Un film fatto per Bene (2025). Franco Maresco torna a dissacrare il cinema italiano. Venezia 82 Concorso

Recensione, trama, cast del film Un film fatto per Bene (2025) di Franco Maresco, presentato in concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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UN FILM FATTO PER BENE (BRAVO BENE!) - Official still Biennale Cinema 2025
UN FILM FATTO PER BENE (BRAVO BENE!) – Official still Biennale Cinema 2025

Un film fatto per Bene

Titolo originale: Un film fatto per Bene

Anno: 2025

Paese: Italia

Genere: Documentario

Casa di Produzione: Lucky Red, Dugong Films, Eolo Film Productions

Distribuzione italiana: Lucky Red

Durata: 100’

Regia: Franco Maresco

Sceneggiatura: Franco Maresco, Claudia Uzzo, Umberto Cantone, Francesco Guttuso

Fotografia: Alessandro Abate

Montaggio: Paola Freddi, Francesco Guttuso

Musica: Salvatore Bonafede

Attori: Franco Maresco, Umberto Cantone, Bernardo Greco, Francesco Conticelli, Marco Alessi, Francesco Puma, Antonio Rezza

Trailer di “Un film fatto per Bene”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Presentato in concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 5 settembre 2025, Un film fatto per Bene segna il ritorno di Franco Maresco – vincitrore del Premio Speciale della Giuria nel 2019 con La mafia non è più quella di una volta – con un’opera che riflette sulle tensioni tra creazione artistica e produzione cinematografica. Il film è stato prodotto da Lucky Red in collaborazione con Dugong Films ed Eolo Film Productions, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Sicilia Film Commission e dell’Apulia Film Commission.

Durante la lavorazione, il film ha subito una brusca interruzione dovuta a dissidi tra regista e produzione, evento che ha influenzato radicalmente la struttura narrativa dell’opera. Una curiosità riguarda la partecipazione di Umberto Cantone, storico collaboratore di Maresco, che nel film assume un ruolo centrale non solo come interprete ma anche come figura chiave nel tentativo di ricostruire il senso del progetto originario.

Girato in parte in bianco e nero, rende la  natura ibrida di questa pellicola – tra documentario e finzione – pari a un oggetto cinematografico atipico, in linea con la poetica del regista palermitano.

La distribuzione nelle sale italiane è iniziata il 6 settembre 2025, mentre la disponibilità sulle principali piattaforme digitali è prevista per l’autunno. Il trailer ufficiale è stato diffuso l’8 agosto, suscitando interesse per il tono metacinematografico del progetto.

Trama di “Un film fatto per Bene”

Franco Maresco torna con un’opera che sfida le convenzioni del racconto cinematografico, costruita attorno al fallimento di un progetto dedicato a Carmelo Bene. Il film si apre con le riprese di un omaggio al celebre artista, ma il set si trasforma presto in un campo di tensioni e incomprensioni. Dopo l’ennesimo scontro tra il regista e la produzione, il progetto viene interrotto e Maresco sparisce dalla scena, lasciando dietro di sé frammenti di un’opera incompiuta.

A raccogliere i pezzi è Umberto Cantone, amico e collaboratore, che si mette sulle tracce del regista e dei protagonisti coinvolti, cercando di ricostruire il senso di ciò che è stato girato. Il film si sviluppa come un’indagine tra realtà e finzione, dove il confine tra il documentario e la messa in scena si fa sempre più labile.

Attraverso interviste, materiali d’archivio e momenti di surreale ironia, Un film fatto per Bene diventa una riflessione sul cinema stesso: sul suo potere, sulla sua fragilità, e sull’impossibilità di controllarne davvero il corso. Maresco firma un’opera che è al tempo stesso un’autopsia e un atto d’amore verso l’arte e il caos che la genera.

Recensione di “Un film fatto per Bene”

Franco Maresco bisogna conoscerlo per capirne appieno la sua cinematografia. Non gli è mai interessato fare cassetta e anche nel momento del massimo fulgore – con il compagno d’avventura Daniele Ciprì in Cinico Tv – si è sempre opposto alle leggi di mercato.

Voi siete il minimo sindacale del pensiero (Franco Maresco al suo cast di attori)

Nel regista palermitano ha sempre prevalso l’idea di proporre qualcosa che andasse oltre la storia. Usa il cinismo per una rappresentazione della realtà che poi non è così dissimile da quella impressa sulla pellicola. Con Totò che visse due volte (1998) già propose una storia nella storia stessa. Da Belluscone. Una storia siciliana (2014) diventa ancor più evidente la sua volontà di rappresentare la realtà sociale e politica con crudo cinismo senza però intaccarne la verità.

Il maestro dell’anticonformismo cinematografico

Maresco può essere considerato a tutti gli effetti una via di mezzo fra un regista neorealista, ma sarebbe stretta questa definizione visto che sfocia spesso anche nel surrealismo e nel grottesco. Lui non ha confini e non ha eguali.

Un film fatto per Bene è l’ennesima provocazione: un film che non vedrà mai la luce nel film che invece segue più fili narrativi. Un miscuglio fra autobiografia e satira. Non per niente si prende a prestito la figura di Carmelo Bene, gran dissacratore della cultura italiana e di cui si vede ben poco in realtà.

Sono il Carmelo Bene del XXI secolo (Franco Maresco)

L’idea è quella di far passare questo lavoro come un film sull’artista di Campi Salentina e invece dissacra il cinema, con il suo cast improbabile e improponibile, richiamando perfino Bergman, in una partita a scacchi in cui un giocatore ammette candidamente di non saperci giocare. Ma portare alla realizzazione questo film diventa:

… il solo modo per dare forma alla rabbia e all’orrore che provo per questo mondo di merda! (Franco Maresco)

Quando il marketing diventa satira sociale

Lo spunto della (presunta) lite con Andrea Occhipinti, produttore della Lucky Red e filmicida acclarato dall’autore palermitano, diventa idea per un percorso nel passato di Maresco, come in un commiato in cui evidenzia l’importanza di chi lo ha accompagnato e chi ancora gli sta al fianco, con una pazienza infinita.

Da tempo mi sono accorto che ogni mio film non è stato altro che una trappola in cui mi andavo a infilare con impietoso autolesionismo. (Franco Maresco)

Anche in questo caso, però, Maresco non può negarsi quell’ironia sadica sulla nostra società, andando a proporre dietro le quinte dei suoi film più politicamente sagaci piuttosto che ironizzando crudelmente su personaggi televisivi e facendoli parte di una non-cultura ormai acclarata come dominante.

La squadra che non tradisce mai

Il regista, accompagnato dai suoi fedeli collaboratori, gioca sempre fra bianco e nero e colore, usa la macchina da presa in stile documentaristico senza però togliersi lo sfizio di inquadrature che portano la sua impronta. I dialoghi sagaci e irriverenti, i suoi allampanati attori e un cast che lo asseconda allo stremo delle proprie forze sono il plus di questa pellicola.

Il cinema nel cinema con nostalgica ironia dove tutti hanno una parte fondamentale, anche nella loro – a volte – incompetenza. E noi non possiamo che comprendere l’autista, che a ogni frase fa invocazioni religiose perché, quando hai davanti la realtà, in maniera così schietta, ti verrebbe anche voglia di essere dissacrante.

Avrei dovuto dare ascolto alla signorina Filomena, la vecchia maestra che mi faceva il doposcuola alle elementari, la quale mi ripeteva sempre la storiella della gatta e del lardo, ma oramai è tardi per pentirsi. Tra l’altro, nel frattempo, il lardo è pure finito. (Franco Maresco)

In conclusione

Un film fatto per Bene è una provocazione riuscita ma non al massimo. Non è il miglior lavoro di Maresco, più complesso dei soliti perché frazionato. Ma sempre funzionale alla sua cinica ironia che sicuramente non piacerà a puritani e terrapiattisti. Adatto per gli amanti del cinema, perché di cinema si tratta in questo mise en abyme crudelmente voyeuristico e anticonvenzionale.

Note positive

  • Originalità
  • Ironia condita da denuncia sociale

Note negative

  • Non adatto a chi non ama il genere

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Musiche
Interpretazione
Emozioni
SUMMARY
3.4
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Renato Soriano
Renato Soriano

Mi occupo di spettacolo ed eventi culturali dal lontano 1991. Nasco come attore per diventare poi regista e autore teatrale. I miei studi mi hanno portato a specializzarmi verso la rappresentazione omonormativa nel cinema, italiano e non. Inoltre, sono ideatore del progetto TeatRealtà, legato alla consapevolezza delle nuove tecnologie usando il teatro come realtà.