Una pallottola spuntata (2025). Missione “sequel/reboot” riuscita grazie a due ottimi interpreti

Recensione, trama e cast del lungometraggio Una pallottola spuntata (2025). Pellicola di Akiva Schaffer con al centro Liam Neeson e Pamela Anderson.

Condividi su
Una pallottola spuntata - Copyright: EAGLE PICTURES - Immagine concessa a uso editoriale
Una pallottola spuntata – Copyright: EAGLE PICTURES – Immagine concessa a uso editoriale

Una pallottola spuntata

Titolo originale: The Naked Gun

Anno: 2025

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Comico, Demenziale, Azione

Casa di produzione: Paramount Pictures, Fuzzy Door Productions

Distribuzione italiana: Eagle Pictures / Paramount+

Durata: 105 minuti

Regia: Akiva Schaffer

Sceneggiatura: Dan Gregor, Doug Mand, Akiva Schaffer (basato sui personaggi di Zucker-Abrahams-Zucker)

Fotografia: Brandon Trost

Montaggio: Brian Scott Olds

Musiche: Lorne Balfe

Attori: Liam Neeson, Pamela Anderson, Paul Walter Hauser, CCH Pounder, Liza Koshy, Danny Huston

Trailer di “Una pallottola spuntata”

Informazioni sul film e dove trovarlo in streaming

Diretto da Akiva Schaffer, famoso per aver scritto molti episodi del Saturday Night Live, Una pallottola spuntata, distribuito nei cinema italiani dal 30 luglio 2025, rappresenta il sequel/soft reboot del cult con Leslie Nielsen. In questo caso nel cast troviamo Liam Neeson, Pamela Anderson, Paul Walter Hauser e Danny Huston.

Vuoi aggiunger il titolo alla tua collezione Home video?

Trama di “Una pallottola spuntata”

Frank Drebin Jr. (Liam Neeson) è l’unico poliziotto capace di catturare rapinatori super armati e sgominare il crimine di Los Angeles rigorosamente non rispettando la Legge. Figlio del leggendario tenente Frank Drebin, si ritrova ad indagare su un possibile (non) suicidio che fa incrociare la sua strada con quella del magnate Richard Cane (Danny Huston). Con l’aiuto di Beth Davenport (Pamela Anderson), Frank cerca di risolvere il caso, non senza portare scompiglio in tutta la città.

Recensione di “Una pallottola spuntata”

Mettersi a confronto con un cult come Una pallottola spuntata (1988) di Zucker-Abrahams-Zucker è il primo pregio dell’opera di Schaffer. D’accordo, alcuni potrebbero ritenere che l’idea di proporre un sequel/soft reboot del film interpretato dal grande Leslie Nielsen fosse poco più di una boutade per accaparrare imperterriti nostalgici, facendo allo stesso tempo irritare moltissime altri. Una mossa azzardata, rischiosa come un paesaggio degno di una avventura di Indiana Jones. Mi ricorda per certi versi quello fatto dal nostrano “… altrimenti ci arrabbiamo!” (YouNuts!, 2022) con Edoardo Pesce e Alessandro Roia a raccogliere l’eredità lasciata dal grande duo Bud Spencer-Terence Hill. Alcuni lo boicottarono fin da subito e infatti viene ricordato come un flop commerciale.

Qui però la situazione è molto diversa. Innazitutto il regista Akiva Schaffer, insieme agli co-sceneggiatori Dan Gregor e Doug Mand, riesce a realizzare un film che non è soltanto un amarcord per i nostalgici citati qualche riga sopra, ma qualcosa di nuovo, capace di diventare esso stesso un piccolo cult. Evitando gli scivoloni di un politicamente corretto che sono sempre dietro l’angolo, Schaffer inserisce incessantemente in 85 minuti (altra nota positiva) sequenze parodistiche alla “Una pallottola spuntata” in salsa contemporanea, mischiando abilità supereroistiche (con un pizzico di The Mask), situazioni da sit-com e in generale una divertente imprevedibilità che può essere soltanto apprezzata. L’originale era un’altra cosa, sia chiaro, ma anche qui le gag funzionano alla grande, così come il ribaltamento in chiave divertente e divertita di alcune sequenze tipiche del genere poliziesco (prima su tutte le spassosissime scene in cui viene offerto a Drebin Jr. il caffè).

Ma in questo caso un plauso se lo merita anche il montatore Brian Scott Olds (con un lunga carriera da assistente in titoli come Le amiche della sposa e Come ti spaccio la famiglia), capacissimo nel non perdere il filo del discorso trasmettendo la giusta rapidità nel passare da una sequenza all’altra. Certo, un lavoro aiutato anche dalla bravura della messa in scena in generale – complimenti al direttore della fotografia Brando Trost – ma vogliamo parlare del montaggio della scena del pupazzo di neve? Semplicemente straordinario. Non vi anticipo niente per evitare spoiler, eppure quello da solo valeva il prezzo del biglietto. Per ultimo il tema delle interpretazioni.

Per alcuni sostituire la seria comicità di Leslie Nielsen con quella tutta da scoprire di Liam Neeson poteva rappresentare un ulteriore azzardo. Ma anche qui Schaffer vince alla grande. Non solo è divertente vedere come Neeson si sia calato perfettamente in una interpretazione così sopra le righe e parodistica nei confronti dei suoi stessi film d’azione, ma il suo personaggio risulta pure ben scritto, interessante proprio per quei riuscitissimi tripli sensi con cui caratterizza molti scambi di battute.

Mettersi in gioco a questo livello suscita soltanto un grande apprezzamento nei confronti di Neeson (ho aspettative simili per il Nicolas Cage di Spider-Noir), senza dimenticare il palpabile affiatamento con Pamela Anderson, tanto che i due formano ormai una coppia e reciteranno di nuovo insieme sul set del film di Michael Cera Love Is Not the Answer. Lei in ogni caso qui è perfetta, e non è un caso che dopo il successo di The Last Showgirl (G. Coppola, 2024) con annessa candidatura ai Golden Globes, sia ormai una delle attrici più richieste a Hollywood. Bene quindi interpretazioni e sceneggiatura, per un film che regala bei momenti e una comicità che mancava da tempo.

In conclusione

Film divertentissimo assolutamente consigliato. La durata molto contenuta aiuta a mantenere il giusto ritmo delle gag evitando lungaggini che non avrebbero niente a che fare con il franchise di Una pallottola spuntata. Un plauso a Liam Neeson e a Pamela Anderson, senza dimenticare il resto del cast che è di ottimo livello. Molto interessante il montaggio.

Note positive

  • Le interpretazioni di Liam Neeson e Pamela Anderson
  • L’omaggio a un cult senza tempo
  • Il coraggio di mettere in scena una comicità che sembrava perduta
  • Il montaggio di Brian Scott Olds
  • La sceneggiatura

Note negative

  • /
Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Emozione
Interpretazione
SUMMARY
3.3
Condividi su
Luca Filidei
Luca Filidei