
6:06
Titolo originale: 6:06
Anno: 2025
Nazione: Italia, Portogallo
Genere: drammatico
Casa di produzione: Argo Film, Tranky Film, Filmesdamente, Film Algarve, Film Aim
Distribuzione italiana: LSPG Popcorn
Durata: 90 minuti
Regia: Tekla Taidelli
Sceneggiatura: Tekla Taidelli, Davide Valle, Edoardo Meghetti
Fotografia: Tommaso Lusena de Sarmiento
Montaggio: Fabio Nunziata
Musiche: Neerg
Attori: Davide Valle, George Li Tourniaire, Roberto Sadhi Sersanti, Romina Lo Bue, Ugo Colella
Trailer di “6:06”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
6:06 è il nuovo film di Tekla Taidelli a distanza di 21 anni dal suo debutto da regista (Fuori vena). Il film è stato presentato in occasione della ottantaduesima Mostra del cinema di Venezia nella sezione delle Giornate degli Autori, chiudendo la manifestazione. Nelle sale italiane verrà distribuito nel corso del 2026.
Il cast vede la presenza di Davide Valle già visto in Luna Park (2021) e Catene (2023). Un giovane senza prospettive certe di vita che vive alla giornata cercando di non riflettere sui suoi fallimenti. Valle ha curato anche la sceneggiatura del film insieme alla regista Tekla Taidelli e Edoardo Moghetti. Il ruolo della ragazza francese Jo-Jo è affidato a George Li Tourniaire (Mare Fuori). Il cast è inoltre composto da giovani attori alle prime esperienze attoriali.
Il film segna un ritorno sui temi della tossicodipendenza e sull’alienazione giovanile di Tekla Taidelli che, appunto, aveva descritto situazioni del genere in Fuori vena, il suo debutto alla regia. Oltre a coinvolgere attori non professionisti, Taidelli racconta una storia molto personale che arricchisce il film di un significato notevole.
Trama di “6:06”
Leo è un ragazzo come tanti, vittima della droga e della dispersione giovanile. Vive la sua vita monotona non contando i giorni che passano, fino a quando si rende conto che il tempo non avanza, ma il giorno seguente è sempre lunedì. Sfinito dalla situazione, entra in coma e quando si sveglia conosce Jo-Jo, una ragazza poco più giovane di lui, la quale gli cambierà la vita.
Recensione di “6:06”
Come si può uscire da una spirale negativa se non si hanno prospettive positive sulla vita? In 6:06 Leo è un giovane come tanti, illuso dalla vita e abbattuto dalle sconfitte che ha ricevuto. Il racconto non ci introduce pienamente il protagonista, lasciando che sia lo spettatore a evincere la sua situazione (una casa disordinata, un lavoro sottopagato, debiti con gli spacciatori). Leo non vede una via di uscita fino a quando si rende conto di rivivere sempre lo stesso giorno: il lunedì. Quella routine che lo fa andare fuori di testa e lo costringe a compiere un gesto estremo. Compiendo questo gesto però nascerà un incontro che gli cambierà la prospettiva di vita. Esso avviene con Jo-Jo, anche lei una persona che vive alla giornata e non pensa alle conseguenze delle sue azioni. La ragazza lo convince a partire per il Portogallo, una vera pazzia considerando che deve lasciare alle spalle gli amici, il suo lavoro e la sua casa. In fin dei conti, Leo non ha tanto da perdere e questa è l’occasione di svoltare che tanto aspettava.
6:06 può sembrare un classico film di azione catartica a vantaggio del protagonista, ma in questo caso Leo si rende conto che gli manca sempre qualcosa e non è facile per lui risollevarsi. È emblematica la scena dove, dopo aver ricevuto la notizia di un lutto di una persona a lui cara, ritorna a drogarsi per annebbiare la sua mente. Nonostante l’abuso di sostanze stupefacenti gli abbia quasi fatto perdere la vita, Leo non sembra voler rimediare immediatamente. È la nuova mentalità che Jo-Jo gli fa abbracciare che lo salva. Leo ha capito una cosa: se le cose non funzionano bisogna partire e ritornare quando si è pronti, quando si ha ottenuto delle risposte valide dalla vita e quando si è migliorati.
Il film non cerca mai di giudicare chi è in difficoltà, anzi, vuole mostrare le fragilità di chi non riesce a sconfiggere il proprio demone interiore, arrivando a una conclusione densa di significato. La capacità di risollevarsi nonostante le molteplici avversità che la vita ci affida, soprattutto per i giovani spaventati. La regista afferma:
È un manifesto per i giovani disillusi post-Covid, che spesso mancano di ideali. Ma è anche un messaggio per il cinema indipendente: un film collettivo, fatto con quelli che io chiamo pirati, i miei collaboratori, che ci hanno messo anima e cuore, nonostante le difficoltà produttive.
6:06, infatti, è un film indipendente che dimostra di saper funzionare senza enormi sforzi produttivi. Un film che arriva al cuore grazie al suo messaggio potente e creato da esperienze personali, in questo caso.
Tecnicamente, comunque, 6:06 è un film ben realizzato, con una fotografia che non lascia nulla al caso. L’inizio è in bianco e nero, in quella Civitavecchia che Leo non riesce più a sopportare come la sua vita spenta e monotona. Dopo il coma e il risveglio Leo sembra cambiato così come la fotografia che diventa a colori. È sinonimo di svolta per il protagonista. La colonna sonora è altresì determinante, con musiche hip-hop alternate con elettroniche in modo da dare un netto contrasto ai contesti in cui Leo si immerge.
6:06 è quindi un manifesto per i giovani, ma anche per coloro che non vedono più la vita a colori ma solo in bianco e nero. È un film che ci dà speranza anche in momenti negativi, soprattutto se abbiamo una persona che ci sostiene. Questo è il caso di Jo-Jo che è una sorta di angelo custode per Leo, salvandolo da un destino tremendo. L’amore verso il prossimo è un fattore che muove i fili del mondo.
In conclusione
6:06 ha l’abilità di far rinascere lo spettatore consegnando un messaggio di speranza e di catarsi. Il film risulta emozionante e coinvolgente senza cadere nel banale e distanziandosi da film dal genere simile. Nonostante l’inesperienza degli attori, il cast è adeguato così come la fotografia che passa dal bianco e nero a colori vividi.
Note positive
- Fotografia
- Interpretazioni
- Temi delicati trattati con cura
- Onirismo opportuno e comprensibile
- Storia coinvolgente
Note negative
- Mancanza di un’introduzione che può confondere lo spettatore
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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| Interpretazioni |
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| Emozione |
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SUMMARY
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3.8
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