Wicked – Parte 2 (2025). Un Finale Epico tra Amicizia, Tradimento e Redenzione

Il film di Jon M. Chu chiude il cerchio narrativo iniziato con la genesi dell'amicizia impossibile tra Elphaba e Glinda, immergendoci in un mondo che esplora temi universali come il potere, la corruzione, il sacrificio e la forza indistruttibile dei legami umani.

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L to R: Jonathan Bailey is Fiyero and Ariana Grande is Glinda in WICKED FOR GOOD, directed by Jon M. Chu. © Universal Studios. All Rights Reserved.
L to R: Jonathan Bailey is Fiyero and Ariana Grande is Glinda in WICKED FOR GOOD, directed by Jon M. Chu. © Universal Studios. All Rights Reserved.

Wicked – Parte 2

Titolo originale: Wicked: For Good

Anno: 2025

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: fantastico, musicale

Casa di produzione: Marc Platt Productions, Universal Pictures

Distribuzione italiana: Universal Pictures

Durata: 138 minuti

Regia: Jon M. Chu

Sceneggiatura: Winnie Holzman, Dana Fox

Fotografia: Alice Brooks

Montaggio: Myron I. Kerstein

Musiche: Stephen Schwartz, John Powell

Attori: Cynthia Erivo, Ariana Grande, Jeff Goldblum, Michelle Yeoh, Jonathan Bailey, Ethan Slater, Marissa Bode, Peter Dinklage, Adam James

Trailer di “Wicked – Parte 2”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

“Wicked – Parte 2” è diretto da Jon M. Chu. Si tratta del sequel diretto di Wicked, è l’adattamento cinematografico dell’Atto II del musical teatrale Wicked di Stephen Schwartz e Winnie Holzman, tratto dal romanzo Strega – Cronache dal Regno di Oz in rivolta di Gregory Maguire, a sua volta una rivisitazione de Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum. Prodotta da Marc Platt Productions e Universal Pictures, la pellicola è interpretata da Cynthia Erivo, Ariana Grande, Jeff Goldblum, Michelle Yeoh, Jonathan Bailey, Ethan Slater, Marissa Bode, Peter Dinklage, Adam James. Il lungometraggio è distribuito da Universal Pictures dal 19 novembre 2025.

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Trama di “Wicked – Parte 2”

Da quando si è opposta al Mago di Oz, Elphaba è stata soprannominata la Malvagia Strega dell’Ovest dagli abitanti di Oz, che la credono perfida. Nel frattempo, Glinda è diventata la figura popolare del regime del Mago e viene soprannominata Glinda la Buona, mentre Fiyero diventa il capitano delle guardie del Mago, sebbene dubiti ancora della colpevolezza di Elphaba.

Recensione di “Wicked – Parte 2”

Dopo l’attesa generata dalla prima parte, “Wicked – Parte 2” arriva a concludere la saga che ha riscritto la mitologia del Mago di Oz, portando sullo schermo il capitolo finale di una delle storie più complesse e stratificate del teatro musicale contemporaneo. Il film di Jon M. Chu chiude il cerchio narrativo iniziato con la genesi dell’amicizia impossibile tra Elphaba e Glinda, immergendoci in un mondo che esplora temi universali come il potere, la corruzione, il sacrificio e la forza indistruttibile dei legami umani.

Una storia di scelte impossibili

La forza narrativa di “Wicked – Parte 2” risiede nella sua capacità di mantenere alta la tensione emotiva attraverso un intreccio di decisioni morali che definiscono il destino dei protagonisti e l’intero futuro di Oz. Elphaba (Cynthia Erivo), ora completamente trasformata nel simbolo della ribellione contro il regime del Mago, è una fuggitiva braccata, marchiata come la “Strega Malvagia dell’Ovest” dalla propaganda del potere.

La sua lotta per la libertà degli animali parlanti – creature perseguitate e ridotte al silenzio – diventa una battaglia esistenziale contro un sistema che manipola la verità e costruisce nemici immaginari per consolidare il proprio controllo. Dall’altra parte, Glinda (Ariana Grande) si trova intrappolata in una gabbia dorata: celebrata come “Glinda la Buona”, è diventata l’icona rassicurante del regime, il volto sorridente che il Mago di Oz (Jeff Goldblum) usa per legittimare le proprie menzogne.

Ma dietro quella facciata perfetta si nasconde un tormento profondo. Glinda è lacerata tra il dovere verso un popolo che l’adora e la nostalgia per l’amicizia perduta con Elphaba, tra la comodità del potere e la consapevolezza crescente di essere complice di un’ingiustizia. Il film esplora questo conflitto interiore, mostrando come la popolarità e l’approvazione sociale possano trasformarsi in catene tanto pesanti quanto quelle della persecuzione.

Il rapporto tra le due protagoniste è il cuore pulsante della narrazione. La loro amicizia, un tempo fonte di forza reciproca, si è frantumata sotto il peso delle scelte incompatibili, ma il legame emotivo rimane intatto, come una ferita aperta che non smette di sanguinare.

Un cast straordinario al servizio della storia

Cynthia Erivo offre un’ottima performance. La sua Elphaba è una donna consumata dalla passione per la giustizia, ma anche profondamente ferita dal tradimento e dall’isolamento. Erivo porta sullo schermo una vulnerabilità che contrasta potentemente con la forza esteriore del personaggio, rendendo Elphaba una figura tragica e profondamente umana. La sua voce, potente e ricca di sfumature, trasforma ogni numero musicale in un manifesto emotivo: dalle note disperate di chi lotta contro l’ingiustizia alle melodie malinconiche di chi ha perso tutto ciò che amava.

Ariana Grande, purtroppo, risulta essere un pò finta, robotica e poco espressiva. Lontana dall’immagine di pop star, Grande costruisce un personaggio stratificato, che passa dalla frivolezza apparente alla profondità emotiva non sempre con credibilità. Nonostante questo, la sua Glinda non è semplicemente “la buona”: è una donna intelligente e ambigua, capace di manipolazione ma anche di genuino affetto, intrappolata in un ruolo che ha scelto per debolezza più che per convinzione. La chimica tra Erivo e Grande è forte: le loro scene insieme sono cariche di tensione affettiva.

Jeff Goldblum prova a regalare un Mago di Oz affascinante e inquietante, un ciarlatano carismatico che ha costruito il proprio potere su una montagna di bugie. Purtroppo, anche lui è poco credibile e, soprattutto, è troppo sopra le righe. Il Mago è un villain umano: non un mostro, ma un uomo comune che ha scoperto quanto sia facile ingannare chi ha bisogno di credere.

Michelle Yeoh è una credibile ed espressiva Madame Morrible, una donna manipolatrice ed egoista. Brava Marissa Bode, nei panni di Nessarose; Ethan Slater (Boq) e Jonathan Bailey (Fiyero) completano il mosaico con buone performance.

L’arrivo dal Kansas: una minaccia che cambia tutto

L’ingresso in scena della ragazza dal Kansas – riferimento diretto a Dorothy – rappresenta il catalizzatore finale che precipita gli eventi verso la loro inevitabile conclusione. La sua presenza, apparentemente innocente, mette in pericolo Nessarose e crea una serie di conseguenze a catena che coinvolgono Boq e Fiyero in modi tragici e inaspettati.

Il film gioca con la conoscenza pregressa che il pubblico ha della storia del Mago di Oz, trasformando eventi familiari in momenti di tensione emotiva. Ciò che conoscevamo come fiaba diventa tragedia; ciò che sembrava semplice si rivela complesso e moralmente ambiguo.

Il confronto finale: coraggio, amicizia e destino

Il culmine narrativo del film è il confronto finale tra Elphaba e Glinda, un bel momento cinematografico. Le due donne, separate da scelte inconciliabili ma unite dall’ affetto. È una scena intima e epica, personale e politica. Il loro dialogo – supportato da una regia che privilegia i primi piani – esplora la possibilità e l’impossibilità della riconciliazione, la forza di perdonare e il coraggio di scegliere la propria strada anche quando significa perdere ciò che si ama di più.

Il destino di Oz, e con esso il significato stesso di “bene” e “male”, viene messo in discussione da questo confronto. Il film suggerisce che la vera eroicità non sta nel vincere, ma nel mantenere la propria integrità morale anche di fronte alla sconfitta; che la vera amicizia può sopravvivere alla distanza e al disaccordo; che il coraggio più grande è quello di rimanere fedeli a se stessi quando il mondo intero ti chiede di cambiare.

Una festa per occhi e orecchie

Dal punto di vista tecnico, “Wicked – Parte 2” è uno spettacolo sontuoso. I costumi sono opere d’arte in movimento: ogni abito racconta una storia, ogni dettaglio comunica un’evoluzione del personaggio. Il guardaroba di Glinda diventa progressivamente più opulento e imprigionante, riflettendo la sua trasformazione in icona del regime; quello di Elphaba, al contrario, si fa più essenziale e pratico, simbolo della sua scelta di rinunciare a tutto per rimanere libera. La fotografia crea un contrasto visivo potente tra il mondo scintillante e artificiale della Città di Smeraldo e i paesaggi selvaggi dove Elphaba trova rifugio.

Le scenografie sono maestose senza essere soffocanti, creando un mondo fantastico che mantiene però una credibilità emotiva. E poi c’è la musica: le partiture di Stephen Schwartz, già belle sulla scena teatrale, acquistano nuova vita nell’adattamento cinematografico. Le voci di Erivo e Grande sono semplicemente sublimi, capaci di trasmettere emozioni. I numeri musicali sono integrati organicamente nella narrazione, ma non sempre al servizio dello sviluppo emotivo dei personaggi.

Il problema della durata: una storia che poteva essere più serrata

Tuttavia, per quanto molto buono in molti aspetti, “Wicked – Parte 2” soffre di un problema significativo: la lunghezza eccessiva. Con le sue 2 ore e 17 minuti, il film fatica a mantenere il ritmo narrativo costante. Ci sono sequenze che, per quanto belle visivamente e ben recitate, risultano ridondanti e rallentano l’azione senza aggiungere elementi sostanziali alla storia o allo sviluppo dei personaggi. È evidente che Jon M. Chu abbia voluto dare spazio a ogni sfumatura emotiva, a ogni numero musicale, a ogni subplot secondario. Ma questa generosità narrativa si traduce, in alcune sezioni, in una sensazione di stasi.

Scene che avrebbero potuto essere condensate vengono invece dilatate, momenti di transizione si trascinano più del necessario. La stessa storia, con una sceneggiatura più asciutta, avrebbe potuto essere raccontata efficacemente in circa 90 minuti, mantenendo intatta la profondità emotiva ma guadagnando in tensione drammatica e ritmo. Questo problema di editing è particolarmente evidente nel secondo atto, dove il film sembra perdere temporaneamente la propria direzione, moltiplicando i sottotrame e i personaggi secondari in modo tale da diluire l’urgenza del conflitto centrale. 

Nonostante i problemi di ritmo, “Wicked – Parte 2” riesce a costruire un finale forte. Il film non offre risposte facili né riconciliazioni comode: mantiene fino alla fine la propria complessità morale, rifiutando di ridurre i personaggi a simboli monodimensionali del bene e del male. Elphaba e Glinda rimangono figure umane, contraddittorie, capaci di grandezza e di debolezza, di eroismo e di compromesso. 

In Conclusione

“Wicked – Parte 2” è un film ambizioso e per molti versi riuscito, che porta a termine con dignità e passione una storia complessa e stratificata. Le performance del cast sono buone, la regia è curata, la produzione è sontuosa, e il cuore emotivo della storia – l’amicizia impossibile tra Elphaba e Glinda – batte forte. I difetti ci sono: la lunghezza eccessiva appesantisce la narrazione e alcune scelte di editing avrebbero potuto essere più coraggiose.

“Wicked – Parte 2” dà una degna conclusione a questa saga di amicizia, tradimento e redenzione. È un film che celebra la complessità morale, che rifiuta le facili dicotomie tra bene e male, che riconosce quanto sia difficile – e quanto sia necessario – rimanere fedeli ai propri valori quando il mondo intero ti chiede di piegarti. E, soprattutto, è un film che celebra l’amore in tutte le sue forme: l’amore romantico, certamente, ma anche e soprattutto quell’amore profondo, devastante e trasformativo che chiamiamo amicizia.

Note Positive

  • Scrittura
  • Regia
  • Recitazione
  • Costumi
  • Scenografie

Note Negative

  • Durata

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e suono
Interpretazione
Emozione
SUMMARY
3.9
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Renata Candioto
Renata Candioto

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, ama il cinema e il teatro.
Le piace definirsi scrittrice, forse perché adora la letteratura e scrive da quando è ragazzina.
È curiosa del mondo che le circonda e si lascia guidare dalle sue emozioni.
La sua filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".