere ruvido e Lennie, un ragazzone alto più di due metri che è affetto da un ritardo mentale. I due, cresciuti insieme e istruiti sul mondo da Zia Claire, vivono insieme facendo affidamento l’uno sull’altro. Il loro modo di vivere, basato su una totale libertà e una vita alla giornata basata sullo stretto contatto con la natura, viene messo a dura prova dal tentativo dell’Istituzione di arrestarli e di condurli con loro entro la civiltà.

Fotogramma di Yaya e Lennie – The Walking Liberty
Fotogramma di Yaya e Lennie – The Walking Liberty

Recensione di Yaya e Lennie – The Walking Liberty

La libertà consiste nell’obbedire alle leggi che ci si è date e la servitù nell’essere costretti a sottomettersi a una volontà estranea.

Maximilien de Robespierre

Il rivoluzionario francese del 1758, Maximilien de Robespierre vedeva nelle leggi l’unico modo esistente per mantenere e sviluppare una società liberal democratica, dove ognuno di noi ha libertà di agire come individuo nel rispetto di un autorità più alta, ovvero lo stato e le sue leggi prestabilite. Questa teoria è alla base del concetto di società democratica (o anche monarchica) in cui si dichiara che la libertà stessa dei cittadini termini quando il comportamento di uno si imbatte nella violazione delle leggi, dando vita così a una libertà negativa (o di agire) dove si è liberi di agire fin quando non si entra in contatto con le norme restrittive della legge. All’interno della politica democratica però esiste anche la libertà positiva in cui un soggetto ha la possibilità di dirigere il proprio volere verso un obiettivo, come ad esempio quello di partecipare attivamente alla costruzione delle leggi statali, quindi andando a plasmare, attraverso l’opinione pubblica, il mondo. In maniera opposta il musicista e filosofo del 1700 Jean-Jacques Rousseau, nel suo stato di natura, mostra un altra faccia della medaglia della situazione, maggiormente cruda e negativa, tanto da dichiarare:

L’uomo è nato libero […] e ovunque si trova in catene

Jean-Jacques Rousseau

Secondo il pensatore francese lo stato nasce esclusivamente per sanzionare la disuguaglianza e la sopraffazione dell’uomo sull’altro mediante la stipula di un patto collettivo (contratto sociale) che viene sottoscritto do ogni individuo facente parte di una medesima comunità (che sia primitiva o evoluta). Questo contratto sociale impone dunque che ogni firmatario abdichi la propria libertà individuale a favore di una stabilità sociale. Inoltre Rousseau dimostra come la stessa società vada a creare, attraverso le sue regole sociale, le disuguaglianze, sottolineando che nello stato naturale ogni uomo è uguale all’altro e che solo all’interno di uno stato o società nascono le disuguaglianze.

Robespierre e Rosseau pongono un problema generazionale e che esisterà fin quando l’uomo vivrà sulla terra, ovvero se è meglio vivere all’interno di uno stato di natura o in un mondo interconnesso e basato sulle leggi, nonostante queste implichino una perdita della propria uguaglianza sociale e della propria libertà? Su queste riflessioni prende vita Yaya e Lennie – The Walking Liberty, un inno alla libertà umana.

Lenni in Yaya e Lennie – The Walking Liberty
Lenni in Yaya e Lennie – The Walking Liberty

La libertà e la critica alla società

La pellicola d’animazione di Alessandro Rak mostra in maniera immediata il tema su cui ruota l’intera drammaturgia stabilendo fin da subito dove è il ben e dove è il male. Lo spettatore non può che essere trascinato fin dall’inizio dalla parte della simpatica coppia di protagonista Yaya e Lennie, che seppur appaiono piuttosto bidimensionali, riescono a farci empatizzare con loro, tanto da sentire dentro di noi le loro risate spensierate e i loro dolori interiori. I due vivono all’avventura e in totale libertà ottenendo un rapporto pacifico e di cura verso la natura che considerano loro amica tanto da aver accettato una dura verità, ovvero che la loro vita non conta di più che quella di qualsiasi essere presente sul pianeta. Importante, per la comprensione del lungometraggio, tale frase:

La nostra vita non vale più di un filo d’erba

Yaya e Lennie – The Walking Liberty

Questo concetto induce la tematica della uguaglianza e di come l’essere umano non sia superiore a nessuna forma di vita e che una pianta, una foglia o un lupo sono importanti quanto un individuo, dato che tutto è un ciclo e che tutti facciamo parte del solito cosmo e della solita terra, nostra madre. Non a caso vediamo molte scene che rappresentano sia la natura terreste che le stelle e l’universo, come accade anche nell’incipit drammaturgico della storia.

Contrapposto alla natura e al bene, troviamo la fantomatica Istituzione che appare sia visivamente che tematicamente come il male assoluto. Per donare alle autorità dell’Istituzione una connotazione oscura e pericolosa vengono disegnati con una divisa color grigio che richiama alla mente quella dell’Impero di Guerre Stellari. Interessante invece dal punto di vista tematico la scelta di donare a questa nascente società il nome d’Istituzione, che nella società italiana è quell’entità che si occupa delle sovrastrutture organizzate giuridicamente divenendo, in maniera pratica, il sistema d’azione di un popolo. Dunque l’andare a donare un entità negativa a questo concetto avvicina il pensiero di Alessandro Rak a quello di Rousseau, di colui che vedeva nella costruzione sociale la perdita della propria individualità e libertà. L’Istituzione del resto vuole catturare tutti gli abitanti della giungla, schedarli e farli lavorare per il bene dello stato (come avviene in ogni società) fregandosene se questi vogliono o se preferiscono vivere in maniera divergente, come fanno Yaya e Lennie che desiderano una vita all’avventura e segnata dalla libertà, dove i loro occhi possono vedere le stelle e le lucciole della natura. La società però non vuole ciò per loro e vuole costringerli a tutti i costi a divenire parte di essa e per farlo sono disposti a usare ogni mezzo per convertirli e imprigionarli attraverso le proprie leggi. Per trattare tale concetto di assenza di libertà viene usato anche il famoso discorso all’umanità di Charlie Chaplin, del famoso film Il Grande Dittatore. Questa proiezione filmica interna al lungometraggio fa la comparsa esclusivamente nella seconda parte narrativa per tentare di approfondire il senso dell’opera.

La tematica della libertà di natura contrapposta alla libertà negativa delle leggi viene connessa all’elemento naturalistico e ambientale in cui la stessa scienza tecnologica va a possedere un ombra negativa e distruttrice, dimostrando come nel futuro l’uomo debba imparare a riconnettersi con le proprie radici e con la madre terra piuttosto che andare a seguire le scienze.

Il Grande dittatore in Yaya e Lennie – The Walking Liberty
Il Grande dittatore in Yaya e Lennie – The Walking Liberty

In conclusione

Pensavamo di parlare all’universo, di poter fare la voce grossa ma la nostra voce è perduta per sempre. Non è nostra l’ultima parola.

Yaya e Lennie – The Walking Liberty

Yaya e Lennie – The Walking Liberty appare a tratti anche una storia per i bambini, soprattutto grazie ad alcuni personaggi ironici e divertenti come Lennie oppure un rivoluzionario dal sapore di Maradona, ma difficilmente i più piccoli riusciranno a comprendere realmente la storia che sotto troppi aspetti si dimostra esclusivamente per un pubblico maturo, anche se a eccezione di qualche momento maggiormente tragico la pellicola non riesce a entrare nella sua oscurità tanto che la stessa vicenda riguardante la lotta tra Yaya e l’Istituzione non prende mai veramente piede e la stessa Istituzione non viene sviscerata rimanendo come un entità astratta. Queste piccole mancanze, vanno a eliminare la tensione che è assente soprattutto nella terza parte dove il tutto si risolve da solo senza l’intervento attivo di un personaggio.

Ben fatto appare la costruzione del mondo realizzato attraverso il programma open-source chiamato Beneder, strumento che il regista aveva già utilizzato per realizzare Gatta Cenerentola, sfruttando il lavoro di ben quaranta artisti. L’unica pecca dell’animazione appare l’assenza di movimento nella natura, dato che le foglie e gli alberi non si muovono mai.

Note positive

  • Il tema
  • La costruzione della coppia Jaya e Lennie

Note negative

  • Il pathos è assente, soprattutto nella terza parte
  • Il finale
  • Assenza di movimento nella natura all’interno dell’animazione.

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