
Broken Rage
Titolo originale: Broken Rage
Anno: 2024
Nazione: Giappone
Casa di produzione: Kitano Agency
Distribuzione italiana: Prime Video
Durata: 62 minuti
Regia: Takeshi Kitano
Sceneggiatura: Takeshi Kitano
Fotografia: Takeshi Hamada
Montaggio: Takeshi Kitano, Yoshinori Ohta
Musiche: Shinya Kiyozuka
Attori: Beat Takeshi, Tadanobu Asano, Nao Ômori
Trailer di “Broken Rage”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Broken Rage è una commedia scritta, diretta e interpretata da Takeshi Kitano, nel quale interpreta un sicario che viene incastrato tra la polizia e la yazuka. Il film verrà distribuito da Amazon Prime Video nel 2025 ed è stato presentato all’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 6 settembre 2024.
Trama di “Broken Rage”
Un sicario vive la sua vita quotidiana per sopravvivere: si dirige nel suo solito locale, riceve il suo incarico da un misterioso M. e conclude la sua giornata col compito fatto. Si ritroverà, all’improvviso, tra due poli: la polizia lo incaricherà di infiltrarsi nella Yakuza per indagare sul traffico di droga.

Recensione di “Broken Rage”
Sono molto onorato di essere stato invitato all’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per l’anteprima mondiale di Broken Rage. È davvero un film che azzarda un nuovo stile. Se piacesse a tutti ne sarei entuasiasta.
Dichiarazione di Takeshi Kitano
È uno stile di un genio quello di Takeshi Kitano. Un regista che riesce sempre nelle sue pellicole a creare una commistione di generi tra loro in maniera irriverente e senza mai prendersi sul serio, mettendosi in gioco personalmente per rovesciare le etichette cinematografiche a proprio modo. Se lo scorso anno con Kubi abbiamo assistito alla dissacrazione totale del genere jidai-geki, smontando la figura dei samurai e dei signori della guerra nel territorio giapponese del 1500, in Broken Rage, un piccolo gioiello di 62 minuti, Beat Takeshi allarga i suoi orizzonti e intende lavorare in maniera più dinamica, concentrandosi sul metacinema e la voglia di divertire il pubblico.
La storia è semplice: il sicario Nezumi compie i suoi lavori affidati dal misterioso M, ritrovandosi all’improvviso incastrato tra la polizia e la Yakuza per indagare sul traffico di droga. Un poliziesco, un noir, una di quelle storie che piacciono tanto a Kitano e che ha trattato più volte nella sua filmografia con la sua tipica leggerezza e violenza. Questi due elementi vengono ripresi e utilizzati per mettere in scena una commedia demenziale, irriverente e imprevedibile in due parti: una più lineare, dai canoni tipici del cineasta, dove la violenza scatta all’improvviso e si annida nella criminalità giapponese, qui resa sempre comica e facile bersaglio delle gag dove Kitano è l’indiscusso protagonista. Un primo cortometraggio dove l’estro di Kitano certamente non manca.
E dopo uno spassoso e breve intermezzo, l’opera ricomincia da capo e riprende lo stesso cammino, ma il sentiero si complica per il povero Nezumi, perché la ripresa degli stilemi presenti nella prima parte ha dell’assurdo: tutto ciò che Kitano ha preso per i fondelli nella metà precedente è colpito con potenza e decisione, si entra nella totale parodia, con risvolti inaspettati e la totale libertà del regista che riesce a raggirare e divertire il pubblico. Viene mostrato con una luce diversa, con quella riverenza sempre pronta a stupire in positivo. Ad ogni minuto che passa non si smette di ridere e il personaggio di Nezumi è continua fonte di risate: inciampi, sparatorie, maschere che vanno e vengono, sguardi minacciosi trasformati in smorfie di un signore anziano che fa il sicario per mera sopravvivenza, costretto a lavorare con la polizia per necessità.
La sensazione è di trovarsi di fronte a un altro grande lungometraggio che si muove in modo molto simile come Daaaaaalì di Quentin Dupieux, presente alla scorsa edizione della Mostra. Ma Kitano non vuole farsi surrealista, non ne ha bisogno per mostrare per l’ennesima volta quanto ci sappia fare dietro la macchina da presa, sorprendendo il pubblico come solo lui è in grado di fare. Un cinema artigianale allo stato puro.

In conclusione
Con “Broken Rage”, Takeshi Kitano dimostra ancora una volta il suo talento nel sovvertire le aspettative del pubblico, giocando con i generi e mescolando violenza e comicità in modo inaspettato e brillante. Questo piccolo gioiello di 62 minuti, che evolve da poliziesco a parodia, è una perfetta espressione del suo stile irriverente e metacinematografico. Kitano si diverte a smontare i cliché narrativi e a stupire con la sua libertà creativa, consegnando un’opera che riesce a intrattenere e far ridere, mantenendo però una forte consapevolezza della propria originalità.
Note positive
- Stile unico e inconfondibile di Takeshi Kitano
- Commistione di generi in chiave ironica e dissacrante
- Personaggio di Nezumi irresistibilmente comico e imprevedibile
- Uso brillante del metacinema e della parodia
Note negative
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