Anaconda (2025). Il reboot meta-cinematografico con serpenti giganti

Un reboot inaspettatamente divertente che funziona grazie alla chimica dei suoi protagonisti e a un approccio auto-ironico che disinnesca qualsiasi pretesa di serietà. Intrattenimento puro senza fronzoli.

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Trailer di “Anaconda”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Anaconda” è il film co-scritto da Kevin Etten e diretto da Tom Gormican, reboot dell’omonima pellicola del 1997 nonché sesto capitolo del franchise. Prodotto da Columbia Pictures e Fully Formed Entertainment, nel cast del lungometraggio sono presenti Paul Rudd, Jack Black, Steve Zahn, Thandiwe Newton e Selton Mello. Distribuita da Eagle Pictures, la pellicola esce nelle sale italiane il 5 febbraio 2026.

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Trama di “Anaconda”

Doug (Jack Black) e Griff (Paul Rudd) sono migliori amici fin dall’infanzia e hanno sempre sognato di rifare il loro film preferito di tutti i tempi: il “classico” cinematografico Anaconda. Quando una crisi di mezza età li spinge a buttarsi finalmente nell’impresa, partono per le profondità dell’Amazzonia per iniziare le riprese. Ma le cose si fanno serie quando appare improvvisamente una vera anaconda gigante, trasformando il loro set caotico e comico in una trappola mortale. Il film che muoiono dalla voglia di girare? Potrebbe letteralmente ucciderli…  

Recensione di “Anaconda”

Hollywood continua la sua inarrestabile corsa ai reboot, ma questa volta con un tocco di autoconsapevolezza che rende tutto più digeribile. Il nuovo “Anaconda”, co-scritto e diretto da Tom Gormican, arriva come sesto capitolo di un franchise che probabilmente nessuno aveva chiesto di rivedere, eppure riesce a sorprendere trasformando un classico thriller con serpenti giganti in una commedia meta-cinematografica che celebra (e prende in giro) la cultura del cinema B degli anni Novanta.

Quando il cinema diventa realtà

Tom Gormican dimostra di avere le idee chiare su che tipo di film vuole realizzare. Non cerca di rifare l’ “Anaconda” originale in chiave moderna e seria – sarebbe stato un disastro annunciato. Invece, abbraccia completamente l’assurdità del concept e costruisce attorno ad esso una commedia che funziona proprio perché consapevole dei propri limiti e delle proprie ambizioni.

La regia alterna momenti di puro divertimento slapstick a sequenze di tensione genuina quando l’anaconda entra in scena. Gormican sa quando spingere sull’acceleratore comico e quando rallentare per permettere ai personaggi di respirare. Le scene d’azione sono girate con competenza, evitando il caos visivo che affligge molte commedie d’azione moderne, e i momenti più quieti permettono agli attori di farsi spazio.

Il film gioca costantemente con le convenzioni del genere thriller-creature, sovvertendole o esagerandole a seconda delle necessità narrative. Ci sono citazioni palesi all’originale, ma mai in modo didascalico o insistente. È un omaggio fatto con affetto, non con riverenza cieca.

Effetti speciali e ambientazione: il giusto equilibrio

Una delle sfide più grandi per un film su un serpente gigante è rendere la creatura credibile senza cadere nel ridicolo. Il team degli effetti speciali trova un equilibrio interessante: l’anaconda è abbastanza realistica da risultare minacciosa, ma mantiene quel tocco leggermente “over the top” che si addice a un film che non si prende troppo sul serio.

L’ambientazione amazzonica è sfruttata bene, con una fotografia che cattura sia la bellezza mozzafiato della foresta pluviale sia il suo lato più oscuro e claustrofobico. Le location sembrano autentiche e contribuiscono a creare quella sensazione di isolamento che rende le sequenze di pericolo più efficaci.

Temi e sottotesti: la nostalgia e la crisi di mezza età

Sotto la superficie divertente, “Anaconda” esplora temi sorprendentemente maturi. Quello più importante è la crisi di mezza età dei protagonisti. Doug e Griff rappresentano una generazione cresciuta con i blockbuster degli anni Novanta, che ora si ritrova a confrontarsi con vite che non sono andate esattamente come pianificato.

Il loro desiderio di rifare “Anaconda” è, in realtà, un tentativo di riconnettersi con una versione più semplice e ottimista di se stessi. È nostalgia, certo, ma anche un modo per riscrivere la propria narrativa personale. Quando la situazione diventa pericolosa e devono combattere per sopravvivere, ritrovano quello spirito che credevano perduto.

Il film suggerisce che a volte abbiamo bisogno di inseguire sogni apparentemente assurdi per riscoprire chi siamo veramente. Non è un messaggio rivoluzionario, ma viene presentato con sufficiente leggerezza da risultare efficace senza essere predicatorio.

In conclusione

Questo nuovo “Anaconda” non ha pretese di essere un capolavoro cinematografico, e proprio in questa onestà risiede il suo maggior pregio. È puro intrattenimento, un film scacciapensieri perfetto per una serata in cui non si vuole pensare troppo ma ci si vuole comunque divertire. Le gag funzionano nella maggior parte dei casi, la chimica tra Black e Rudd è innegabile, e il mix tra commedia e azione è ben calibrato.

Certo, non mancano i difetti. Alcuni momenti comici si trascinano più del necessario, il ritmo non è sempre perfetto, e il finale segue binari abbastanza prevedibili. Ma sono pecche veniali in un prodotto che sa esattamente cosa vuole essere e lo persegue con convinzione.

Per chi è cresciuto con i film d’azione e horror degli anni Novanta, “Anaconda” offre una dose nostalgica di divertimento auto-ironico. Per chi cerca semplicemente una commedia leggera con un pizzico di avventura, il film consegna quanto promesso. Non cambierà la vostra vita, ma vi strapperà più di una risata e vi farà passare un paio d’ore piacevoli.

Note Positive

  • Scrittura
  • Regia
  • Recitazione
  • Ambientazione
  • Effetti speciali

Note Negative

  • Alcuni momenti comici si trascinano più del necessario
  • Il ritmo non è sempre perfetto
  • Il finale segue binari abbastanza prevedibili

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e suono
Interpretazione
Emozione
SUMMARY
2.9
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Renata Candioto
Renata Candioto

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, ama il cinema e il teatro.
Le piace definirsi scrittrice, forse perché adora la letteratura e scrive da quando è ragazzina.
È curiosa del mondo che le circonda e si lascia guidare dalle sue emozioni.
La sua filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".