Bloody Calendar (2021). Un sinistro natale

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Trailer di Bloody Calendar

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Il film “Bloody Calendar”, il secondo diretto dall’attore francese Patrick Ridremont, è stato distribuito in edizione limitata DVD e Blu-ray da Midnight Factory a partire dal 15 dicembre 2022, offrendo un’esperienza di terrore in vista delle festività natalizie. Ha debuttato in anteprima in Ucraina il 27 gennaio 2021, prima di essere presentato al Fright Fest il 30 agosto 2021 e successivamente al Sitges Film Festival il 7 ottobre dello stesso anno.

Trama di Bloody Calendar

Eva, una giovane ballerina paraplegica, riceve un sinistro regalo di Natale da parte dell’amica Sophie: un inquietante calendario dell’avvento. Ciò che inizia come un apparenza innocua si trasforma in un viaggio inquietante, portando morte e visioni sinistre ogni giorno di dicembre. Intrappolata in un mondo oscuro, Eva deve svelare legami nascosti tra il suo incidente e il macabro calendario, sfumando le linee tra realtà e fantasia. Il film esplora la mente umana, creando suspense attraverso l’atmosfera natalizia e portando lo spettatore in un viaggio inquietante nella psiche di Eva.

Frame di Bloody Calendar (2021)
Frame di Bloody Calendar (2021)

Recensione di Bloody Calendar

Il film si apre con una penetrazione emotiva immediata, introducendo lo spettatore nel mondo complesso e psicologicamente profondo della protagonista. La disabilità di Eva emerge come un elemento centrale, sottolineando non solo le sfide fisiche, ma anche l’emarginazione sociale che ne consegue. La sua solitudine diventa palpabile fin dalle prime scene, un isolamento che si combatte solo con l’ancoraggio prezioso di un’amicizia che sfida il pregiudizio. Il cuore della pellicola è intriso di un potente messaggio sociale, incanalato attraverso la trama della protagonista. L’autore mette a nudo la tendenza umana a giudicare superficialmente, invitando lo spettatore a riflettere sulle proprie preconcette opinioni e a superare gli stereotipi. Eva diventa così una metafora di resilienza e forza interiore, ma anche un richiamo a una maggiore comprensione e inclusione.

Al di là di questa profonda riflessione sociale, il film si distingue come una vera e propria gemma horror nel panorama natalizio. La scelta del regista di iniziare il film con la fine crea un’anticipazione affascinante, gettando lo spettatore in un viaggio che promette rivelazioni senza svelare completamente i dettagli. L’effetto è un’atmosfera densa di mistero e suspense, che tiene incollato lo spettatore alla trama. Interessante risulta essere anche la regia, che si caratterizza per la sua discrezione ma efficacia, trasmettendo emozioni senza abusare di effetti visivi esagerati. L’uso mirato di primi piani ed espressioni accentuate aggiunge al film una profondità che va oltre la semplice trama. Il regista dimostra abilità nell’offrire un’esperienza cinematografica coinvolgente senza eccessivi artifici. Il film si evolve così in un viaggio emozionale attraverso l’essenza umana, esplorando desideri, fragilità e il sottile confine tra luce e ombra. L’elemento horror, centrato sul misterioso calendario dell’avvento, si fonde in modo organico con la trama, aggiungendo un tocco di suspense che aggiunge ulteriore profondità all’opera.

Tuttavia, in mezzo a questo panorama di lodevolezza, la sceneggiatura mostra alcune fragilità. Alcuni dialoghi, sebbene ben scritti, potrebbero beneficiare di una maggiore concisione per evitare un eccesso di verbosità. La sovrabbondanza di elementi potrebbe essere canalizzata in modo più strategico per mantenere una coerenza narrativa più salda. Anche il montaggio, sebbene globalmente efficace, potrebbe beneficiare di un’attenzione più mirata a certi dettagli, come l’uso del violaceo innaturale in alcune scene. Una revisione di tali aspetti contribuirebbe a preservare una tonalità più uniforme e coerente in tutto il film. Nonostante qualche criticità nella trama e nell’esecuzione, il film emerge come un lavoro cinematografico degno di nota. Il regista, pur mantenendo una modesta ambizione, riesce a offrire uno spettacolo coinvolgente e stimolante, che invita lo spettatore a riflettere e a godere di un’esperienza cinematografica ricca di sfumature ed emozioni.

Fotogramma di Bloody Calendar (2021)
Fotogramma di Bloody Calendar (2021)

In conclusione

Complessivamente, il film si presenta come un’opzione versatile sia per serate in compagnia che per momenti di relax individuale. La sua natura accessibile rende l’esperienza di intrattenimento piacevole senza richiedere uno sforzo particolare da parte dello spettatore. Nonostante una trama semplice, riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore senza risultare noioso, rendendolo adatto a un vasto pubblico. La pellicola si distingue per l’inserimento di un elemento horror all’interno del contesto festivo natalizio, un’aggiunta che apporta originalità alla trama e offre una prospettiva diversa in un genere spesso caratterizzato dalla prevedibilità. In un contesto in cui le produzioni natalizie seguono spesso uno schema tradizionale, questo film si presenta come un’alternativa fresca e stimolante. Potrebbe interessare coloro che cercano qualcosa di originale e unico all’interno di un genere consolidato.

Note positive

  • Ottima idea di base
  • Buoni doti attoriali della protagonista
  • un horror Natalizio diverso dal solito
  • Scelte registiche buone, si vede che c’è talento
  • Ritmo incalzante e coinvolgente

Note negative

  • Sceneggiatura che poteva essere scritta meglio
  • Effetti speciali e colori da rivedere, non tutti funzionano
  • Alle volte la sua impronta horror si perde, lasciando spazio ad
    una storia che sembra quasi non raccontare nulla o, su alcuni
    lati, che sembra non sapere nemmeno cosa raccontare
  • Alcuni dialoghi sembrano davvero talmente tanto forzati da
    sembrare surreali
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Michele Ferrario
Michele Ferrario

Amante del cinema e della lettura in ogni loro sfumatura.
Prediligo il genere horror ma, abitualmente, guardo veramente di tutto! I miei due film preferiti sono: La La Land e American Psycho

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