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Il Falsario
Titolo originale: Il Falsario
Anno: 2025
Nazione: Italia
Genere: drammatico, thriller, storico
Casa di produzione: Cattleya, Netflix
Distribuzione italiana: Netflix
Durata: 110 minuti
Regia: Stefano Lodovichi
Sceneggiatura: Sandro Petraglia
Fotografia: Emanuele Pasquet
Montaggio: Roberto Di Tanna
Musiche: Santi Pulvirenti
Attori: Pietro Castellitto, Giulia Michelini, Andrea Arcangeli, Pierluigi Gigante, Aurora Giovinazzo, Edoardo Pesce, Claudio Santamaria, Fabrizio Ferracane
Trailer di “Il Falsario”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
La figura di Antonio Chichiarelli detto Toni è stata raccontata nel libro Il falsario di Stato. Uno spaccato noir della Roma degli anni di piombo, scritto da Nicola Biondo e Massimo Veneziani edito nel 2008. Il Falsario racconta in modo romanzato la sua vita e i legami con la criminalità organizzata che era molto potente negli anni Settanta nella capitale. Chichiarelli ebbe stretti legami con la Banda della Magliana per cui lavorò e compì atti illeciti, portando contemporaneamente avanti la sua attività di falsi d’autore grazie alla sua compagna Chiara Zossolo che possedeva una galleria d’arte.
Il film, come detto, racconta la storia di Chichiarelli (interpretato da Pietro Castellitto) ma in modo romanzato, inserendo personaggi che arricchiscono la trama come don Vittorio (Andrea Arcangeli) e Fabione (Pierluigi Gigante), due amici di Toni che lo aiuteranno nella sua permanenza a Roma e nel consigliargli le strade da seguire. Nel cast troviamo anche Donata, la compagna di Toni, interpretata da Giulia Michelini; Balbo, interpretato da Edoardo Pesce e Claudio Santamaria che interpreta Il Sarto.
Il film è stato presentato in anteprima alla ventesima edizione del Festival del Cinema di Roma nella sezione Grand Public, per poi essere distribuito globalmente da Netflix a partire dal 26 gennaio 2026.
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Trama di “Il Falsario”
Antonio Chichiarelli (detto Toni) è un aspirante artista che, insieme a due suoi amici Vittorio e Fabio, si trasferisce a Roma in cerca di fortuna. Toni ha un grande talento nel dipingere e inizia a realizzare ritratti come artista di strada. Un giorno, a una festa, conosce Donata, una affermata gallerista che, colpita dal suo carattere si interessa a lui. La svolta arriva quando Donata scopre un grande talento in Toni, il quale è in grado di riprodurre fedelmente dipinti di altri artisti. I due avviano una attività di false opere d’arte che frutta milioni di lire. Il talento di Toni viene sfruttato anche dalla criminalità organizzata nel momento in cui Toni viene presentato da Donata a una banda, il cui capo è il cosiddetto “Balbo”. L’uomo vede in Toni una fonte di guadagno e gli sistema un atelier d’artista dove egli può lavorare alle sue creazioni.
Recensione di “Il Falsario”
Avere un talento e sfruttarlo per delinquere. Banalmente possiamo definire così l’attività di Toni, il protagonista di Il Falsario interpretato da Pietro Castellitto. Il personaggio è un uomo in cerca di una svolta, in cerca di qualcosa che gli faccia guadagnare fama, ma soprattutto molto denaro. Sin dall’inizio della storia vediamo il cambiamento radicale che Toni compie per arrivare alla vetta sperata: si trasferisce dal suo paese senza apparente prospettiva a una grande città quale Roma. Si inserisce in un giro clandestino che non aveva preventivato, il quale però gli dà modo di realizzarsi. Toni è un personaggio che non ha voglia di eccellere grazie alla sua creatività, preferendo adagiarsi sul copiare capolavori di altri noti artisti. La cosa che colpisce è senz’altro il modo di farlo, perché non lo vediamo mai preoccupato o impegnato, riuscendo a copiare con estrema facilità. È consapevole di avere un talento fuori dal comune, ma è anche consapevole di passare una vita a non avere una sua individualità. E questo è un aspetto che Toni prenderà in considerazione quando viene a sapere che la compagna è in dolce attesa. Lui stesso definisce l’evento “l’unica cosa vera che ho fatto”, descrivendolo in un modo a metà tra il rimpianto e la meraviglia. Tuttavia, Il Falsario non è un film dove il protagonista si strugge per i suoi sentimenti. Toni è un uomo chiuso, che non lascia trasparire le sue emozioni, nemmeno nei confronti della compagna Donata, la quale invece è più sentimentale.
Il Falsario è un film che splendidamente immerge lo spettatore negli anni turbolenti della criminalità organizzata romana, dove rapine e omicidi erano frequenti. Di fatto, l’ambientazione e la scenografia sono due elementi molto validi del film, ricreando quelle sensazioni di terrore tipico degli anni di piombo. Quel turbamento dovuto al rapimento Aldo Moro con il quale Toni avrà a che fare seppur non in modo troppo diretto, come vediamo nel film. Ma è anche una Roma in cui c’erano le discoteche, le feste, dove c’era il boom della disco dance e l’uscita di alcuni brani popolari che ascoltiamo nel film.
Pietro Castellitto riesce bene a interpretare il protagonista Toni, grazie a una performance poco dirompente ma adatta al personaggio che si è voluto creare. Anche il resto del cast è adeguato al film. Giulia Michelini è una donna risoluta, capace di costruirsi una carriera per conto suo, ma grazie all’incontro con Toni ha indubbiamente una evoluzione. Sia dal punto di vista lavorativo sia da quello sentimentale. Lei stessa sostiene che non si innamora mai, ma quando si lega a Toni non riesce a distaccarsi da lui nonostante un comportamento non proprio leale da parte dell’uomo.
Se c’è qualcosa che manca a Il Falsario è probabilmente il senso di originalità, il senso di innovazione che non possiamo ritrovare se pensiamo ad altre opere audiovisive viste in passato. Non che sia un elemento negativo, dipende dalla rilevanza che gli si vuol dare, ma il richiamo a Romanzo criminale – La serie è inevitabile. La Roma bella e dannata cornice del crimine della Banda della Magliana, oppure Edoardo Pesce che interpreta il membro della banda Balbo, il quale era già presente nella precedentemente citata serie nei panni di Ruggero Buffoni. Tenendo poi presente che Romanzo criminale – La serie è stata prodotta da Sky Italia e Cattleya, quest’ultima la stessa casa di produzione di Il Falsario. Il film si pone quindi sulla striscia di qualcosa già visto, ma al tempo stesso racconta una storia poco nota, quella di Toni e della sua abilità unica.
Il Falsario non è un film totalmente cupo, rivolto a tenere con il fiato sospeso costante lo spettatore, ma è in grado anche di far alleggerire la tensione grazie a un ritmo scanzonato quale è il protagonista. Toni è un uomo che bada poco tempo alle preoccupazioni che la vita gli mette davanti, ma vive alla giornata ignorando le scadenze. E così il film non risulta pesante, con dei momenti più intensi portati sullo schermo da Claudio Santamaria nei panni di Il Sarto, una figura minacciosa. Infatti, lo spettatore assegna alla sua persona un senso di minaccia ogni volta che appare. Nonostante il poco tempo visivo, Il Sarto è un personaggio che funziona e convince per il significato che dà alla storia.
Il Falsario è un film che riesce a intrattenere con una storia valida, poco nota e in linea con prodotti similari che hanno estasiato gli appassionati. Grazie ai suoi momenti più “leggeri” non appesantisce la visione e non è mai estremo, favorendo una visione che prende diversi temi e li inserisce perfettamente.
In conclusione
Il Falsario ci porta in una Roma fatta di innovazione, feste e musica disco, ma anche agli anni di piombo che hanno spaventato. Il film racconta una storia poco nota in un panorama ampiamente raccontato, mischiando novità con fidelizzazione.
Note positive
- Interpretazione del protagonista
- Rappresentazione degli anni di piombo e delle sensazioni che si vivevano in quel periodo
- Racconto originale che descrive un personaggio particolare
- Colonna sonora
Note negative
- Il film non osa nell’introspezione del protagonista
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| Colonna sonora e sonoro |
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3.6
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