Il materiale emotivo (2021): L’amore intrappolato

Trailer italiano del film Il materiale emotivo

Settimo film da regista, centesimo da attore: Il materiale emotivo è il nuovo lungometraggio diretto e interpretato da Sergio Castellitto, che prende spunto da un’idea nata da Ettore Scola, Fulvio Scarpelli e Silvia Scola non realizzata, rivista e riscritta da Margaret Mazzantini per realizzarne una pellicola che unisce teatro, musica, cinema e letteratura in una danza emotiva fatta di parole e silenzi. Dal soggetto originale di Scola Un drago a forma di nuvola nasce Il materiale emotivo, film che ha aperto il Bif&st – Bari Film Festival 2021 e che uscirà in sala a partire dal 7 ottobre.

Trama di Il materiale emotivo

Un sipario si apre, l’orchestra si prepara a suonare accordando i vari strumenti.
Vincenzo (Sergio Castellitto) è un libraio italiano, vive a Parigi un’esistenza fatta di piccole abitudini, rinchiuso felicemente in una bolla di libri. Al piano di sopra della palazzina risiede con sua figlia Albertine (Matilda De Angelis) , una giovane donna che a causa di un incidente si ritrova su una sedia a rotelle e, per scelta, non parla più. La vita di Vincenzo scorre serenamente tra la libreria e l’amore per sua figlia che si dimostra in atti pratici quando la aiuta fisicamente e con l’affetto profondo quando tenta – invano – di stimolarla con la lettura, la fisioterapia e la tenerezza nelle parole che le rivolge. Questa tranquillità verrà messa a dura prova quando nella libreria entrerà Yolande (Bérénice Bejo), attrice di teatro completamente diversa dal serafico Vincenzo: un ciclone di passione, istintività e vitalità.

Il materiale emotivo (2021)
Il materiale emotivo (2021)

Recensione di Il materiale emotivo

Il film è – in realtà – principalmente in francese. E mai scelta fu più giusta dato che è interamente ambientato a Parigi, precisamente in una piccola piazzetta caratteristica con la libreria di Vincenzo da una parte e un teatro alle sue spalle. Due facce dell’arte che si confrontano continuamente, talvolta creando un punto d’incontro, in certe circostanze distaccandosi completamente.

La storia prende vita grazie a un sipario che si apre, una prima “gabbia” che si schiude e svela una piccola piazza di quartiere, con una libreria la quale rinchiude in sé un uomo, Vincenzo, completamente e felicemente assorbito dai libri e la letteratura in generale. Vincenzo è rilassato nella sua quotidianità, imprigionato consapevole in un mondo tutto suo, con ingranaggi ben oleati. La sua esistenza scorre serena in questo microcosmo da lui creato e che lo fa sentire – in qualche modo – a sicuro.

Il materiale emotivo (2021)
Il materiale emotivo (2021)

Eppure due elementi sconvolgono Vincenzo: uno è la figlia, nel quotidiano, che si rifiuta di parlare con lui e con gli altri, mantenendo questo silenzio perpetuo a cui l’uomo comunque si abitua; il secondo è l’entrata in scena così prepotente di Yolande, una donna di teatro che è in cerca di tutto ciò che è libertà. Albertine rinuncia a parlare ed il suo silenzio è così fermo in lei e deciso da renderlo chiaro non solo con un gioco di sguardi ed espressioni che dicono molto più della parola stessa, ma – in maniera più chiara – lo rende noto anche con i suoi vestiti con la scritta “Sorry, I have no words”.

Il materiale emotivo (2021)
Il materiale emotivo (2021)

Vincenzo viene travolto da questo vento impetuoso rappresentato da Yolande, facendosi trasportare in un mondo fuori dal suo ordinario, uscendo dal guscio che si era creato e creando quindi uno scontro con la sua realtà fino ad allora. Continua comunque a rifugiarsi nei libri, da quale è assuefatto, citando autori di continuo, leggendo alla figlia opere di elevata importanza, portando allo spettatore un’enorme conoscenza della letteratura. Un citazionismo preponderante e fine a sé stesso.

Questa piazza di Parigi è stata ricostruita nel Teatro 5 ci Cinecittà, storico studio che ha ospitato Fellini più e più volte. Un forte rimando al luogo è la presenza, seppur accennata, di una delle muse del maestro: Sandra Milo. Esterni ricostruiti all’interno in maniera evidente, il teatro che nuovamente entra nella sala cinematografica.

Il materiale emotivo (2021)
Il materiale emotivo (2021)

Il materiale emotivo è come una piccola favola che si scontra con la realtà, ponendo un grande ossimoro sin da subito – cioè come un materiale possa avere emozioni – e allo stesso tempo “piantando” nella mente di chi guarda un importante quesito: qual è il nostro materiale emotivo? Chi vi trova risposta ha davvero capito l’intento del film.

Note positive

  • Sensazioni parigine ben ricostruite
  • Interpretazione, soprattutto Matilda de Angelis

Note negative

  • Sovrabbondanza di citazionismo

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