After Yang (2021): le emozioni dei rapporti familiari

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After Yang

Titolo Originale: After Yang

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Fantascienza, Drammatico

Casa di Produzione: A24, Cinereach, Per Capita Productions

Distribuzione italiana: Sky

Durata: 101 min

Regia: Kogonada

Sceneggiatura: Kogonada

Fotografia: Benjamin Loeb

Montaggio: Kogonada

Attori: Colin Farrell, Jodie Turner-Smith, Malea Emma Tjandrawidjaja, Justin H. Min, Orlagh Cassidy, Ritchie Coster, Sarita ChoudhuryClifton Collins Jr., Ava DeMary, Haley Lu Richardson, Brett Dier, Eve Lindley, Nana Mensah, Deborah Hedwall

Musiche: ASKA

Il trailer del film

Distribuito in Italia il 29 novembre 2022 direttamente su Sky Cinema Due, After Yang è una pellicola scritta e diretta da Kogonada, basata sul racconto aying Goodbye to Yang di Alexandra Weinstein, facente parte della raccolta. Il lungometraggio, rilasciato in america con il divieto di visione ai bambini al di sotto di 11 anni senza accompagnatore (a causa del linguaggio scurrile), è stato presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes l’8 Luglio del 2021, per poi essere presentato anche al Sundace Film Festival dove ha vinto il Premio Alfred P. Sloan.

Trama del film

Jake e la sua famiglia (composta dalla moglie Kyra e la figlia Mika) devono affrontare i propri traumi interiori dopo che un androide, diventato ormai parte del loro nucleo, dà i primi segni di danneggiamento.

Scena di After Yang
Scena di After Yang

Recensione del film

La famiglia non è mai la stessa. Si evolve. Si trasforma. Diventa un organismo in cui i componenti sono in continuo mutamento. È da questo che parte “After Yang”, film che analizza in maniera nuova e futuristica il rapporto tra umani e androidi. L’invenzione della parola stessa tecno-sapiens, usata per definire Yang, cresciuto nella famiglia di Jake, ci fa capire quanto lavoro ci sia nel definire questa storia. Gli androidi, infatti, non sono più visti come esseri inquietanti venuti da un pianeta lontano per distruggere l’umanità ma, piuttosto, simili agli umani, capaci di provare sensazioni e di creare relazioni.

Yang è il fratello che Mika (la figlia di Jake) non ha mai avuto, la aiuta nel capire sé stessa e il mondo che la circonda; nel contempo, però, è anche un figlio per Jake (il padre) e in diverse scene sembra valorizzare l’interesse dell’uomo per il tè e per il modo in cui viene preparato. La macchina supera l’uomo. Sembra colmare ogni suo mancanza. Yang, infatti, diventa quello che ognuno desidera. La persona ideale da avere al proprio fianco. È per questo che, appena inizia ad avere i primi segni di cedimento, ogni componente della famiglia sembra spaesato, senza punti di riferimento. La figlia (Mika) non vuole più andare a scuola, quasi come avesse paura di affrontare i bambini che non sono affatto al pari della presenza più importante nella sua quotidianità. Ognuno ha un suo modo di reagire dinnanzi ad una situazione difficile. Ci sono quelli che vogliono trovare ad ogni costo una soluzione (Jake) e quelli che, invece, esprimono il proprio dolore attraverso la rabbia (Mika). Yang diventa un ricordo ma non semplice ma, bensì, frammentato in tanti pezzi. Attraverso ognuno di questi la sua famiglia è in grado di ricostruire una memoria visiva di questo curioso essere, avendo modo di pensare anche ai propri comportamenti. Yang è un’anima gentile. Yang non morirà mai e grazie alla sua esistenza sia Jake che i componenti della sua famiglia hanno capito in che modo migliorare il proprio modo di relazionarsi nel mondo.

Fotogramma di After Yang
Fotogramma di After Yang

Conclusioni

“After Yang” ha il grande merito di ridisegnare in chiave diversa il genere sci-fi, riuscendo a dargli uno spessore mai avuto in precedenza e rendendo il film un grande viaggio verso la consapevolezza di sé stessi.

Note positive

  • La creazione di un nuovo concetto di “androide”
  • L’interpretazione dei personaggi, calati realmente in questa storia
  • L’accompagnamento leggero e mai invasivo della colonna sonora
  • L’introduzione di un’idea di “famiglia” inclusiva

Negative

  • La risoluzione del film in 16:9, scelta che non ho molto apprezzato
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