The Witch (2015): l’oscurità del bigottismo

Recensione, trama, cast di The Witch, esordio alla regia di Robert Eggers, che ci conduce entro un mondo di stregoneria e bigottismo nel XVII secolo.
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The Witcher locandina film

The Witch

Titolo originale: The Witch: A New England Folktale

Anno: 2015

Paese di produzione: Stati Uniti d’AmericaCanadaRegno Unito

Genere: Horror

Casa di produzione: Parts and Labour, RT Features, Rooks Nest Entertainment, Maiden Voyage Pictures, Mott Street Pictures, Code Red Productions, Scythia Films, Pulse Films, Special Projects

Distribuzione italiana: Universal Pictures

Durata: 1 hr 37 min

Regia: Robert Eggers

Sceneggiatura: Robert Eggers

Fotografia: Jarin Blaschke

Montaggio: Louise Ford

Musica: Mark Korven

Attori: Anya Taylor-JoyRalph Ineson, Kate Dickie, Harvey Scrimshaw, Ellie Grainger, Lucas Dawson, Julie Richings, Bathsheba Garnett, Sarah Stephens, Wahab Chaudhry

Trailer italiano di The Witch

Il film, che segna il debutto alla regia dello Sceneggiatore/Regista Robert Eggers, è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival del 2015, dove ha ottenuto grande successo di critica. Ha inoltre vinto il Premio per la Migliore Regia in occasione della U.S. Narrative Competition. La pellicola ricrea in maniera molto accurata il New England dell’epoca, decenni prima dell’inizio dei processi alle streghe di Salem del 1692, durante i quali le condanne religiose si trasformarono tragicamente in veri e propri deliri di massa. Raccontato attraverso gli occhi dell’adolescente Thomasin – interpretata dall’esordiente Anya Taylor-Joy, che in questo ruolo regala una performance straordinaria – e sostenuto da un affascinante lavoro della macchina da presa, oltre che da una potente colonna sonora,The Witch propone un nuovo approccio agghiacciante e innovativo a questo genere cinematografico.

Trama di The Witch

L’avversario spesso viene sotto forma di caprone. E sussurra. Sì, sussurra…è Lucifero e lo sai! Lo sai!

CIT. THOMASINE (ANYA TAYLOR-JOY) – The Witch

New England, XVII secolo. William (Ralph Ineson) e Katherine (Kate Dickie) conducono una vita all’insegna della devozione intransigente assieme ai loro cinque figli (tra cui l’emergente Anya Taylor-Joy) in una zona ai margini di un bosco oscuro. Ma quando il loro figlio più piccolo scompare senza lasciare traccia, il raccolto va a male e dalle capre si inizia a mungere sangue, la famiglia va a disgregarsi sempre più inesorabilmente…

Anya Taylor-Joy in The Witch
Anya Taylor-Joy in The Witch

Recensione di The Witch

Film d’esordio del regista Robert Eggers, The Witch riesce nell’intento che molti horror moderni puntualmente mancano: inquietare senza eccessi con una trama compatta e appassionante. Ambientato nel New England del 1600, The Wtch è un horror di gran classe che sceglie di lasciare la componente soprannaturale sugli spalti perché è chiaro fin dalle premesse che a Eggers interessa raccontare la disgregazione di un’istituzione familiare già alla base cagionevole, e di come bigottismo, odio, paranoia e superstizione possano avere un ruolo fondamentale in questo fenomeno. Insomma, viene fatto un horror che guarda al sociale come nei migliori esempi del genere, da Romero a Carpenter (non mancano pure i riferimenti al cinema di Ingmar Bergman che ai cinefili più navigati sicuramente non saranno sfuggiti).

Partiamo dalla magistrale direzione degli attori. Eggers presenta i suoi protagonisti dannati e sin dalle prime battute senza via di salvezza, come schiavi di una fede in Dio troppo cieca ed estrema. La famiglia protagonista è composta da individui impotenti e consumati da dentro dalle credenze che persino nei momenti pià caricati mantengono salda la loro credibilità, specialmente il personaggio di Katherine (Kate Dickie ci ha deliziati con un altro splendido ruolo da invasata dopo Game of Thrones). Anche i protagonisti più giovani sono tratteggiati con grande mestiere: l’innocenza dei due gemellini inquieta al punto giusto e molto brava è pure la giovane Taylor-Joy, la cui interpretazione è senza dubbio la più soddisfacente.

Per quanto riguarda il lato tecnico e artistico in sé è pure inutile dilungarsi: la lentezza della regia è ideale per costruire un clima di tensione mentre gli spazi naturali freddi e la fotografia smorta, alla The Revenant, ben accentuano l’atmosfera malsana del tutto. La narrazione si sviluppa in continuo crescendo con Eggers bravissimo a centellinare i vari elementi di un racconto ossessivo, che non lascia tregua per un secondo. Lo spavento fine a sé non è contemplato, e anche la violenza non è poi eccessiva, ma sono proprio inquietudine e angoscia inettate sottopelle con lo scorrere dei minuti a fare la voce grossa.

Il finale colpisce e lascia scossi per cattiveria e pessimismo, sintetizzando ogni particolare con cui Eggers ci ha accompagnati per più di un’ora e mezza. Forse in fase di sceneggiatura si poteva fare di più, ma molto probabilmente alcune approssimazioni sono volute.

Fotogramma di The Witch
Fotogramma di The Witch

In conclusione

The Witch si eleva in maniera imponente sui tanti horror ripetitivi usciti da qualche lustro a questa parte. Se abbiamo davanti un capolavoro lo deciderà solo il tempo, ma di sicuro è un film da gustarsi a pieno titolo, anche se non si ama il genere.

Note positive

  • Regia e fotografia
  • Gli interpreti
  • La costruzione di una tensione angosciosa e ossessiva

Note negative

  • Qualche approssimazione di sceneggiatura, probabilmente voluta
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Riccardo Antoniazzi
Riccardo Antoniazzi

Classe 1996, ex studente di lettere moderne presso l'Università degli Studi di Padova e copywriter con competenze SEO. Appassionato di cinema, arte, letteratura e videogiochi.

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