
En el camino
Titolo originale: En el camino
Anno: 2025
Paese: Messico
Genere: Drammatico, Road movie, Sentimentale
Casa di Produzione: Animal de Luz Films, Producciones Año Bisiesto, La corriente del golfo, The Maestros
Distribuzione internazionale: m-appeal – Maren Kroymann
Durata: 93’
Regia: David Pablos
Sceneggiatura: David Pablos
Fotografia: Ximena Amann
Montaggio: Jonathan Pellicer, Paulina del Paso
Musica: Andrea Balency-Béarn
Attori: Victor Prieto, Osvaldo Sanchez
Trailer di “En el camino”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
En el camino è il nuovo lungometraggio di David Pablos presentato il 4 settembre 2025 nella sezione Orizzonti della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, di cui è risultato vincitore in qualità di miglior film, oltre ad essersi aggiudicato il Queer Lion. Il regista si era già presentato a Venezia, sempre nella sezione Orizzonti, con La vida después (2013).
Il film è stato girato in formato panoramico 2.39:1 con audio Dolby Digital, in lingua spagnola. La produzione è interamente messicana e coinvolge Animal de Luz Films, Producciones Año Bisiesto, La Corriente del Golfo e The Maestros, con il supporto di Terminal Films ed EFD Studios.
Le riprese si sono svolte tra gennaio e marzo 2024 nello stato di Chihuahua, in location reali lungo le rotte dei trasportatori. Alcune scene sono state girate in diner e parcheggi frequentati da camionisti, con il coinvolgimento di comparse locali non professioniste. Il film nasce da un progetto sviluppato da Pablos dopo una serie documentaristica sul mondo del trasporto su strada, realizzata per Canal 22.
L’uscita nelle sale messicane è prevista per ottobre 2025. Il film sarà successivamente disponibile su piattaforme digitali selezionate. En el camino è stato selezionato anche per altri festival internazionali, tra cui San Sebastián e Mar del Plata, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico interessato alle narrazioni queer e alle storie di marginalità sociale.
Trama di “En el camino”
Nel paesaggio arido del nord del Messico, seguiamo il percorso di Veneno, un giovane ai margini che vive tra stazioni di servizio e motel, cercando passaggi lungo le autostrade frequentate da camionisti. L’incontro con Muñeco, un autista solitario, segna l’inizio di un viaggio condiviso che si snoda tra silenzi, sospetti e una crescente complicità.
Il tragitto si trasforma in un itinerario emotivo, dove il contesto ipermascolino del trasporto su lunga distanza si intreccia con la vulnerabilità dei protagonisti. Tra soste notturne e confini invisibili, emergono frammenti del passato di Veneno, che minacciano l’equilibrio precario costruito lungo la strada. Il film si muove tra tensione e introspezione, esplorando il desiderio, la solitudine e la ricerca di un rifugio.
En el camino si sviluppa come un road movie che attraversa territori fisici e interiori, in un Messico periferico e silenzioso, dove ogni incontro può rivelarsi decisivo e ogni chilometro aggiunge un tassello alla storia.
Recensione di “En el camino”
In un’annata cinematografica dove la rappresentazione queer è stata pressoché ignorata, En el camino emerge come l’esempio per eccellenza di ciò che una parte del pubblico italiano, e non solo, preferirebbe non vedere. Non è un caso che alcuni spettatori veneziani abbiano manifestato il proprio disappunto abbandonando la sala durante le sequenze più esplicite.
Questo episodio aiuta a comprendere come il regista messicano David Pablos non si sia posto alcun limite nella sua urgenza primaria di raccontare una storia cruda e amara nella sua totalità più autentica. Chi interpreta il film semplicemente come una storia omosessuale o come esibizione gratuita di sesso probabilmente sottovaluta diversi aspetti cruciali. Il primo è che la sessualità esplicitamente mostrata non rappresenta più un tabù cinematografico ed è stata utilizzata anche da autori riconosciuti come Lars Von Trier. In secondo luogo, bisogna considerare che la pellicola nasce in una nazione dove il cinema sta vivendo una crescita significativa e nella sua fase di sperimentazione ha già lanciato registi del calibro di Alfonso Cuaron o Guillermo del Toro.
Un road movie senza compromessi guidato con intelligenza registica
En el camino è un road movie che sin dall’inizio esplicita il proprio lato più disturbante. Tuttavia non si limita a essere un semplice buddy film, con l’iniziale amicizia fra il giovane Veneno e il camionista Muñeco che progressivamente si trasforma in qualcos’altro. Il film trova il modo di integrare il dramma dello schiavismo sessuale, il thriller legato ai cartelli del narcotraffico e gli aspetti più scanzonati della cultura queer – memorabile la scena di ballo in discoteca, fra luci strobo e paillette, che mescola sapientemente commedia e dramma.
Il mio film racconta un rapporto romantico tra due uomini in un contesto ostile e violento – il mondo dei camionisti e delle autostrade – governato dalle regole dell’eteronormatività e dell’ipermascolinità. (David Pablos)
Pablos orchestra magistralmente più registri narrativi, supportato da una direzione della fotografia che gli consente di trasmettere efficacemente le inquietudini dei protagonisti. Ximena Amann dosa con perizia la luce e rende gli ambienti perfettamente consonanti allo stato emotivo imposto dall’autore messicano. Il ritmo che Jonathan Pellicer e Paulina del Paso imprimono al montaggio risulta decisamente funzionale alla visione di Pablos, nella ricerca di una discontinuità narrativa ideale per rappresentare la frammentarietà del momento storico.
Interpretazioni convincenti al servizio della visione autoriale
L’onestà rappresentativa del regista messicano risulta dissacrante e non si limita esclusivamente alle scene erotiche – particolarmente efficace quella ambientata nel bordello del chapo locale – ma si estende anche alla violenza che coinvolge i due protagonisti. Victor Prieto offre una convincente interpretazione di Muñeco, camionista invischiato in una situazione complessa e disposto al malaffare per guadagnare qualche peso extra. Una performance calibrata, anche nei momenti di maggiore intensità, che rende il suo personaggio volutamente in contrasto con la realtà consolidata dell’ambiente dei trasportatori.
La storia scava nei limiti emotivi dei personaggi principali, plasmati dal machismo che ne detta tanto il comportamento sociale quanto quello intimo. (David Pablos)
Osvaldo Sanchez, al contrario, affronta qui la sua prima esperienza cinematografica. Il Veneno da lui proposto non eccede mai nei toni e non cade nella rappresentazione stereotipata, risultando invece normalizzato nel senso più positivo del termine. Considerato l’impegno richiesto, anche a livello fisico nelle scene sessuali esplicite, il riconoscimento per la sua performance è doveroso. Sia Prieto che Sanchez dimostrano chiaramente di essere stati guidati con competenza da Pablos, che aveva una visione precisa di ciò che voleva rappresentare.
In conclusione
En el camino è un film volutamente provocatorio che rappresenta la realtà in modo diretto e senza filtri. Pablos intende superare l’eteronormatività imposta e lo fa attraverso l’esplicitazione totale. La pellicola non raggiunge certamente i vertici del capolavoro, nonostante le valide intuizioni registiche, ma si è comunque distinta rispetto agli altri titoli presentati a Venezia 2025 nella sezione Orizzonti, che ha vissuto un’edizione particolarmente deludente.
Note positive
- Realtà presentata con onestà
- Omosessualità non stereotipata
- Road-Buddy Movie che mantiene la tensione fino alla fine
Note negative
- Durezza che potrebbe disturbare (come il sesso esplicito)
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3.4
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