A Useful Ghost (2025). Un’opera beckettiana transmediale originale e ben congeniata. Cannes 78 Semaine de la Critique

Recensione, trama, cast del film A Useful Ghost (2025) di Ratchapoom Boonbunchachoke, presentato al Festival di Cannes - Settimana della Critica il 17 maggio 2025.

Condividi su
A Useful Ghost (2025) – Regia di Ratchapoom Boonbunchachoke – Presentato alla 78ª edizione del Festival di Cannes nella Semaine de la Critique – Immagine concessa per uso editoriale.
A Useful Ghost (2025) – Regia di Ratchapoom Boonbunchachoke – Presentato alla 78ª edizione del Festival di Cannes nella Semaine de la Critique – Immagine concessa per uso editoriale.

A Useful Ghost

Titolo originale: Pee Chai Dai Ka

Anno: 2025

Nazione: Thailandia, Francia, Singapore, Germania

Genere: Commedia nera fantastica, Fantasy

Casa di produzione: 185 Films, Haut Les Mains Productions, Momo Film Co, Mayana Films

Distribuzione: Best Friend Forever

Durata: 130 minuti

Regia: Ratchapoom Boonbunchachoke

Sceneggiatura: Ratchapoom Boonbunchachoke

Fotografia: Pasit Tandaechanurat

Montaggio: Chonlasit Upanigkit

Musiche: Chaibovon Seelukwa

Scenografie: Rasiguet Sookkarn

Costumi: Chatree Tengha

Attori: Davika Hoorne, Wisarut Himmarat, Apasiri Nitibhon, Wanlop Rungkumjud, Wisarut Homhuan

Trailer di “A Useful Ghost”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

A Useful Ghost è il primo lungometraggio del regista thailandese Ratchapoom Boonbunchachoke. La pellicola prende come spunto la leggenda di Mae Nak, molto popolare fra i thai. In realtà, al cinema abbiamo già visto trasposte storie in cui la moglie fantasma si affianca al marito – fra i più recenti, Mia moglie è un fantasma (2020). L’autore inglese Noël Coward già nel 1945 scrisse una pièce teatrale, Spirito allegro.

My initial inspiration for the story is the legend of Mae Nak which is a forbidden love story between a female ghost and her living husband. This legend has tremendous cultural significance in Thailand and has been adapted numerous times across plays, films, and television series. (Ratchapoom Boonbunchachoke)

Il lavoro di Boonbunchachoke era già stato notato nel 2020, anno in cui ha partecipato al Festival di Locarno con il suo primo cortometraggio Aninsri daeng (2020) ed è stato invitato al Berlinale Talents program.

A Useful Ghost è stato presentato il 17 maggio al Festival di Cannes 2025 all’interno della Semaine de la Critique.

Trama di “A Useful Ghost”

Dopo la tragica perdita della moglie Nat a causa dell’inquinamento da polveri, March è sopraffatto dal dolore. La sua routine quotidiana viene completamente stravolta quando scopre che lo spirito di sua moglie si è reincarnato in un aspirapolvere. Per quanto possa sembrare incredibile, il loro legame si rafforza più che mai, trascendendo i limiti della vita e della morte.

Tuttavia, questa insolita relazione non è vista di buon occhio da tutti. La sua famiglia, perseguitata dallo spirito di un operaio della fabbrica morto accidentalmente, fatica ad accettare questa connessione soprannaturale. Decisa a dimostrare il proprio valore e la sua utilità, Nat si offre di allontanare lo spirito dalla fabbrica, dimostrando di essere un fantasma indispensabile. Ma il suo compito potrebbe rivelarsi più complesso del previsto, perché tra le mura di quel luogo si aggirano anime perdute che forse non vogliono essere semplicemente spazzate via.

Recensione di “A Useful Ghost”

Il regista thailandese Ratchapoom Boonbunchachoke ci regala, con il suo debutto nei lungometraggi, una pellicola fuori dal comune. Non brilla per originalità ma è decisamente ben congegnata. A Useful Ghost si impone con una pellicola dalle scelte estetiche ben studiate e una transmedialità audace, dando vita a un’opera dall’alto contenuto sociale e politico.

Boonbunchachoke può essere tacciato di non essersi esposto pienamente sulle considerazioni di cui riempie il film, ma è probabile che non si sia neanche posto il problema, concentrato più sull’estetica che sul messaggio. Entrambi, però, sono ben visibili e proposti in maniera adeguata. La polvere, onnipresente nella messa in scena, diventa metafora tanto del grave inquinamento ambientale quanto della condizione di coloro che esistono senza essere visti dalla società.

Dust here doesn’t only mean airborne particles but also means people who lack voices or power to determine their own lives, who are easily swept, moved, and wiped off at the ruling class’s will. (Ratchapoom Boonbunchachoke)

Fra il teatro di Beckett e la denuncia sociale

Polvere e fantasmi convivono in una dimensione che richiama Beckett, ma senza perdere il legame con la realtà. L’autore gioca con il futuro ma in ricordo del passato: una moglie morta con cui poter avere un figlio piuttosto che coloro che mantengono viva la memoria, che sia personale o identificativa di un paese che pare sempre più alla deriva del potere.

Ciò che colpisce è il bilanciamento tra estetica e contenuto: se da un lato Boonbunchachoke sembra privilegiare la forma rispetto al messaggio, dall’altro entrambi emergono con forza. L’autore crea un mondo visivamente affascinante, giocando con la teatralità e mantenendo uno sguardo consapevole sulla memoria, sia personale che collettiva.

Boonbunchachoke e l’ispirazione dal cinema europeo

Vedere A Useful Ghost ti dà l’impressione di essere a teatro, dove la messa in scena è studiata attentamente. E se la sceneggiatura può apparire frammentaria, quasi caotica, ma funzionale alla costruzione emotiva del racconto uscendo dalle consuetudini. Boonbunchachoke si ispira a registi europei come Jacques Rivette e Manoel de Oliveira e si lascia piacevolmente condizionare dalla teatralità, caratterizzata da un’atmosfera sospesa e dall’uso calibrato degli elementi scenici.

… I’m also profoundly influenced by European cinema. … I’m much inspired by films of Jacques Rivette, Manoel de Oliveira, Joao Cesar Monteiro, Otar Iosseliani, Raoul Ruiz, Chantal Akerman, Eugene Green … I love their worlds where the line between waking reality and dream are blurred and I want to create that in my film as well. (Ratchapoom Boonbunchachoke)

La storia ha un continuo sviluppo: il passaggio dal personale al sociale è brusco e violento, riflettendo la crudezza dell’oblio forzato che incombe sulla narrazione in maniera violenta. La stessa violenza che vediamo quando poi i ricordi devono essere estirpati. Perché «… i fantasmi sono coloro che non si arrendono alla Morte, il loro ritorno è un atto di protesta» e la possibilità di protesta deve essere cancellata.

Una collaborazione estetica transmediale

All’estetica di questo film collaborano tutti i professionisti: una fotografia sempre ben definita, con costumi e scenografie che riconducono a quella esaltazione – ed esasperazione – teatrale che però non risulta barocca. Anche la colonna musicale è ben calibrata, evitando inutili eccessi.

La tematica queer, che pare cara al regista thailandese – era presente anche nel suo cortometraggio di debutto –risulta autentica e non strumentatale – finalizzata al baiting. E se il personaggio del giovane autore di cinema pare macchiettistico è solo e sempre per l’eccesso transmediale, coerente con la poetica del film.

I più esigenti noteranno che la nudità è prettamente maschile: sono presenti corpi di uomini nudi e le scene di sesso sono solo omosessuali, non contemplano l’eteronormatività. Ma è tutto assonante alla trama e al contesto, che vede March, il giovane vedovo, fare sesso con l’aspirapolvere.

Attori in parte fra sogno e realtà

Le interpretazioni dei protagonisti rafforzano l’impatto emotivo dell’opera. Davika Hoorne, che interpreta la giovane Nat, riesce a rimanere nel limbo ectoplasmatico ed è funzionale all’eccesso rappresentativo definito dal costume. March è anche ben interpretato da Wisarut Himmarat, soprattutto nella fase in cui attraversa con intensità il dolore della perdita e l’annientamento della memoria-fantasma.

L’algida fermezza di Apasiri Nitibhon è perfetta per il ruolo della madre di March così come il mondo trasognante di Wanlop Rungkumjad, che interpreta il fantasma del giovane autore, è affine e attinente al racconto. Wisarut Homhuan dona al suo personaggio queer una rappresentatività fuori dalla normatività e, contemporaneamente, lontana dalla macchietta.

In conclusione

A Useful Ghost è un film fantasy dove la denuncia sociale fonde cinema e teatro in una sintesi intrigante. La sua estetica può risultare respingente per chi cerca una narrazione più convenzionale, ma il film offre un’esperienza visiva e tematica potente, capace di lasciare un segno.

Note positive

  • Transmedialità interessante
  • Messa in scena ben calibrata sotto ogni aspetto
  • Denuncia sociale originale
  • Tematica queer slegata dal baiting

Note negative

  • Lentezza a cui il pubblico non è più abituato
  • Eccessivo gioco estetico

L’occhio del cineasta è un progetto libero e indipendente: nessuno ci impone cosa scrivere o come farlo, ma sono i singoli recensori a scegliere cosa e come trattarlo. Crediamo in una critica cinematografica sincera, appassionata e approfondita, lontana da logiche commerciali. Se apprezzi il nostro modo di raccontare il Cinema, aiutaci a far crescere questo spazio: con una piccola donazione mensile od occasionale, in questo modo puoi entrare a far parte della nostra comunità di sostenitori e contribuire concretamente alla qualità dei contenuti che trovi sul sito e sui nostri canali. Sostienici e diventa anche tu parte de L’occhio del cineasta!

Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Musiche
Interpretazione
Emozioni
SUMMARY
3.1
Condividi su
Renato Soriano
Renato Soriano

Mi occupo di spettacolo ed eventi culturali dal lontano 1991. Nasco come attore per diventare poi regista e autore teatrale. I miei studi mi hanno portato a specializzarmi verso la rappresentazione omonormativa nel cinema, italiano e non. Inoltre, sono ideatore del progetto TeatRealtà, legato alla consapevolezza delle nuove tecnologie usando il teatro come realtà.