Conferenza stampa: Let’s Kiss- Franco Grillini: Storia di una rivoluzione gentile.

Conferenza stampa: Let’s Kiss- Franco Grillini: Storia di una rivoluzione gentile. 1
Massimo Mezzetti, Franco Grillini e Filippo Vendemmiati

Durante la giornata del 25 ottobre si è tenuta una breve conferenza stampa del film “Let’s Kiss- Franco Grillini: Storia di una rivoluzione gentile” presso il Palazzo Accursio, comune di Bologna. Ospitato il 18 ottobre 2021 al Festival di Roma, questa si presenta come un’anteprima bolognese. A presenziare il protagonista indiscusso, Franco Grillini, figura fondamentale della storia di Bologna e della comunità LGBTQ+; insieme a lui il regista Filippo Vendemmiati, il neo sindaco di Bologna Matteo Lepore, il responsabile Emilia-Romagna Film Commission Fabio Abagnato, Paolo Rossi Pisu del Genoma Films e Massimo Mezzetti, Direttore Generale del Biografilm Festival.

Dopo aver mostrato il trailer del film prende la parola Massimo Mezzetti che descrive il film come perfettamente in sintonia con la storia del Biografilm; non tanto come una biografia di Grillini, vede il film più come un racconto di una storia personale che si incrocia con una passione collettiva, “una grande storia d’amore”, una storia di battaglie e lotte per la libertà, una libertà che, secondo Mezzetti, dovrebbe venire prima ancora della libertà di parola: la libertà di amare chi si vuole, quando e come si vuole. Una storia di quarant’anni di battaglie atta a far capire da dove veniamo un pezzo di storia importante per il nostro paese. 

Cede la parola al sindaco Matteo Lepore, ex assessore della cultura della regione, che ci parla dell’amicizia di lunga data che lo lega a Grillini, incontratisi durante una campagna elettorale proprio all’inizio della sua carriera durante la quale, in poco tempo, si rende conto di avere davanti una persona particolarmente importante per la città di Bologna. Ricorda anche un episodio avvenuto qualche mese fa, quando Grillini era in ospedale per il covid, dove durante una telefonata si è reso conto della forza di volontà e dell’energia con cui quest’ultimo ha affrontato questa ulteriore sfida. Lepore attribuisce a Grillini (e a chi ha combattuto con lui in questo anni) il merito di aver trasformato la città di Bologna in un posto scelto ogni anno da milioni di studenti, un posto che grazie a queste battaglie è riuscito a plasmarsi com una città in perenne lotta per i diritti civili, anche con fondazioni importati come il Cassero o l’Arcigay che riescono a coinvolgere e a far sentire i giovani come parte di qualcosa. Cose che ormai diamo per scontate ma che scontate non sono.

Fabio Abagnato, sostenitore delle produzioni in Emilia-Romagna, definisce come quella di Franco Grillini una storia che deve essere raccontata; conosce Grillini da anni, ha vissuto momenti cui gli venne detto che “non doveva essere supportato, quindi per lui era importante che questa non diventasse solo “la storia di Franco” ma “un bel documentario su Franco”. Un documentario in cui traspare l’ironia del protagonista e che coinvolge nelle sue battaglie, un bel documentario che verrà presentato al Festival Internazionale del cinema di Berlino. 

Paolo Rossi Pisu, produttore del film, ringrazia in modo personale Bologna ed estende le sue lodi alla città, specificando che non ha nulla da invidiare alle altre città. Definisce se stesso e la Genoma Films, la sua casa di produzione, come degli “operatori culturali” e sostiene che fare cinema invoglia le persone a pensare e ad essere curiose. Ricorda che il film verrà distribuito nelle sale da fine ottobre.

Filippo Vendemmiati, si definisce come un “regista tardivo”, così come Grillini nel film si definisce un “gay tardivo”: questo loro essere “tardivi” ha fatto il modo che tra i due si instaurasse una forma di empatia, empatia che ha fatto il modo di vivere la realizzazione del film come una sorta di passeggiata tra amici intrisa dall’ironia e dalla musica, sul suo percorso di vita personale e sociale. Ha tentato di mettere nei film (e di trasmettere allo spettatore) quello che è Franco secondo il suo punto di vista e secondo il modo in cui lui l’ha vissuto. Si sente di aver fatto un po’ un’operazione rischiosa portando avanti un documentario su quello che per lui è un amico ma, soprattutto, su quello che è a tutti gli effetti una parte fondamentale della storia del nostro paese.
Un film molto colorato, debordante di parole e musiche, “così com’è Franco”, dice Vendemmiati.

La memoria è fondamentale, ci rende persone liberi, ci fa capire chi siamo e da dove veniamo.

 Franco Grillini, circondato da quelli che sono i suoi amici da un vita, con questo film ci teneva a raccontare quello che è stato a chi non lo sa. Bologna è una città importante per la comunità LGBTQ+: oltre al Cassero, sottolinea Grillini, è l’unica città in cui è presente un museo dedicato alle vittime appartenenti alla comunità durante il periodo nazi-fascista. Non può non parlare dell’annosa questione dei diritti civili che coesistono con i diritti sociali. Durante la conferenza stampa esprime la sua opinione sul DDL Zan, affossato due giorni dopo, come qualcosa che doveva essere approvato, soprattutto durante una stagione politica che si preannuncia positiva.


“Da certe conquiste non si può e non si deve tornare indentro”.

— Franco Grillini

Al termine della proiezione in anteprima presso il PopUp Cinema Medica di Bologna, alla quale era presente Grillini, una commovente standing ovation ha permeato la sala intera.

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