Obsession (2025): il riflesso della Gen Z

Recensione, trama e cast di Obsession, pellicola horror del 2025 per la regia di Curry Barker, distribuito al cinema dal 14 maggio 2026.

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R. Inde Navarrette stars as Nikki and Michael Johnston as Bear in OBSESSION, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC
R. Inde Navarrette stars as Nikki and Michael Johnston as Bear in OBSESSION, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC

Obsession

Titolo originale: Obsession

Anno: 2025

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Horror

Casa di produzione: Blumhouse Productions, Capstone, Tea Shop, Under the Shell

Distribuzione italiana: Universal Pictures

Durata: 108 minuti

Regia: Curry Barker

Sceneggiatura: Curry Barker

Fotografia: Taylor Clemons

Montaggio: Curry Barker

Musiche: Rock Burwell

Attori: Michael Johnston, Inde Navarrette, Cooper Tomlinson, Megan Lawless, Andy Richter

Trailer di “Obsession”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Obsession di Curry Barker è uscito nelle sale italiane il 14 maggio 2026, dopo essere stato presentato in anteprima il precedente 5 settembre al Toronto International Film Festival. Curry Barker, classe 1999, nonostante la giovane età e il debutto avvenuto soltanto l’anno scorso con il lungometraggio horror Milk & Serial, è riuscito a scrivere e dirigere un’opera del tutto innovativa. Nonostante la poca esperienza e un budget che si aggira intorno ad 1 milione di dollari, il film ha già conquistato la critica: su Rotten Tomatoes presenta un indice di gradimento del 96% basato su 76 recensioni.

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Trama di “Obsession”

Il film racconta di Bear, un impiegato in un negozio di musica, il quale ormai da tempo prova attrazione per Nikki, sua collega e amica d’infanzia, la quale non sembra per nulla ricambiare il sentimento romantico. Quando casualmente Bear va incontro a un oggetto, il One Wish Willow, il quale permette di esprimere un solo desiderio irreversibile, non può credere ai suoi occhi e lo acquista subito. Tornato a casa esprime tale desiderio e questo si avvera istantaneamente. Ben presto, però, si rende conto che tale desiderio ha reso Nikki una persona vuota e completamente ossessionata da lui, in un modo disumano e molto pericoloso, sia per la salute effettiva di Nikki che per tutte le persone che stanno attorno ai due ragazzi. Ogni tentativo di Bear di far disinnamorare Nikki risulta inutile; anzi, sembra che ogni volta che lui si allontani da lei, quest’ultima diventi sempre più ossessiva e alienata dalla realtà. Da qui, il più grande desiderio di Bear si trasformerà nel suo incubo peggiore.

Recensione di “Obsession”

Il lungometraggio, come già accennato in precedenza, nonostante sia una delle prime opere di Curry Barker, risulta essere un gioiellino della nuova generazione di film horror. Ormai si sa che l’horror è uno dei generi più in voga degli ultimi anni; sia per motivi economici, come un box office assicurato, sia perché riesce a trasformare dinamiche di tutti i giorni in qualcosa di grottesco, macabro e ansiogeno, portando sempre più giovani a rifrequentare il cinema. In questo caso si è semplicemente partiti da un desiderio comune a tutti, ovvero dei sentimenti ricambiati: quante volte nel corso della nostra vita è capitato di innamorarsi di persone che in realtà non provavano nulla verso di noi, solo perché ci affascinava il fatto di non essere ricambiati, vedendo tutto ciò come una sfida e, sotto sotto, anche come un colpo basso nei confronti del nostro ego?

Infatti, in questo film Bear, interpretato da un giovane e bravo Michael Johnston (noto per il ruolo di Corey Bryant in Teen Wolf), incarna perfettamente il ragazzo medio la cui vita ruota maggiormente attorno ai sentimenti verso un’altra persona; una sorta di dipendenza affettiva nei confronti di Nikki che lo spinge persino a esprimere tale desiderio senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze.

All’inizio, appena il desiderio si è avverato, Bear è euforico: non ci può credere neanche lui, dopo tanto tempo la ragazza che ha sempre desiderato lo vuole. Ma dal momento che tale novità si trasforma in abitudine e in morbosità nei suoi confronti, è come se si stufasse, come se non provasse più lo stesso brio ed emozione di un tempo. Durante alcuni momenti del film Nikki, interpretata da Inde Navarrette, ritorna se stessa, come se la Nikki ossessionata effettivamente non sia mai stata lei ma un’altra entità che si è impossessata del suo corpo. Proprio in quei momenti Nikki dichiara a Bear di ucciderla, ammettendo che in realtà lei non ha mai provato dei sentimenti romantici nei suoi confronti. A lui, in quel momento, non interessa di come effettivamente stia la vera Nikki e preferisce lasciarla in quello stato di limbo da sola, piuttosto che cercare di creare una conversazione.

Inoltre, per tutto il film, Bear risulta non tanto interessato al reale stato di Nikki, ma al modo in cui lei si comporta con gli altri per timore di fare una brutta figura, risultando egoista e non dimostrando alle persone attorno a lui la reale natura della vera Nikki, né avvertendoli della pericolosità e dei rischi che possono accadere. Anche l’ultima scena risulta essere l’ennesima azione egoista di Bear: piuttosto che rispondere e andare incontro alle conseguenze che ha causato, andrà a scegliere la via più facile che, al tempo stesso, risulterà essere anche la più drammatica.

Il film risulta essere un’ottima analisi psicologica dell’insicurezza della Generazione Z, la voglia di sentirsi sempre ricambiati e ammirati, grazie anche alla scelta di un cast interamente giovane; ma al tempo stesso aggiunge anche molti tratti gore e splatter, non rendendolo un lungometraggio di psicoanalisi generazionale, ma un film horror con un significato e una trama ben chiari. Inoltre, come per ogni regista Gen-Z che si rispetti, non mancano battute e momenti tragicomici che strappano sempre qualche sorriso in sala, dimenticandosi per qualche millesimo di secondo che siamo andati a vedere un film di genere opposto; un’ironia giovane che rende anche i 108 minuti di film molto meno angoscianti e ansiogeni di un horror classico.

È un film che ti fa riflettere e ti mette in autodiscussione, che ti fa capire che molte volte noi non cerchiamo l’interiorità della persona, ma semplicemente che il sentimento risulta essere amplificato dal rifiuto che percepiamo da parte dell’altra persona. Unico punto a sfavore, magari, risulta essere la durata: quasi due ore di film che potevano essere strette tranquillamente in un’ora e mezza, evitando magari una lentezza nella stesura della trama; ma il regista è riuscito a calibrare magnificamente anche questo aspetto tramite momenti ironici e leggeri.

In conclusione

Obsession dimostra appieno le qualità artistiche di Curry Barker e di come, sempre di più, il genere horror si stia rivoluzionando e avvicinando ai giovani. Non è più solo un genere splatter destinato a una stretta nicchia, ma un linguaggio che parla al pubblico delle comunissime dinamiche di tutti i giorni.Il lavoro di Barker trasforma le ossessioni quotidiane in qualcosa di viscerale, rendendo il cinema dell’orrore uno specchio generazionale capace di comunicare con semplicità e potenza. È la prova che oggi l’horror non serve solo a spaventare, ma a raccontare chi siamo attraverso le nostre paure più comuni.

Note positive

  • Personaggi
  • Significato

Note negative

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Interpretazioni
Emozioni
SUMMARY
4.0
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Giulio Sala Vincitori
Giulio Sala Vincitori

Studente di Economia e Commercio all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una grande passione per il cinema e lo spettacolo.