Carosello in love (2025). La televisione in televisione, il cinema al cinema

Recensione, trama e cast di Carosello in love (2025): il nuovo film con Giacomo Giorgio e Ludovica Martino trasmesso in prima serata su Rai 1

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Trailer di “Carosello in love”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

In onda su Rai 1 domenica 30 novembre 2025 in prima serata, “Carosello in love” è un film per la tv diretto dall’esordiente Jacopo Bonvicini.

Prodotto, tra gli altri, da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, il film è ambientato durante i vent’anni di messa in onda di “Carosello” e segue un intreccio che fonda realtà storica e finzione scenica.

Il regista Jacopo Bonvicini coordina il ritorno sul piccolo schermo di Ludovica Martino e Giacomo Giorgio, due giovani interpreti entrati nelle grazie del pubblico rispettivamente per i ruoli in “Skam Italia” e “Mare Fuori”. Al loro fianco, un cast esperto che conta la partecipazione di Massimo De Lorenzo e Federico Tocci.

Ho cercato di approcciare questa storia rispettando la delicatezza e la grazia che attraversavano il copione.
Nella costruzione dei personaggi e nella messa in scena abbiamo cercato un equilibrio tra il realismo che richiedeva il fatto di raccontare una storia calata nella realtà di “Carosello“, specchio dinamico dei cambiamenti del paese, e il tono “fiabesco” della storia di amore tra i nostri due protagonisti.

Il regista Jacopo Bonvicini

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Trama di “Carosello in love”

1957. La televisione entra nelle case degli italiani, nei cortili gremiti, nei bar affollati e con il nuovo medium arriva Carosello, un programma di grande successo che cambia per sempre l’immaginario del Paese. Laura (Ludovica Martino) è una ragazza estremamente creativa, stregata dalla potenza magnetica dello schermo; Mario (Giacomo Giorgio) è un regista scettico che concede in prestito il suo talento alla pubblicità, mentre nel cassetto conserva il sogno del cinema d’autore. Dietro le quinte del leggendario programma – fenomeno culturale dell’Italia del dopoguerra – Laura e Mario trascorreranno vent’anni fatti di scontri e malintesi in cui intrecceranno sentimenti e lavoro, sfiorandosi e rischiando di non trovarsi mai.

Recensione di “Carosello in love”

Come la Hollywood degli anni cinquanta, che amava raccontare la propria storia al pubblico più giovane, anche il moderno servizio pubblico televisivo si diverte a mostrarsi nella sua forma embrionale, quando gli apparecchi erano appannaggio di pochi e incarnavano la novità capace di incantare un pubblico reduce dall’incubo della guerra.

Era l’Italia del boom economico, degli esordi di Federico Fellini e della Prima Repubblica; l’Italia di Mike Bongiorno e di “Carosello“: quel programma Rai oggi divenuto storia, trasmesso nel preserale come una parata di cortometraggi affascinanti e di personaggi altrettanto memorabili, promossi dalle aziende per reclamizzare i propri prodotti. Quella fascia del palinsesto oggi occupata dal fenomeno “Affari tuoi”, all’epoca era impegnata con una rassegna di spot promozionali, raccontati con tale trasporto e inventiva da far appassionare il pubblico televisivo della prima era.

L’esordio alla regia di Jacopo Bonvicini rilegge con nostalgia il ventennio di messa in onda di “Carosello“. Sfruttando tormentoni della portata di Miguel “son mi” e l’iconicità di Calimero, il film disegna una storia d’amore dalle tinte vintage, ambientata nel dietro le quinte degli studi di Mamma Rai.

Un progetto sicuramente calzante per il carattere moderno della televisione di stato: una storia tradizionalista che non rinuncia allo zoccolo duro delle vecchie generazioni, pur rivolgendosi ai più giovani con una coppia di protagonisti coesa e affiatata, fatta di nomi già noti agli spettatori del piccolo schermo, necessari per svecchiare il longevo panorama delle fiction.

In questo senso, Ludovica Martino e Giacomo Giorgio sono i mattatori di un film che, con furbizia e umiltà, rinuncia alla distribuzione cinematografica restando tuttavia vittima della logica televisiva. Il ritmo è particolarmente sostenuto, la sceneggiatura si evolve con rapidità ed elimina potenziali tempi morti. Ebbene, quei passaggi necessari a catturare l’attenzione dello spettatore e a impedirgli di cambiare canale, confinano alcuni personaggi nel ruolo di mere comparse. Le loro posizioni cambiano troppo velocemente e senza una motivazione davvero credibile. Figure che inizialmente appaiono come possibili antagonisti, finiscono così per congedarsi nelle vesti di tralasciabili elementi di contorno.

Seppure sostenuta da uno stile pop insolito ma piacevole, la narrazione segue i topoi di un canovaccio abbastanza rodato: due ragazzi giovani, inizialmente in contrasto, sono i protagonisti di un amore platonico. Lui cinico casanova, lei visionaria intraprendente, entrambi con un sogno da inseguire. Come oggetto, un progetto ambizioso, inizialmente bistrattato, destinato a diventare un successo. Sullo sfondo, uno spasimante educato e rigoroso, che non regge il confronto con il carattere più sregolato dei personaggi principali.

Nel concreto, quindi, una dinamica già vista dagli esiti piuttosto scontati. Un intreccio tutto sommato godibile che, allacciando realtà e finzione, giunge a un finale dai risvolti romantici convenzionali, a tratti retorici e inutilmente pomposi. Al netto, quindi, dell’inutilità di trasmettere un sentimento di incertezza verso risvolti prevedibili, la trama può appassionare gli amanti della televisione e catturare le nuove generazioni, in virtù della freschezza dei suoi interpreti, di un tono spensierato e dei riferimenti storici. Tuttavia, come tanti film targati Rai, confinati ai margini della prima serata per rinvigorire gli ascolti dell’access prime time, “Carosello in love” rischia di passare inosservato: di essere presto dimenticato da un pubblico che non ne sentirà mai la mancanza.

In conclusione

“Carosello in love” è un film godibile ma dagli esiti piuttosto scontati. L’alchimia tra i giovani protagonisti e i riferimenti alla storia della televisione possono attirare un pubblico ampio e variegato. Tutto sommato, un titolo leggero e spensierato, non una novità nel vasto panorama delle storie romantiche. In quanto vittima delle logiche del piccolo schermo e dell’industria televisiva, l’esordio alla regia di Jacopo Bonvicini rischia di passare inosservato.

Note positive

  • L’alchimia tra i due giovani protagonisti
  • Lo stile pop

Note negative

  • Prevedibile
  • Subordinato alle logiche televisive
  • Canovaccio classico
  • Finale retorico
  • Alcuni personaggi secondari pressoché inutili

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Emozione
Interpretazione
SUMMARY
2.3
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Matteo Tartarini
Matteo Tartarini

Laureato al DAMS ed appassionato della settima arte dal giorno zero!
Ho deciso di rischiare tutto per rincorrere il sogno di vivere scrivendo di cinema.
Non temo nulla! Cerco di essere in prima fila anche per i film peggiori, sicuro di trarne qualche insegnamento.