Una di famiglia (2025). Un thriller con un buon potenziale, ma che non osa.

Recensione, trama e cast del film thriller Una di famiglia (2025), pellicola d'inizio 2026 con un cast con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried

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Sydney Sweeney as Millie Calloway in The Housemaid. Photo Credit: Daniel McFadden/Lionsgate © 2025 Lionsgate
Sydney Sweeney as Millie Calloway in The Housemaid. Photo Credit: Daniel McFadden/Lionsgate © 2025 Lionsgate

Trailer di “Una di famiglia”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

“Una di famiglia” è un thriller diretto da Paul Feig, in uscita nei cinema italiani il 1 gennaio 2026, trasposizione del libro con il titolo omonimo. Il cast include Sydney Sweeney nel ruolo di Millie Calloway, Amanda Seyfried come Nina Winchester e Brandon Sklenar come Andrew Winchester. Completano il cast Michele Morrone, Megan Ferguson, Ellen Tamaki, Indiana Elle, Maury Ginsberg, Brian D. Cohen e Don DiPetta. Il film ha avuto un’anteprima speciale a New York a dicembre 2025, con il cast e i realizzatori presenti sul red carpet.

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Trama di “Una di famiglia”

Millie, interpretata da Sydney Sweeney, è una giovane donna in cerca di un nuovo inizio che accetta un lavoro come domestica nella lussuosa casa dei Winchester, una famiglia apparentemente perfetta, sospesa tra ricchezza ostentata e inquietante silenzio. L’abitazione, isolata e impeccabile, diventa presto il fulcro di un equilibrio fragile, fatto di regole non dette e presenze costanti. Nina, la padrona di casa interpretata da Amanda Seyfried, esercita su Millie un fascino ambiguo, alternando momenti di apparente confidenza a improvvisi scatti emotivi. Andrew, suo marito, mantiene invece un atteggiamento distante, osservatore discreto di dinamiche che sembrano sfuggire a ogni definizione lineare.

Con il passare dei giorni, Millie avverte un crescente disagio: piccoli episodi, dettagli solo in apparenza insignificanti e comportamenti contraddittori incrinano l’idea di normalità. Il lavoro quotidiano la immerge sempre più nella vita privata dei Winchester, fino a trascinarla in un gioco di ruoli in cui vittima e carnefice, controllo e dipendenza si confondono progressivamente. Le relazioni si caricano di tensione, i confini emotivi si assottigliano e la casa, da spazio di sicurezza, si trasforma in un luogo di sorveglianza e sospetto, dove ogni gesto sembra osservato e ogni silenzio nasconde un potenziale pericolo.

Recensione di “Una di famiglia”

Una di famiglia si muove entro i confini del thriller domestico, scegliendo di esplorare l’ambiguità emotiva e relazionale più che l’azione pura. La tensione nasce dall’atmosfera, dalla percezione dell’ambiente, da ciò che si insinua tra le pieghe del quotidiano. La casa, un luogo inizialmente rassicurante, si riconfigura progressivamente come spazio di sorveglianza e controllo. Il regista Feig costruisce il film attraverso l’osservazione minuziosa di gesti, silenzi e sguardi, mentre la scelta di una fotografia smussata, anche se elegante, talvolta attenua l’asprezza emotiva che la storia suggerirebbe.

La narrazione regge per il confronto tra le due protagoniste. Difatti Sydney Sweeney offre un’interpretazione abbastanza calibrata, sospesa tra vulnerabilità e resistenza, invece Amanda Seyfried per il suo personaggio abbraccia un registro volutamente sopra le righe, oscillando tra fascino e instabilità. In questo dialogo di opposti il film trova i suoi momenti più incisivi, pur lasciando emergere alcune ambiguità irrisolte. Risulta invece poco sfruttato il personaggio di Andrew, il marito, che poteva essere molto più disturbante. La sceneggiatura infatti, tende a semplificare le dinamiche psicologiche del trio protagonista, affidandosi molte volte a snodi narrativi che rivelano la base letteraria del soggetto.

La narrazione procede per rivelazioni progressive che mantengono viva l’attenzione, ma non evitano una certa prevedibilità strutturale. Alcuni passaggi chiave risultano più funzionali che realmente necessari e la storia oscilla tra l’aspirazione a un thriller disturbante e la volontà di restare entro coordinate di intrattenimento più rassicuranti, ma nel contempo limitanti. Anche se il film affronta temi come il potere economico, la struttura delle relazioni e l’illusione della sicurezza domestica, non riesce però ad approfondirli fino in fondo. A causa di queste problematiche narrative, la tensione rimane spesso suggerita più che indagata e il finale seppur coerente, lascia affiorare la sensazione di un potenziale solo in parte espresso. Resta comunque una pellicola che funziona nel suo complesso e perfettamente consapevole del proprio pubblico.

In conclusione

La pellicola è un thriller che preferisce insinuare piuttosto che esplicitare e che raramente sceglie di mettere davvero in discussione la sua struttura narrativa. Un peccato perché anche se ha del buon potenziale, non riesce ad avere quel quid in più per spiccare nei film di genere.

Note positive

  • Trama di partenza
  • Regia

Note negative

  • Un thriller con un ottimo potenziale, ma che non riesce ad osare come dovrebbe

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e Sonoro
Emozione
Interpretazione
SUMMARY
3.2
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Tatiana Coquio
Tatiana Coquio

Amo alla follia la settima arte, la sceneggiatura è ciò che mi interessa di più in un film, tanto da aver fatto degli studi in merito.
Star Wars fan da una vita e serie TV addicted.
Lettrice e scrittrice compulsiva, sempre pronta ad appuntare note e pensieri un po' ovunque, quando posso viaggio per il mondo accompagnata dal mio fido ipod e una colonna sonora a tema.