
I contenuti dell'articolo:
Squali
Titolo originale: Squali
Anno: 2024
Nazione: Italia
Genere: Drammatico, Thriller
Casa di produzione: Magenta Film
Distribuzione italiana: Magenta Film
Durata: 109 minuti
Regia: Alberto Rizzi
Sceneggiatura: Alberto Rizzi
Fotografia: Michele Brandstetter de Bellesini
Montaggio: Gianluca Scarpa, Steve Flamini
Musiche: Gianluigi Carlone
Attori: Mirko Artuso, Diego Facciotti, Sara Putignano, Chiara Mascalzoni, Maria Canal, Gregorio Righetti, Alessandro Apostoli
Trailer di “Squali”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
In due anni, abbiamo visto ben due liberissime trasposizioni filmiche de I fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij. La prima era The old Bachelor, grandiosa epopea iraniana di 190 minuti, la seconda è firmata da Alberto Rizzi ed è Squali, pellicola presentata alla 22esima edizione di Alice nella Città, nella sezione Panorama Italia, che è stata distribuita nei cinema italiani dal 12 novembre 2024, distribuito dalla casa di produzione cinematografica Magenta Film, partendo da una proiezione a Verona, luogo che ha sostenuto la pellicola stessa. Difatti il film è stato prodotto da Magenta Film una realtà cinematografica veneta composta da un gruppo di giovani professionisti che ha scelto di investire con determinazione e passione nel progetto. Producendo e distribuendo Squali nelle sale cinematografiche. Magenta ha avuto l’opportunità, nell’arco di un solo anno di aprire a Verona M-STUDIO, un teatro di posa di 600 metri quadrati, il più grande del Triveneto, pronto ad ogni sfida e progetto.
Trama di “Squali “
Tre fratelli e una sorella sono costretti a tornare nella casa paterna, dove il prepotente e malvagio Leone Camaso, esercita il suo “dominio”, senza lesinare raggiri e inganni a chiunque lo ostacoli. La tensione tra i fratelli, Demetrio, ex militare rancoroso; Ivan, sportivo a fine carriera che tenta di riconquistare la fidanzata con ogni mezzo; Alessio, seminarista determinato a riscattare l’anima perduta della sua famiglia; Sveva, figlia ribelle in perenne lotta cresce minuto dopo minuto, l’odio tra di loro è inferiore solo a quello che tutti e quattro provano verso il padre.

Recensione di “Squali”
La colonna portante è la famiglia, ma i personaggi che la compongono sono spogliati di ogni pudore e legame affettivo reale, accomunati da una crudeltà che sembra una risposta al dolore e alla solitudine. Squali si fa largo a colpi di simbolismi, dialetto veneto e tanta disfunzionalità familiare. Fin dai titoli di inizio, che sembrano omaggiare quelli di Uccellacci e uccellini, il film dimostra di voler attingere a un repertorio surreale e di voler sorprendere lo spettatore, senza accompagnarlo per mano.
Rizzi ha dalla sua un notevole livello tecnico e gioca sul filo del fuorigioco rischiando di sconfinare in un eccessivo virtuosismo. La sensazione è che in certi casi la messa in scena rincorra più l’esercizio di stile che non le necessità della storia. Tuttavia costruisce piani sequenza complessi e ben orchestrati e offre una fotografia di grande qualità che lascia emergere i colori freddi del paesaggio montano. Gli splendidi scorci di montagna comunicano sensazioni contrastanti: da una parte, i campi larghi fanno sembrare gli uomini minuscoli e abbandonati nella solitudine di un mondo sconfinato; dall’altra, le montagne trasmettono senso di oppressione, quella stessa che il padre Leone provoca ai suoi figli.
Il tentativo di emancipazione è uno dei punti cardine dell’opera ed è in quest’ambito che la tematica femminile fa il suo ingresso trionfale. Le donne sono mira degli istinti sessuali maschili, della loro violenza e della loro prepotenza. Durante il film assistiamo a un’interessante evoluzione della figlia Sveva, che è forse quella che – alla fine dei giochi – è la parte più attiva nella ribellione al padre.
La prima parte riesce a presentare bene i personaggi e a instaurare una tensione latente tra di loro e a far percepire il contesto malato in cui si muovono. Nella seconda parte, una sostanza inferiore alla forma rende l’opera dispersiva e un po’ discontinua, ma sul finale il film riprende le redini e chiude con un guizzo di speranza, che mantiene i toni cupi e non stona con il resto.
Tante idee, tanta tecnica e forse un pizzico di confusione, ma il risultato finale offre comunque svariati spunti, cosa non scontata se si considera il coefficiente di difficoltà del progetto in questione.

In conclusione
Squali è come un autista che – per percorrere una determinata tratta – si perde in qualche deviazione e rallentamento di troppo, ma alla fine raggiunge la destinazione e riesce a rendere il viaggio sufficientemente piacevole. Un film che osa, alterna momenti di grande interesse ad altri meno a fuoco e soffre di una pretenziosità che a volte prende il sopravvento. L’ambizione è l’arma a doppio taglio di un’opera che merita di essere vista, ma che forse non esprime tutto il suo potenziale.
Una pellicola che – tra fronzoli e lungaggini evitabili – mostra tanta ricerca, grande conoscenza del romanzo di partenza e un innegabile talento dietro la macchina da presa.
Note positive
- Regia
- Fotografia
- Recitazione
- Coraggio nella messa in scena
- Attualizzazione delle tematiche
Note negative
- Dispersività
- Discontinuità
- Qualche virtuosismo eccessivo

