Zio Palmiro (2022): il prezzo di aggrapparsi al nulla – TFF40

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Zio Palmiro

Titolo originale: Zio Palmiro

Anno: 2022

Nazione: Italia

Genere: drammatico

Casa di produzione: 5e6 Film

Durata: 15 min

Regia: Luca Sorgato

Sceneggiatura: Luca Sorgato

Fotografia: Gianluca Ceresoli

Montaggio: Luca Sorgato

Musiche: Bagatelle 3, scritta e composta da Ruggero Lolini

Attori: Giacomo Laser, Toni Pandolfo, Giovanni Bagnasco

Trailer di Zio Palmirio (2022)

Ispirato alle opere di Attilio Lolini, “Zio Palmiro” – cortometraggio presentato al 40° Torino Film Festival – è sia un’opera a sé stante, nonché il primo assaggio di un lungometraggio attualmente in lavorazione, intitolato “Il Tagliateste” e ispirato al romanzo “Morte Sospesa” di Attilio Lolini, poeta e giornalista per l’Unità e il Manifesto, scomparso nel 2017. Sono entrambi film d’impronta autoriale e indole grottesca, con una vena sperimentale e sporcature noir, dove il comico e il tragico, con il loro tono sobrio e distaccato, determinano le atmosfere e le suggestioni di esistenze ai margini, sospese tra la vita e la morte.

Lo sai come funziona. Questo territorio lo amministro io. Anni di fatica. Mille pisciatine le marcano col mio odore. Qui la gente viene e va via. Tu invece vieni, ti piazzi su quella panchina e non te ne vai più. Questa pace ha un costo, Antonello…

Il guardiano del cimitero

Trama di ‘Zio Palmiro’

Un uomo resta in attesa che il suo defunto zio Palmiro, nei sogni, gli dia finalmente i numeri vincenti della lotteria. Con questi spera di poter pagare l’”affitto” della sua panchina, in un cimitero.

Recensione di ‘Zio Palmiro

A certi personaggi al limite della società e della vita non rimane che il loro piccolo mondo, il loro piccolo angolino personale in cui trovare pace e dominio. Cosa succede, dunque, dinanzi al rischio di vedersi portar via quell’elemento cui aggrapparsi? Ogni cosa, persino il nulla, ha un prezzo. Luca Sorgato, cineasta milanese specializzato nella cinematografia artistica d’autore, cerca (e trova) la bellezza nei piccoli suoni, nei luoghi più comuni, negli oggetti più insulsi, proprio come uno dei personaggi fa tesoro di denti trovati a terra nel cimitero. I suoi progetti hanno trovato spazio nei musei d’arte. L’eccellente fotografia – su pellicola, in bianco e nero – e la curata colonna sonora ci trasportano in un mondo che potremmo trovare facilmente a poca distanza dalla nostra casa, ma facendocelo scoprire sotto un altro aspetto. Una panchina in un cimitero, per noi, è solo una panchina in un cimitero. Per qualcun altro ha un significato, e per essa si è disposti a fare molto per non perderla.

Traendo ispirazione dalle opere di Attilio Lolini, giornalista e poeta dallo stile pessimista, cinico eppure leggero, questo cortometraggio di quindici minuti pare essere non soltanto un’opera a sé stante, ma anche il primo assaggio di un lungometraggio attualmente in lavorazione. Il film riesce nell’intento sia di raccontare una micro-storia autoconclusiva, che suscitare (una volta venuti a conoscenza del progetto successivo) la giusta dose di curiosità su come questo stile narrativo possa esplorare ancora più affondo questi curiosi personaggi e le loro insolite manie. Un bel micro-dramma esistenziale che, a differenza della vita, promette bene per ciò che verrà.

“Zio Palmiro” ruota attorno al concetto di fortuna, vista come una forza senza scopo, imprevedibile e incontrollabile, che plasma gli eventi in maniera favorevole per un individuo. La fortuna è un fattore completamente aleatorio e indipendente dal proprio controllo, che non riguarda la volontà, l’intenzione o il desiderio

Luca Sorgato
Antonello e la “sua” panchina

In conclusione

Note positive

  • Stile narrativo curioso e interessante, che cerca (e trova) la bellezza nei piccoli suoni e i dettagli più insulsi
  • Ottima cinematografia su pellicola e sound design
  • Dramma esistenziale raccontato con la giusta leggerezza

Note negative

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