Una triade cinematografica per chi vuole staccare dall’atmosfera natalizia.
Il periodo è arrivato: lucine intermittenti sospese sulle strade, canzoni di Michael Bublè alla radio e Una poltrona per due su Italia 1. Il Natale è alle porte e i media – tra radio, cinema e televisione – non perdono occasione per ricordarcelo.
Ma tra decorazioni e sbrilluccichii vari, ci sono film che rompono con la tradizione natalizia. Note stonate rispetto ai cori di voci bianche che prosperano fuori dalle porte delle case addobbate.
Film che potranno soddisfare l’appetito di chi si è stancato delle solite commedie natalizie, quelle dai buoni sentimenti, quelle in cui si litiga e ci si lascia, ma alla fine ci si riunisce tutti sotto l’albero a scartare regali e a sorridere pensando a quanto siano belle le tavolate coi parenti.
Ne avete abbastanza di tutto ciò? Bene, qualche suggerimento potrebbe fare al caso vostro.
Black Christmas (1974)
Uno slasher anni ’70 che fa grande uso delle soggettive e gioca sul contrasto tra valori cristiani natalizi e libertà sessuale dei giovani. Il vecchio e il nuovo si scontrano come in Hardcore di Paul Schrader, seguendo il filone post-’68. I personaggi rispecchiano un’America spaccata in due, tra chi si ribella alle costrizioni del passato e chi rimane succube dell’impostazione data dai genitori.
Proprio il contrasto tra l’atmosfera di festa e la brutalità degli omicidi rende speciale Black Christmas. Un contrasto reso bene da un montaggio in parallelo e da un accostamento di colori funzionale alla storia. Il rosso si impone sulle tonalità neutre come un fiume di novità che travolge la tradizione.
Un film con un’influenza maggiore di quella che gli viene comunemente riconosciuta. Divertente, girato bene e – se inserito nel suo tempo – abbastanza innovativo.
Black Christmas merita un posto nella letterina di chiunque vuole un’alternativa alla solita atmosfera natalizia.
Scary Christmas (2017)
Da titolo, si parlava di film per chi non ama il Natale, ma qui prendiamo due piccioni con una fava e ci mettiamo dentro anche chi non ama un grande classico del cinema per ragazzi: Mamma ho perso l’aereo.
A tratti Scary Christmas sembra parodizzare alcune delle scene più iconiche di quel film, con una violenza sempre presente, ma raccontata con toni leggeri.
La storia di una giovane babysitter alle prese con due ragazzini e con due sconosciuti che sembrano voler entrare in casa intrattiene piacevolmente per un’ora e mezzo. Un feroce attacco al perbenismo delle famiglie borghesi americane che sporca i cliché del genere con un bel po’ di sangue e, perché no, anche un pizzico di realismo.
Un bagno di sangue pronto ad abbattersi su qualsiasi cappello da Babbo Natale o statuetta del presepe che provi a mettersi sul vostro cammino.
Terrifier 3
Il film che ha dominato il box office il giorno di Halloween, terzo capitolo della saga che ha trasformato il personaggio di un corto in una delle più grandi icone horror del nuovo millennio. Art il clown continua a mietere vittime e non saranno certo le canzoncine di Natale a placare la sua sete di sangue.
Terrifier 3 non scivola sulle lungaggini del secondo capitolo o sulle ingenuità di scrittura del primo. Rimane un film imperfetto, anzi, un film che alla perfezione nemmeno ci guarda, ma che riesce bene a far breccia nel suo target di riferimento.
Tra spruzzi di sangue e pezzi di carne umana che svolazzano qua e là, Damien Leone alza l’asticella della violenza e inserisce una componente sovrannaturale non sempre gestita al meglio, ma comunque d’impatto.
Un pendolo che oscilla tra orrore e divertimento, il connubio perfetto da infilare sotto l’albero per non sentirsi dire che “è la solita commedia di natale”. Si sconsiglia giusto la visione durante il pranzo di Natale: forse favorirebbe l’immersione, ma presenterebbe altre controindicazioni.


