Lezioni di piano (1993): musica ed erotismo

Lezioni di piano

Titolo originale: The Piano

Anno: 1993

Paese: Australia, Francia, Nuova Zelanda

Genere: Drammatico, Sentimentale

Casa di produzione: CiBy 2000, Jan Chapman Productions

Distribuzione: Mikado Film

Durata: 120 minuti

Regia: Jane Campion

Sceneggiatura: Jane Campion

Fotografia: Stuart Dryburgh

Montaggio: Veronika Jenet

Musiche: Michael Nyman

Attori: Holly Hunter, Harvey Keitel, Anna Paquin, Sam Neill, Kerry Walker, Geneviève Lemon, Ian Mune, Peter Dennett

Trailer di Lezioni di piano

Lezioni di piano è un film drammatico sentimentale del 1993, scritto e diretto da Jane Campion, recentemente regista de Il potere del cane, film vincitore come “Miglior film drammatico”, “Miglior regista” e “Miglior attore non protagonista” ai Golden Globe 2022.

Lezioni di piano vinse numerosi premi, tra cui la Palma d’oro al 46º Festival di Cannes (Jane Campion divenne così la prima donna ad aver vinto tale premio) e tre Premi Oscar nel 1994 come “Miglior attrice protagonista”, “Miglior attrice non protagonista” e “Miglior sceneggiatura non originale”, divenendo il film australiano con il maggior numero di Oscar vinti (fino al 2016). Il premio Oscar come migliore attrice non protagonista è stato vinto da Anna Paquin, ad 11 anni, divenendo la seconda più giovane della storia.

Holly Hunter e Anna Paquin in Lezioni di piano

Trama di Lezioni di piano

Nella metà dell’Ottocento una donna affetta da mutismo, Ada McGrath, vedova e con una figlia, si trasferisce in Nuova Zelanda, dove è costretta a sposare per convenienza familiare un commerciante, Alisdair Stewart. Ella porta con sé il suo pianoforte, unica sua consolazione, ma le viene impedito di suonarlo. Con l’aiuto di uomo all’apparenza rozzo, amico e socio del marito, George Baines, che decide di acquistare lo strumento, potrà continuare a suonarlo, a patto che lei gli dia delle lezioni. Egli sfrutterà questa situazione a suo vantaggio, per provare a conquistare questa donna così apparentemente fredda e distaccata.

Recensione di Lezioni di piano

La poesia della colonna sonora di Michael Nyman alimenta la potenza simbolica vibrante di una delle pellicole più importanti della regista Jane Campion; elegante e capace di toccare le corde più nascoste dell’animo, la musica qui non è solo mero accompagnamento ma dona voce e corpo non solo all’andamento della narrazione, ma soprattutto alla protagonista. Ada, interpretata da una splendida e magistrale Holly Hunter, è muta sin dall’infanzia: ciò che la rende capace di comunicare con il mondo esterno è proprio il suo pianoforte, che non può fare a meno di suonare.  

Scena di Lezioni di piano

Il titolo originale è The piano non a caso: esso è l’oggetto attorno cui ruota l’intero film, considerabile quasi come un vero e proprio personaggio che acquista linfa vitale, che muove la narrazione, quasi si scolla dal suo essere pura funzione. E’ ciò da cui scaturisce l’eros e il thanatos, materia di cui questa pellicola è composta. Il pianoforte è un simbolo, è il motore degli eventi, diviene letteralmente comunicazione: in una delle sequenze più importanti della pellicola, sarà proprio tramite uno dei tasti che Ada tenterà d’inviare un messaggio d’amore. L’energia di lei, nascosta da una freddezza e rigidità iniziale, si manifesta proprio tramite le dita che si posano sul piano.

L’eleganza della colonna sonora accompagna l’altrettanta bellezza della messa in scena in un rapporto simbiotico: vi è una ricerca estetica disarmante nella regia della Campion, che vede una ricchezza di campi lunghi, che donano ampio respiro alla narrazione, di primi piani e totali, di movimenti fluidi e talvolta statici della macchina da presa. La fotografia vede un’alternanza ponderata dei toni caldi e toni freddi e la luce, come la musica, avvolge i corpi in scena.  E a proposito di corpi, è proprio qui che si evidenzia ancora una volta la sofisticata ricerca della regista; la figura maschile viene denudata, molto più spesso di quella femminile se pensiamo ai tipici canoni della rappresentazione (facendo riferimento al male gaze, sguardo maschile che rende la donna oggetto sessuale), canoni che, appunto, vengono quasi sovvertiti. Il corpo non è solo oggetto della macchina da presa, ma manifestazione dell’eros, del desiderio, senza mai scadere nella volgarità.

Scena di Lezioni di piano

Le scene in cui protagonisti sono i personaggi di Ada e George Baines sono di una potenza ed eleganza disarmante. Sequenze in cui viene messo in scena un gioco erotico talvolta sottile, talvolta reso esplicito: uno scambio dominato dalla musica e dalla venerazione anche solo di un centimetro di pelle.

Interessante la rappresentazione della mascolinità (tema caro alla regista, come si può notare anche nel recente Il potere del cane) e della società patriarcale: esplicativa la sequenza che precede il finale, in cui vi è espressione totale del possesso del personaggio interpretato da Sam Neill, scena in cui ad Ada viene tolto qualcosa di estremamente importante per lei (e così facendo le viene estirpata la sua vitalità).

Scena di Lezioni di piano

Nel finale, in cui avviene letteralmente una riemersione della protagonista, vi è la speranza di un nuovo inizio, di una nuova vita, di una nuova consapevolezza.

Lezioni di piano è la prova assoluta del talento di una regista straordinaria come Jane Campion, che sa maneggiare con maestria rara i corpi e la recitazione degli attori, le ambientazioni, la fotografia e la musica straordinaria di Michael Nyman, in una perfetta simbiosi.

Note positive

  • Colonna musicale
  • Interpretazione degli attori
  • Fotografia
  • Regia elegante ed esteticamente curata

Note negative

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