Alien: Romulus (2024): Il ritorno dello xenomorfo

Recensione, trama e cast del primo teen dramma di genere horror della saga Alien dal titolo "Alien: Romulus" (2024)

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Trailer di “Alien: Romulus”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Nello spazio, nessuno può sentirti urlare”. Questa iconica citazione è rimasta impressa nei cuori e nelle anime di generazioni di spettatori e, per gli ultimi quarant’anni, il franchise di Alien è stato il punto di riferimento per eccellenza per il genere fantascientifico/horror. La genialità del film del 1979 diretto da Ridley Scott ha dato vita a un franchise innovativo che vanta registi straordinari (James Cameron, David Fincher e Jean – Pierre Jeunet, tra gli altri), creature mai viste prima ed effetti speciali all’avanguardia che hanno definito cosa significasse avere veramente paura.

“Alien: Romulus”, film autonomo dell’epico franchise di Alien e film midquel che si colloca tra Alien del 1979 e Aliens – Scontro finale del 1986, è prodotto da Ridley Scott e vede alla regia il cineasta Fede Alvarez. La pellicola, primo film del franchise di Alien a presentare dei giovani adulti come protagonisti, è stata distribuita nei cinema italiani durante il periodo estivo, precisamente il 14 agosto 2024.

Trama di “Alien: Romulus”

Anno 2142. Un gruppo di giovani colonizzatori, intraprende un viaggio disperato alla ricerca di una nuova casa. L’unica loro possibilità è recuperare le capsule di stasi criogeniche nella Reinissence, una misteriosa stazione spaziale abbandonata, prima che si schianti sugli anelli del pianeta.

Il piano che è stato ideato da Tyler, il leader del gruppo, si complica e parte dell’equipaggio è obbligata a esplorare una parte della stazione spaziale. Ben presto, però, scoprono di non essere soli. Le profondità della Reinissence nascondono un terribile segreto. Mentre l’equipaggio si ritrova intrappolato in un labirinto di corridoi oscuri e pericolosi, lo Xenomorfo inizia la sua caccia.

Nel frattempo, emergono inquietanti verità sulla stazione e sulla Weyland Yutani Corporation, la potente corporazione che gestisce il pianeta dei colonizzatori, questa sembra avere un legame profondo con la Reinissence. L’androide di bordo, Andy, rivela una natura complessa e un passato misterioso che potrebbero nascondere la chiave per sconfiggere il nemico.

Frame di Alien: Romulus
Frame di Alien: Romulus

Recensione di “Alien: Romulus”

Quando si parla di aggiungere nuovi capitoli in un franchise è sempre un rischio, in questo film, il settimo per la precisione, Ridley Scott passa il testimone alla regia a Fede Alvarez, per rilanciare la saga utilizzando un midquel che si colloca tra Alien e Aliens – Scontro finale. Con Alien: Romulus viene proposta una trama abbastanza furba, che permette di sviluppare una narrazione che rispetta ed è coerente con i canoni del franchise, ma con una storia che viene strutturata con elementi provenienti sia del genere fantasy sia di quello horror, con alcune idee che sanno di già visto e con altre idee che invece sono più funzionali e riguardano la side story della Weyland-Yutani Corporation, che potrebbe dare spunto per ulteriori pellicole.

Interessante la location della stazione spaziale divisa in due parti, Romulus e Remus per indicare anche i primordi, dove i protagonisti devono sopravvivere in questa labirintica stazione spaziale apparentemente deserta, ma invece dovranno scontrarsi con qualcosa che va oltre la loro più grande immaginazione. Tra scene claustrofobiche, suspense, inseguimenti e scene action ci troviamo davanti una pellicola che funziona nel suo complesso, anche se con qualche mancanza, soprattutto rispetto a una trama abbastanza semplicistica, ma che comunque riesce a rilanciare la storia puntando soprattutto alla parte visual e agli effetti speciale, regalando allo spettatore il ritorno della specie degli Xenomorfi in grande stile. Ed è proprio nella realizzazione della creatura che questa pellicola riesce a rendere. Difatti il regista, consapevole della mitologia che si porta dietro il franchise, riesce a utilizzare la tecnologia proponendo un alieno xenoformo interessante, complice una regia che prevalentemente gioca sul fattore suspense, con continue inquadrature a zoomare e montaggi abbastanza funzionali.

I personaggi del gruppo protagonisti sono caratterizzati in modo leggermente stereotipato, ma con alcuni background funzionali alla narrazione. Il cast giovane con il trio protagonista formato dagli attori Cailee Spaeny, David Jonsson e Archie Renaux è quello che risulta più interessante, soprattutto David Jonsson nel ruolo di Andy, insieme al personaggio androide dell’ufficiale scientifico Rook a cui è stato dato il volto di un giovane Ian Holm.

Oltre al lato puramente adrenalinico e di sopravvivenza, anche in Alien: Romulus, come in altre pellicole della saga, ci si focalizza sull’etica dell’evoluzione e su come si faccia di tutto per far sopravvivere la razza umana, in questo contesto sulle colonie minerarie, da cui i personaggi cercano di scappare viste le pessime condizioni di vita. Inoltre si torna a parlare, anche se a livelli più marginali, di quanto possano essere “umani” e reali gli androidi e da quanto vengano poco considerati dalla società.

Lo xenomorfo di Alien Romulus
Lo xenomorfo di Alien Romulus

In conclusione

Il film Alien: Romulus riesce a rilanciare il franchise di Alien rispettandone le origini. La pellicola punta prevalentemente sugli effetti speciali e sul ritorno dello xenomorfo, ma pecca di una storia non originalissima, ma che nel complesso funziona.

Note positive

  • Effetti speciali
  • Regia
  • Cast

Note negative

  • Sceneggiatura non originale
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Tatiana Coquio
Tatiana Coquio

Amo alla follia la settima arte, la sceneggiatura è ciò che mi interessa di più in un film, tanto da aver fatto degli studi in merito.
Star Wars fan da una vita e serie TV addicted.
Lettrice e scrittrice compulsiva, sempre pronta ad appuntare note e pensieri un po' ovunque, quando posso viaggio per il mondo accompagnata dal mio fido ipod e una colonna sonora a tema.