Rebel Moon – Parte 1: Figlia del fuoco (2023). Uno “Star Wars” non riuscito

Condividi su

Trailer di Rebel Moon – Parte 1: Figlia del fuoco

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Rebel Moon è la saga fantascientifica ideata da Snyder, nel cui cast troviamo Sofia Boutella, Djimon Hounsou, Ed Skrein, Michiel Huisman, Doona Bae, Ray Fisher, insieme a Charlie Hunnam e Anthony Hopkins come voce di ‘Jimmy‘. Insieme a loro Staz Nair, Fra Fee, Cleopatra Coleman, Stuart Martin, Ingvar Eggert Sigurðsson, Alfonso Herrera, Cary Elwes, Rhian Rees, E. Duffy, Jena Malone, Sky Yang, Charlotte Maggi e Corey Stoll.

Il primo capitolo della saga intitolato “Rebel Moon – Parte 1: Figlia del fuoco“, disponibile dal 22 dicembre sulla piattaforma Netflix, è diretto da Zack Snyder, scritto dallo stesso Snyder con Kurt Johnstad e Shay Hatten, e prodotto da Deborah Snyder, Eric Newman, Zack Snyder e Wesley Coller. “Rebel Moon – Parte 2: La Sfregiatrice” sarà disponibile dal 19 aprile 2024 solo su Netflix.

Trama di Rebel Moon – Parte 1: Figlia del fuoco

Dopo un atterraggio di fortuna su una luna ai confini dell’universo, la forestiera dal passato misterioso Kora (Sofia Boutella) inizia una nuova vita in un tranquillo insediamento di agricoltori. Presto diventa l’unica speranza di sopravvivenza della comunità quando il tirannico Reggente Balisarius (Fra Fee) e il suo crudele emissario, l’Ammiraglio Noble (Ed Skrein) scoprono che i contadini hanno inconsapevolmente venduto i raccolti ai Bloodaxe (Cleopatra Coleman e Ray Fisher), leader di un agguerrito gruppo di insorti perseguitati dal Mondo Madre. Insieme a Gunnar (Michiel Huisman), un contadino dal cuore tenero che non conosce la realtà della guerra, Kora parte in missione alla ricerca di combattenti disposti a rischiare la vita per difendere il popolo di Veldt. Viaggiando in mondi diversi alla ricerca dei Bloodaxe, i due radunano una manciata di guerrieri accomunati dal bisogno di redimersi: il pilota e mercenario Kai (Charlie Hunnam), il leggendario comandante Generale Titus (Djimon Hounsou), la maestra di spada Nemesis (Doona Bae), il prigioniero dal passato regale Tarak (Staz Nair) e il combattente della resistenza Milius (E. Duffy). Jimmy (doppiato da Anthony Hopkins nella versione originale), un antico protettore meccanizzato nascosto dietro le quinte, si risveglia su Veldt con un nuovo scopo. Ma i neorivoluzionari devono imparare a fidarsi l’uno dell’altro e a combattere insieme prima che gli eserciti del Mondo Madre arrivino a distruggerli tutti.

Zack Snyder, regista di Rebel Moon - Parte 1: Figlia del Fuoco
Zack Snyder, regista di Rebel Moon – Parte 1: Figlia del Fuoco

Recensione di Rebel Moon – Parte 1: Figlia del fuoco

Questa pellicola segna la seconda collaborazione tra Netflix e Snyder, dopo lo sviluppo dell’universo di “Army of The Dead”, che, a quanto pare, si è fermato col prequel/spin-off Army of the Thieves. Il colosso dello streaming continua a investire nel regista di “Watchmen”, concedendogli l’opportunità di creare un nuovo universo, questa volta più ampio e costoso con “Rebel Moon”. Un progetto originariamente pensato come possibile film all’interno della saga di Star Wars, ma scartato dalla Lucasfilm. Snyder, tuttavia, ha mantenuto un forte attaccamento a questa storia, rielaborandola in modo da proporla come un suo originale racconto di Guerre Stellari, creando un’epopea che ricorda “I Sette Samurai” di Kurosawa, ma ambientata nello spazio profondo, pellicola da cui lo stesso George Lucas ha tratto ispirazione per realizzare il suo “Guerre Stellari”.

Nonostante le varie modifiche di sceneggiatura si possono ancora notare i resti di quello che poteva essere se fosse stato un film della galassia lontana lontana, ci sono punti dove ci viene da pensare: “sicuramente questo personaggio prima era un Sith o un Jedi sopravvissuto all’ordine 66“. Le similitudini ci sono, ma è interessante vedere cosa è cambiato, soprattutto nell’estetica. In questo caso Snyder, più che creare un nuovo immaginario come ha fatto nel ’77 il caro Lucas, attinge alla realtà e alla storia dell’umanità per dare un’identità ai personaggi e ai vari mondi di cui facciamo conoscenza in questa prima parte.

Ed Skrein in Rebel Moon - Parte 1: Figlia del Fuoco
Ed Skrein in Rebel Moon – Parte 1: Figlia del Fuoco

Vediamo soldati e generali del Mondo Madre, che con nomi in latino, lunghi cappotti neri e corone d’alloro, strizzano l’occhio all’Impero Romano e in parte anche al Nazismo, anche quest’ultimo, come sappiamo, riprende i simboli del vasto impero del passato già citato. Insomma Snyder ci fa capire quello che ha pensato quando ha creato l’impero cattivo di Rebel Moon e cioè: “Come potrebbe essere l’Impero Romano se non fosse mai caduto?“. Il primo mondo di cui facciamo conoscenza è quello di una luna ai confini dell’universo, dove la protagonista si rifugia per scappare dal Mondo Madre. Qui troviamo una comunità di contadini, dove l’ispirazione principale, di nomi, usi e costumi è quello della Scandinavia medievale, però con vestiti degli anni ’20. Insomma, un Worldbuilding quello di Rebel Moon, inesistente perché tutto quello che ci viene mostrato, esiste già. Un espediente che poteva essere interessante, ma mal riuscito.

Zack Snyder oltre a dirigere Rebel Moon, è anche il direttore della fotografia per questa pellicola. Già con Army of The Dead aveva preso il controllo delle luci, distaccandosi completamente dalle scene cupe e caravaggesche, ma con Rebel Moon c’è un ritorno alle origini e allo stile che per anni ha reso Zack Snyder famoso: scene in slow motion, una fotografia contrastata e continui lenti dettagli che dovrebbero essere poetici ma che in questo caso occupano solo minutaggio.

Non contento Snyder ha scritto anche la sceneggiatura. Si percepisce l’inesperienza nello sviluppo di una storia, dove il problema principale non si ferma sulla carta ma sull’esecuzione delle scene. Caratterizzate da dialoghi imbarazzanti e momenti anticlimatici, recitate ancora peggio e non di certo aiutate dal montaggio, brusco e disorientante, dove si nota la volontà del regista di sviluppare un ennesima versione estesa d’un film che già di per se è lungo. Una pratica, quella delle Ultimate Edition, che sta diventando fastidiosa e irrispettosa verso un pubblico che paga per vedere un film che dovrebbe essere fatto e finito, che sia su una piattaforma streaming o in sale cinematografiche.

Sofia Boutella in Rebel Moon - Parte 1: Figlia del Fuoco
Sofia Boutella in Rebel Moon – Parte 1: Figlia del Fuoco

In Conclusione

Una storia di vendetta e giustizia che non trasmette emozioni, ma piuttosto annoia e imbarazza. Rebel Moon – Parte 1: Figlia del fuoco, è un film che non tutti ameranno. Personaggi privi di carattere e unicità, difficile da empatizzare con loro, con dialoghi pessimi e continui spiegoni di presentazione per ogni guerriero introdotto. Un racconto semplice, senza contrasti e sfide, con nessuna intimità emotiva. Un film buono solo nelle scene d’azione, le uniche dirette e coreografate bene. Zack Snyder realizza un compito di estetica visiva dell’immagine, creando un film dimenticabile, senza lasciare niente nella mente dello spettatore, che troverà difficile ricordarsi perfino i nomi dei protagonisti.

Note Positive

  • Scene d’azione

Note Negative

  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Montaggio
  • Fotografia
  • Recitazione
  • Esecuzione
Condividi su

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.