L’altra luna (2020): un amore a Sarajevo

L'altra luna locandina

L’altra luna

Titolo originale: L’altra luna

Anno: 2020

Nazione: Italia, Bosnia ed Erzegovina

Genere: sentimentale

Casa di produzione: Stemo Production, Xenon Servizi, Seven Dreams Productions, Rai Cinema

Distribuzione: Hurricane Studios

Durata: 100 minuti

Regia: Carlo Chiaramonte

Sceneggiatura: Carla Scicchitano, Elma Tataragić, Asja Krsmanović, Carlo Chiaramonte

Fotografia: Beppe Gallo

Montaggio: Annalisa Schillaci

Musiche: Antonino Chiaramonte, Luca Chiaramonte

Attori: Luna Zimic Mijovic, Amila Terzimehic, Maja Juric, Fedja Zahirovich, Tania Bambaci, Senad Basic, Armin Omerovic, Ratko Ignjatov, Edis Bilic, Selma Alispahic, Matteo Silvestri

Trailer italiano di L’altra luna

Dopo l’uscita sulla piattaforma Cinemagia, esce in sala, da giovedì 16 giugno 2022, distribuito da Hurricane e Stemo Production, ‘L’altra luna’, primo lungometraggio di finzione (dopo due documentari) del cineasta Carlo Chiaramonte, interpretato da Luna Mijović, Tania  Bambaci, Matteo  Silvestri, Armin Omerović e Maja Jurić. Girato in esterni a Roma e Sarajevo. La pellicola è prodotta da Stemo Production in associazione con Xenon Servizi e Seven Dreams, in collaborazione con Rai Cinema. Alla sceneggiatura troviamo Carlo Chiaramonte, Carlo Chiaramonte, mentre alla fotografia abbiamo Beppe Gallo e al montaggio Annalisa Schillaci, che ha ottenuto un David di Donatello per il docufilm Ennio.

‘L’altra luna’ è un film sostenuto dal PROGRAMMA MEDIA Sviluppo – Progetti Singoli, riconosciuto di Interesse Culturale Nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con contributo del Fondo Unico per lo Spettacolo Opere prime e seconde e ha ricevuto il contributo della Regione Lazio con il fondo Regionale Cinema e Audiovisivo.

Trama di L’altra luna

Luna è una ragazza moderna e spigliata che vive a Sarajevo, in Bosnia ed Erzegovina, dove frequenta l’ultimo anno di studi all’Università di Sarajevo, corso Letteratura comparata, ed è in procinto di sposarsi con il suo fidanzato di lunga data, Haris. Le sue giornate trascorrono normalmente entro una consumata quotidianità segnata delle uscite di coppie con la sua miglior amica Maja, una bellissima biondina dal carattere duro e spigoloso che vive nella casa accanto insieme al fratello Esad, fidanzata con l’italiano Matteo. L’unica macchia nera nella vita di Luna riguarda il fratello Nermin, un adolescente problematico, razzista e xenofobo, che vive un forte conflitto con le sue figure genitoriali e frequenta un giro poco raccomandabile di teppisti di strada, coinvolti in aggressioni ai danni di zingari e barboni.

In una fredda serata d’inverno arriva a Sarajevo un amica di Matteo, Martina, che sta attraversando un periodo di crisi personale, oppressa da un padre invadente e incerta sul suo futuro professionale e sentimentale, reduce da un’ennesima storia d’amore finita male.  Maja è fin dal primo momento gelosa di Martina, temendo che la donna intrattenga una relazione con il suo uomo, mentre Luna, nutre fin dai primi incontri una simpatia verso quella giovane italiana appena arrivata in Bosnia. Tra Luna e Martina nasce ben presto un affetto intimo, che le conduce, nonostante i timori di Luna, entro una relazione amorosa segreta. Le due sanno di non poter vivere la loro relazione alla luce del sole, sia perché Luna si sta per sposare, sia perché la famiglia di Luna e i suoi amici risponderebbe con durezza a quel loro rapporto. Cosa fare dunque Luna? Deciderà di sposarsi o svelerà al mondo il suo lato segreto?  

Luna Mijović è Luna in L'altra luna
Luna Mijović è Luna in L’altra luna

Recensione di L’altra luna

Secondo te quando uno è innamorato, è innamorato dell’amore o è innamorato proprio di quella persona che ama?

Cit. L’altra luna

Una storia che ci parla d’amore, di scoperta di se stessi attraverso l’incontro con l’altro, mostrando allo spettatore che niente è perpetuo ma che tutto è mutabile, dalle relazioni a noi stessi. Le nostre certezze emotive e sentimentali possono sgretolarsi nel momento in cui ci s’imbatte in un altro individuo, che può far crollare i nostri piani di carta. Luna si sta per sposare con Haris, crede di essere felice insieme a quell’uomo e di aver trovato ciò che può essere identificato come amore, ma nel momento in cui s’imbatte nella romana Martina, l’amica di Andrea, ecco che tutte le sue sicurezze (o forse apatia) vengono meno e si troverà inghiottita entro una relazione che non avrebbe mai ritenuto possibile per lei, ovvero con un’altra donna. Per gran parte della pellicola Luna si trattiene, cerca di lottare con le sue forze per opporsi all’italiana, essendo intimorita da ciò che le sta accadendo, ben sapendo di rischiare di mettere in crisi tutti i piani di famiglia, come il matrimonio stesso, evento che non gli ha mai dato una vera felicità anzi sembra sentirsi in dovere di sposarsi, poiché per tutti è la cosa giusta da farsi, ma lei teme quell’evento perché niente sarà più come prima per lei, come dichiara in una scena del film all’amica Maya. Luna è un personaggio indeciso per tutta la pellicola, è colei che ci lascia trasportare dagli eventi senza dire la sua, senza agire realmente come nella questione riguardo la casa dei nonni, dove lei vorrebbe vivere ma non lotta per questo suo desiderio. Anche nella relazione con Martina non è lei ad agire ma è l’altra che agisce. Luna e Margherita sono come il Sole e la Luna, completamente diverse ma allo stesso tempo connesse.

Martina agisce e sa mettersi in gioco, e nonostante non abbia mai avuto sentimenti e relazioni amorose verso un’altra donna, ha il coraggio di rischiare, provandoci apertamente e senza vergogna con Luna, provocandola, nei momenti in cui le due giovani sono insieme, nella casa della nonna di Luna. Inizialmente la protagonista riesce a desistere alle avance di Martina ma quando vedrà il corpo nudo di quest’ultima avvicinarci a lei, tutte le sue certezze “false” crollano e inizia a entrare entro una relazione amorosa, una relazione dove il suo “essere” si aprirà, e dove troverà la gioia di vivere come non gli era mai capitato. Proprio con questo nuovo Amore, Luna si renderà, per la prima volta, conto della realtà in cui vive e la vera identità dei suoi amici e della famiglia, rendendosi conto della brutalità in cui ha vissuto.

In quello stesso maggio del 2011, poco prima di partire per Sarajevo, avevo avuto una lunga conversazione con una giovane amica che stava attraversando una sorta di tragedia familiare perché i suoi genitori, fino ad allora all’oscuro della sua omosessualità, avevano appena scoperto la sua relazione lesbica con una ragazza. Così, mentre a Sarajevo passavo per la principale strada pedonale del centro sempre affollata di ragazzi a passeggio, la visione per me ormai consueta, ma sempre affascinante, di una coppia di giovani amiche che procedevano sotto braccio, l’una velata secondo tradizione islamica e l’altra vestita “all’occidentale” in maniera persino provocante, mi ha colpito in modo del tutto nuovo: la vicenda della mia amica a Roma ha fatto corto circuito con l’immagine delle due giovani sarajlije e mi sono ritrovato a domandarmi come la ragazza islamica avrebbe potuto reagire di fronte alla scoperta di una relazione omosessuale della sua migliore amica con una ragazza straniera. Lo spunto drammatico iniziale de “L’altra luna” è contenuto interamente nella relazione tra quell’immagine e quell’interrogativo.

Carlo Chiaramonte
Fotogramma L'altra luna
Fotogramma L’altra luna

Una storia d’inverno

Sarajevo d’inverno, un ambiente freddo impregnato di neve dove il cielo non è azzurro né grigio ma bianco. La capitale bosniaca ci appare come un’ambientazione idilliaca da favola, un’ambientazione interessante che fa da contraltare alla bruttezza che invece c’è in quel mondo, fatto di violenza e di possesso, come vedremo nel finale della pellicola. Nella seconda scena del film siamo condotti dentro un panorama invernale (elemento che fa da traino a tutta la narrazione) dove troviamo due amiche intente a parlare d’amore e a giocare a palle di neve, loro sono Maya e Luna. Già da questa scena comprendiamo le facce della medaglia della pellicola: da un lato abbiamo una fotografia fredda e una suggestiva ambientazione dall’altro troviamo delle prove attoriali piuttosto discrete e una regia immatura nella scelta delle inquadrature, non riuscendo a trasmettere le emozioni dei personaggi. Il regista già in questa scena, spesso e volentieri, si allontana dai personaggi e lo fa nei momenti sbagliati, scene di questo tipo hanno bisogno di una macchina da presa incollata sui personaggi intenti a giocare e divertirsi, noi dovremmo vedere i loro volto gioiosi e sorridere con loro, ecco ciò non avviene. In tutta la pellicola abbiamo un’assenza di emozioni, o meglio, ci sono, ma noi non le proviamo, non sentiamo l’amore che nasce tra Luna e Martina o la rabbia che nasce intorno a quella relazione, noi non sentiamo nulla, e ciò, se è unito a un ritmo lento, con lunghe inquadrature e pochi stacchi interni alle scene, non può che donare al pubblico un film apatico e piatto che difficilmente può coinvolgersi, nonostante una storia interessante.

In conclusione

Con una scelta diversa delle inquadrature e la sostituzione di qualche scena in sceneggiatura, in grado di dare maggior dinamismo alla vicenda e di approfondimento di alcuni personaggi secondari, la pellicola sarebbe stata buona, invece a causa di alcune scelte non sempre adatte nella costruzione delle scene il film tende a non appassionare lo spettatore che potrebbe annoiarsi durante la visione. La pecca più grande è che la storia d’amore e le emozioni di turbamento della protagonista, che non sa decidere cosa fare, non vengono fuori da L’altra luna.

Note positive

  • Fotografia negli esterni
  • Ambientazione
  • Scenografia
  • Musiche originali

Note negative

  • Regia
  • Assenza di emozioni
  • Ritmo eccessivamente lento

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