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Arcane 2
Titolo originale: Arcane
Anno: 2024
Paese: Stati Uniti d’America
Genere: Animazione, Drammatico, Fantastico, Azione
Casa di produzione: Fortiche Production, Riot Games, Netflix Animation
Distribuzione italiana: Netflix
Ideatore: Christian Linke, Alex Yee
Showrunner: Christian Linke
Stagione: 2
Episodi: 9
Regia: Pascal Charrue, Arnaud Delord, Barth Maunoury, Marietta Ren, Christelle Abgrall, Etienne Mattera
Sceneggiatura: Pascal Charrue, Arnaud Delord, Barth Maunoury, Marietta Ren, Christelle Abgrall, Etienne Mattera
Musica: Alex Seaver, Alexander Temple
Doppiatori originali: Hailee Steinfeld, Ella Purnell, Katie Leung, Kevin Alejandro, Harry Lloyd, Reed Shannon, Toks Olagundoye, JB Blanc, Mick Wingert, Amirah Vann, Ellen Thomas
Doppiatori italiani: Letizia Scifoni, Margherita De Risi, Chiara Gioncardi, Emanuele Ruzza, Emiliano Coltorti, Manuel Meli, Benedetta Degli Innocenti, Massimo Bitossi, Stefano Brusa, Davide Lepore, Paola Majano, Antonella Giannini
Trailer di “Arcane 2”
Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming
La prima stagione di Arcane, basata sull’universo videoludico di League of Legends — il celebre MOBA sviluppato da Riot Games per Microsoft Windows e MacOS nel 2009 — è stata distribuita su Netflix il 6 novembre 2021. Fin dalla sua uscita, la serie ha dimostrato le enormi potenzialità narrative e drammaturgiche dell’adattare e trasformare la lore di un videogioco in un prodotto animato di altissima qualità. Arcane è riuscita non solo a diventare un fenomeno culturale e di massa a livello globale, ma anche a conquistare una vasta platea di spettatori, spaziando dai fan di League of Legends ai semplici appassionati di animazione (ma non solo), inclusi coloro che non avevano alcuna familiarità con il mondo videoludico. Un elemento fondamentale del successo di Arcane è stata la sua capacità di risultare perfettamente comprensibile e appassionante anche per un pubblico estraneo alla lore di League of Legends. Questo è stato possibile grazie a un attento lavoro di worldbuilding che ha reso l’universo narrativo accessibile e i personaggi emozionalmente coinvolgenti.
Questa serie rappresenta dunque una pietra miliare nel suo genere: è la prima serie animata capace di trattare con maestria l’universo di un videogioco, trasformandolo in una narrazione autonoma e apprezzabile da un vasto pubblico. Da oggi in poi, sarà un punto di riferimento per tutte le future produzioni tratte dal mondo videoludico, un settore destinato a crescere sempre di più, anche grazie all’enorme successo ottenuto dalla serie. Questo successo non si limita al riscontro di pubblico, ma è testimoniato dai numerosi riconoscimenti ricevuti, che celebrano l’eccezionale qualità visiva e narrativa della produzione, un aspetto spesso carente nelle precedenti trasposizioni di videogiochi, sia filmiche che seriali.
La prima stagione di Arcane ha vinto numerosi premi, tra cui quattro Primetime Emmy Awards, inclusa la storica vittoria come Miglior programma animato — prima serie in streaming a ottenere questo riconoscimento. Inoltre, agli Annie Awards 2022 la serie ha trionfato con nove premi, tra cui Miglior prodotto televisivo, Miglior sceneggiatura, Miglior doppiaggio (Ella Purnell), Miglior regia, Migliore scenografia, Miglior Character Animation, Miglior Storyboard, Miglior Character Design e Migliori effetti visivi (tutti in collaborazione con Fortiche Production). Un ulteriore riconoscimento significativo è arrivato dai The Game Awards 2022, dove Arcane ha vinto il premio come Miglior adattamento. Tuttavia, sorprende la scarsa considerazione riservata alla serie agli Emmy 2022, dove avrebbe sicuramente meritato ulteriori premi, data la sua straordinaria qualità artistica e tecnica.
Dopo il grande successo di pubblico e critica della prima stagione, e dopo due anni di lunga attesa, il 2024 segna il ritorno di Arcane con la sua seconda stagione. Questa nuova stagione ha l’importante compito di chiudere le molteplici linee narrative aperte nel corso dello show, mantenendo il focus sul conflitto tra la cittadina sotterranea di Zaun, in lotta per la propria indipendenza, e l’utopico regno di Piltover. Parallelamente, prosegue la storia del complesso rapporto tra le sorelle “Vi” e Powder, il cui legame è stato drammaticamente spezzato da un evento tragico che ha cambiato per sempre le loro vite.
Composta da nove episodi, la seconda stagione viene distribuita su Netflix con una suddivisione in tre blocchi narrativi pubblicati a breve distanza l’uno dall’altro: la Parte I è stata rilasciata il 9 novembre, la Parte II il 16 novembre e la Parte III il 23 novembre. Questa scelta di distribuzione punta a mantenere alta l’attenzione del pubblico, creando un senso di attesa tra un rilascio e l’altro. I fan, tuttavia, non dovranno attendere a lungo per nuove esplorazioni di questo universo narrativo. Netflix e Riot Games hanno già annunciato l’intenzione di ampliare il mondo di Arcane attraverso diversi spin-off, un progetto ambizioso che mira a consolidare ulteriormente l’espansione di questa saga. La speranza, tuttavia, è che la qualità narrativa e visiva, vero punto di forza dello show, non venga sacrificata in nome del profitto commerciale.
Trama di “Arcane 2”
Silco è morto, ucciso involontariamente da Jinx in un atto di rabbia e follia durante uno dei suoi momenti di crisi, in bilico tra la sua nuova identità e quella di Powder. Questo parricidio, commesso sotto gli occhi terrorizzati di Vi e Caitlyn Kiramman, segna un punto di non ritorno per la ragazza. In seguito all’accaduto, Jinx abbraccia definitivamente la sua nuova identità, dichiarando la “morte” di Powder, un gesto simbolico che sancisce anche una profonda frattura nel legame con Vi.
Ormai divenuta Jinx, la giovane compie un atto in onore di Silco e del suo sogno di rendere Zaun indipendente dalle leggi e dal dominio di Piltover. All’interno del suo iconico lancia-razzi, inserisce la gemma Hextech, prende la mira e spara contro il consiglio di Piltover, riunito in quel momento in seduta. L’attacco provoca una carneficina: tra le vittime c’è la madre di Caitlyn, mentre Viktor rimane gravemente ferito. La sopravvivenza di Viktor è resa possibile solo dall’intervento di Jayce Talis, che, per salvare l’amico, utilizza un dispositivo sperimentale su cui Viktor stava lavorando. Questo marchingegno, che unisce la scienza della Hextech con le proprietà dello Shimmer – un liquido curativo e altamente pericoloso, creato nei bassifondi di Zaun da Singed – permette al corpo di Viktor di essere immerso in un misterioso bozzolo rigenerativo, mantenendolo in vita. Tuttavia, le conseguenze di questa fusione tra magia e scienza rimangono sconosciute.
Dopo l’attacco di Jinx, la morte di Silco e la scomparsa di numerosi membri del consiglio, la situazione all’interno della consulta di Piltover si fa sempre più instabile. Questa fragilità viene rapidamente sfruttata da Ambessa Medarda, madre di Mel, che spinge per una ritorsione armata contro Zaun. Ambessa intende non solo reprimere il caos dilagante nel sottosuolo, ma anche catturare Jinx, la responsabile dell’attentato. In tutto ciò Caitlyn, profondamente segnata dalla perdita della madre, alimenta un rancore crescente verso Jinx, sorella di Vi. Determinata a ottenere giustizia, la giovane Enforcer è disposta a tutto: arrestare Jinx o, se necessario, ucciderla. Tuttavia, questo conflitto interno mette ulteriormente a dura prova il già fragile rapporto tra Caitlyn e Vi, che continua a nutrire speranza per la redenzione della sorella.
Nel frattempo, Zaun sprofonda nel caos. L’assenza di Silco, che con pugno di ferro manteneva un equilibrio tra le bande criminali, ha lasciato un vuoto di potere. Le fazioni si scontrano senza sosta per il controllo del sottosuolo, alimentando una spirale di violenza e disordine. L’unica figura che potrebbe tentare di riportare una parvenza di stabilità è Sevika, l’ex braccio destro di Silco. Tuttavia, la sua autorità vacilla, mentre le bande continuano a sfidarsi. In questo scenario caotico, Jinx vaga nei meandri di Zaun, sempre più sopraffatta dai suoi demoni interiori. Durante una delle sue fughe, incontra Isha, una bambina sordomuta, e tra le due nasce un legame inaspettato. Questa relazione, fragile e delicata, sembra rivelare un lato più umano e vulnerabile di Jinx, gettando una nuova luce sulla complessità del suo personaggio.

Recensione di “Arcane 2”
Arcane è terminata, e ora è giunto il momento di tirare le somme. In giro per il web, molti si pongono una domanda: Arcane, nella sua interezza, può essere considerata la miglior serie mai realizzata da Netflix?
Se da un lato risulta, a mio avviso, quasi banale definirla la miglior serie d’animazione creata dal colosso dello streaming, fondato da Marc Randolph e Reed Hastings, grazie a una qualità narrativa e visiva nettamente superiore a quella di qualsiasi altro prodotto animato della piattaforma, dall’altro è interessante analizzare come Arcane si posizioni rispetto ad altre serie cult targate Netflix. È indubbio che surclassi a occhi chiusi prodotti come l’immensa delusione seriale rappresentata da Disincanto di Matt Groening, ma la discussione si fa più complessa se paragonata a opere come BoJack Horseman, un altro capolavoro animato dalla profondissima qualità narrativa, ma dal punto di vista visivo e dell’animazione non c’è paragone, Arcane è nettamente di un altro livello.
Quando però spostiamo l’attenzione dal solo genere animato alla produzione Netflix nel suo complesso, la questione si complica ulteriormente. Stabilire se Arcane sia davvero la miglior serie mai realizzata da Netflix richiede un’analisi più articolata, che escluda dalla classifica miniserie e film, trattandosi di una serie, oltre a tutte quelle produzioni ancora in corso e prive di un finale (almeno fino a novembre 2024). Inoltre, non possono essere incluse serie che, pur eccellenti, hanno avuto evidenti scivoloni narrativi nelle stagioni finali, come è il caso di House of Cards – Gli intrighi del potere. Nonostante cinque stagioni di altissimo livello, la sesta e ultima stagione della serie non è assolutamente paragonabile alle precedenti, soprattutto a causa delle scelte drastiche adottate in seguito agli scandali personali che hanno coinvolto Kevin Spacey, il protagonista, portando a un suo maldestro allontanamento dallo show.
Dunque, quali sono le serie che si contendono il titolo di miglior produzione Netflix? Certamente possiamo annoverare titoli come Ozark (2017-2022), The Crown (2016-2023), Dark (2017-2020) e Orange Is the New Black (2013-2019), capisaldi di alta qualità narrativa e visiva. Ma ha senso paragonare Arcane a questi prodotti così diversi? È davvero possibile sostenere che Arcane superi, in termini di fattura complessiva, serie come Dark, Orange Is the New Black, o addirittura Ozark e The Crown?
Secondo gli utenti di portali come IMDb, la risposta è un netto sì. Con un punteggio di ben 9/10, Arcane supera l’8,5/10 assegnato dagli spettatori alle altre serie qui considerate. Questa valutazione non può essere ignorata e sembra rafforzare l’idea che definire Arcane la miglior serie Netflix di sempre non sia affatto una dichiarazione azzardata.
A mio avviso, le cose sono un po’ diverse. Arcane avrebbe potuto essere considerata la miglior serie di Netflix solo se avesse mantenuto l’alta qualità di scrittura che aveva caratterizzato la prima stagione, con i suoi nove episodi vicini alla perfezione in termini di drammaturgia e costruzione narrativa. Se da un punto di vista estetico, visivo e di montaggio, Arcane 2 si conferma un capolavoro – presentando una qualità dell’animazione mai vista fino al 2024 in un prodotto seriale d’animazione – la serie soffre, però, a livello di sceneggiatura. La scrittura, pur restando interessante grazie a un attento lavoro sull’evoluzione dei personaggi principali, in primis Jinx, non riesce a svilupparsi pienamente. È come se la drammaturgia fosse costretta a crescere in uno spazio troppo ristretto, proprio come una pianta confinata in un vaso troppo piccolo, incapace di espandere le sue radici e crescere liberamente.
La scelta di concludere la serie dopo solo due stagioni si rivela dunque autodistruttiva per il potenziale stesso dell’ecosistema narrativo. Le molteplici linee narrative presenti risultano soffocate, semplificate e private di un vero e proprio sviluppo organico. Questo limite toglie spessore e incisività agli archi narrativi e ai cambiamenti dei personaggi, che seppur presenti, mancano di una piena maturazione. Tale problema coinvolge quasi tutti i protagonisti: da Jinx a Jayce Talis, passando per Viktor, Mel Medarda e Caitlyn Kiramman. L’unica eccezione è “Vi”, un personaggio che, pur essendo interessante nel suo complesso, si distingue esclusivamente per il suo rapporto con Jinx, ma non vive un reale arco di trasformazione. “Vi” rimane intrappolata in schemi autodistruttivi che ripete costantemente da scena a scena, senza alcuna evoluzione significativa.
Se Jinx si conferma un personaggio affascinante, proseguendo il suo viaggio di formazione inaugurato nella prima stagione, Arcane 2 riesce a esplorare ulteriormente la sua complessità attraverso il legame con la piccola Isha. Questa bambina sordomuta assume un ruolo fondamentale nella storia, fungendo da motore di cambiamento positivo per Jinx e rendendo ancora più interessante la sua evoluzione. Tuttavia, se per Jinx si è pensato a un viaggio di formazione postitivo e negativo, dentro le sue fragilità, gli sceneggiatori sembrano aver deciso di lasciare “Vi” immutata, consentendole solo un cambiamento minimo e quasi impercettibile. Questo è perfino sottolineato dalla battuta che Caitlyn pronuncia nella penultima puntata, quando dice a “Vi”: “Mi dispiace dirtelo, ma sei diventata un po’ prevedibile”. Ed è proprio così: “Vi” è il personaggio più prevedibile e statico della serie, un aspetto che riduce notevolmente il suo sviluppo narrativo.
Le problematiche legate all’eccessiva velocità drammaturgica in Arcane, seppur non sempre evidenti o del tutto nitide, sono palpabili in alcuni archi narrativi, ma meno nell’arco narrativo più semplice e facilmente fruibile, ovvero il rapporto familiare tra “Vi” e Jinx. Nonostante ciò anche questo traccia narrativa, purtroppo, soffre di una frenesia narrativa, soprattutto nello sviluppo e nel cambiamento di Jinx, in particolare nell’atto III e nel suo finale. Tuttavia, queste problematiche diventano decisamente più evidenti in altri filoni narrativi, in primis quello introdotto nella seconda stagione che coinvolge Ambessa Medarda e Mel Medarda, incentrato sulla misteriosa “rosa nera”. Ma che cos’è la rosa nera? Qual è il suo scopo? E chi è quel personaggio che Mel incontra all’interno di essa? Queste domande rimangono senza risposta.
Altri problemi sorgono riguardo a uno degli archi narrativi più affascinanti e complessi: quello di Jayce Talis e Viktor, i quali, seppur esplorati magnificamente nella prima stagione e nel primo atto della seconda, vedono la loro evoluzione diventare troppo affrettata nei successivi atti II e III. La loro storia, che fonde tematiche utopiche e distopiche, scienza e magia, fino ad arrivare a momenti di alta filosofia, si rivela essere una delle pietre miliari della serie. Ma la trasformazione dei due personaggi, che li porta a diventare nemici, è trattata con troppa fretta, senza lasciare il tempo al pubblico di riflettere e comprendere appieno le motivazioni dietro i cambiamenti. Il finale della loro storia, che inevitabilmente intaccherà anche gli altri archi narrativi, avrebbe necessitato di un contenitore narrativo più ampio, come almeno una stagione in più, per rendere giustizia all’evoluzione di Viktor, il cui percorso appare qui debole e privo di una motivazione credibile.
Un problema ancora più grande per la serie riguarda l’intero arco narrativo di Ekko e Cecil B. Heimerdinger, che risulta scarno, mal scritto e poco funzionale. Entrambi i personaggi, purtroppo, non sono stati sviluppati a sufficienza. Ekko, in particolare, meritava più spazio e approfondimento, soprattutto in relazione a Jinx e al conflitto finale. Il suo ruolo, fondamentale per lo scontro finale, non è stato gestito adeguatamente. Non solo il personaggio di Ekko è gestito male, ma lo è, esclusivamente nel terzo atto, lo scontro tra i residenti di Zaun e Piltover che appare deludente, un evento che avrebbe potuto essere sviluppato diversamente, con molta più cura e intensità, al fine di valorizzare la portata di questa rivalità.
Dunque, la serie presenta troppe sbavature a livello di scrittura per poter essere considerata la miglior serie di Netflix. Questi errori sono principalmente legati alla gestione delle tempistiche, che non consentono di sviluppare la storia in maniera degna. Gli unici elementi davvero ben raccontati in questa stagione sono quelli relativi al passato e al presente di “Vi” e “Jinx”, con particolare focus sul legame con Vander / Warwick, che offre dei momenti di grande approfondimento del loro rapporto e di grande emzione.
Nonostante ciò, a livello di scrittura si poteva fare di più. Tuttavia, nonostante questi difetti, dovuti a scelte sbagliate in merito ai tempi di conclusione della trama, la serie riesce comunque a emozionare, a entrare nel cuore del pubblico, a farci rimanere incollati davanti allo schermo, in attesa della prossima puntata, come non accadeva da anni.
Lo spettatore si lascia coinvolgere da questi personaggi complessi, mai completamente positivi e negativi (eccetto forse Ambessa Medarda), che risultano realistici grazie ai loro difetti e alle fragilità interiori, rendendoli unici e profondi. Accanto a questi personaggi intensi, il montaggio si distingue per la sua straordinaria abilità nell’unire arte visiva e musicale, creando sequenze mozzafiato, come quella di apertura della 2×04 o quella della 2×09. Sequenze che, senza l’ausilio di parole, riescono ad approfondire significativamente la situazione sociale e psicologica dei personaggi.
Ciò che brilla maggiormente in Arcane è la qualità dell’animazione, con una realizzazione dettagliata dei personaggi e delle ambientazioni che è davvero sbalorditiva. I volti dei villain e delle eroine sono così vivi, espressivi e realistici che ci permettono di empatizzare e credere nella loro esistenza. La qualità visiva di questa stagione è decisamente superiore a quella dei precedenti nove episodi, un chiaro segno dei notevoli progressi che l’animazione al computer ha compiuto negli ultimi anni. Pensiamo, ad esempio, ai volti degli esseri umani in Toy Story del 1995 o in Polar Express nel 2004: piuttosto brutti e fastidiosi. Ora, nel 2024, Arcane offre una divergenza notevole, con una realizzazione dei volti all’avanguardia, dove il mondo visivo del videogioco sta entrando con preponderanza nel modo d’intendere la nuova animazione. Vedremo se anche Disney, prima o poi, riuscirà a realizzare animazioni così ben fatte come quelle di Arcane, soprattutto per quanto riguarda i volti e le espressioni dei personaggi.

In conclusione
Arcane si conferma un capolavoro visivo e narrativo, ma non privo di difetti. La qualità dell’animazione e la costruzione dei personaggi restano i suoi punti di forza, ma la fretta con cui si è conclusa la trama limita l’impatto narrativo di alcuni archi. La scrittura, pur mantenendo alcuni momenti di grande intensità, non riesce a sfruttare pienamente il potenziale dell’ecosistema narrativo creato nella prima stagione.
Note positive
- Animazione straordinaria, con una qualità visiva mai vista prima in una serie animata.
- Personaggi ben sviluppati e complessi, in particolare Jinx.
- Sequenze mozzafiato che uniscono arte visiva e musica in modo impeccabile.
- Profondità emotiva e realismo dei personaggi, che li rende empatici.
- La serie riesce a coinvolgere e emozionare nonostante le problematiche narrative.
Note negative
- La scrittura non sfrutta appieno il potenziale dei personaggi come Ekko, Viktor e Jayce.Lo sviluppo affrettato di alcuni archi narrativi, specialmente nella seconda stagione.L
- a gestione del conflitto finale tra Zaun e Piltover è deludente e poco approfondita.
- Il finale affrettato e la conclusione della serie in sole due stagioni limitano il potenziale narrativo.
| Regia |
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| Animazione |
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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| Interpretazione |
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| Emozioni |
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SUMMARY
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4.3
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