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Avvocato Ligas
Titolo originale: Avvocato Ligas
Anno: 2026
Paese: Italia
Genere: Drammatico, Giudiziario
Casa di Produzione: Sky Studios
Distribuzione italiana: Sky Italia
Stagione: 1
Puntate: 6
Regia: Fabio Paladini
Sceneggiatura: Federico Baccomo, Matteo Bozzi, Camilla Buizza, Gianluca Ferraris, Jean Ludwigg, Francesco Tosco, Leonardo Valenti
Fotografia: Gogò Bianchi
Montaggio: Francesca Addonizio, Francesco Di Stefano
Musica: Gianluca Scarlata
Attori: Luca Argentero, Marina Occhionero, Barbara Chichiarelli, Gaia Messerklinger, Paolo Scarpelli
Trailer di “Avvocato Ligas”
Informazioni sulla stagione e dove vederla in streaming
Avvocato Ligas è una serie televisiva italiana diretta da Fabio Paladini e prodotta da Sky Studios insieme a Fabula Pictures. Debutta in esclusiva su Sky Atlantic il 6 marzo 2026.
La storia prende ispirazione dal romanzo Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti di Gianluca Ferraris e segue le vicende professionali e personali dell’avvocato Ligas, immerso tra processi complessi, dilemmi etici e relazioni umane che si intrecciano nel mondo della giustizia penale milanese.
Protagonista della serie l’Avvocato Lorenzo Ligas interpretato da Luca Argentero, completano il cast principale Marina Occhionero, Barbara Chichiarelli, Gaia Messerklinger, Paolo Scarpelli.
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Trama di “Avvocato Ligas”
A Milano, dopo essere stato allontanato da un prestigioso studio legale, l’avvocato Lorenzo Ligas, interpretato da Luca Argentero, si ritrova a dover ricominciare da capo, accettando incarichi difficili e spesso poco popolari. Forte di intuito e carisma, costruisce difese audaci e strategie imprevedibili, muovendosi tra aule di tribunale, pressione mediatica e delicati equilibri di potere.
Accanto a lui lavora la giovane praticante Marta Carati, portatrice di una visione più idealista della giustizia, in netto contrasto con il pragmatismo disilluso del suo mentore. Sul fronte opposto, il pubblico ministero Anna Maria Pastori diventa la sua principale antagonista, dando vita a confronti professionali carichi di tensione.
Recensione di “Avvocato Ligas”
Nel panorama della serialità contemporanea, il legal drama rimane uno dei generi più utilizzato e riconoscibile, una un genere narrativo che all’estero funziona da decenni con precisione quasi industriale. Invece in Italia questo territorio è stato esplorato di rado e con prudenza, come se mancasse il coraggio di misurarsi davvero con i modelli internazionali. La serie TV Avvocato Ligas, produzione Sky Studios, ci scommette e cerca di fare invece un salto più ambizioso, tenta infatti di importare la struttura del procedurale giudiziario e adattandolo al contesto milanese, costruendo ogni episodio attorno a un caso autonomo senza rinunciare a un arco narrativo più ampio e lineare.
Avvocato Ligas è un legal drama che lavora sulle crepe, più che sulle impennate narrative. La serie intreccia indagini, dibattimenti e improvvise inversioni di rotta, ma cerca di fuggire dalla tentazione di ridursi a un mero meccanismo sulla suspense processuale. L’aula di tribunale si trasforma in un campo di confronto, uno spazio in cui si riflettono, come in un microcosmo, le tensioni sociali e le ambiguità morali del Paese. In questo quadro, la domanda che attraversa ogni episodio non si esaurisce sulla colpevolezza o innocenza del cliente, ma si allarga a interrogare il senso della giustizia odierna.
Il protagonista, fulcro dell’intera serie, è costruito con una complessità strutturata fuori dai soliti schemi proposti dal panorama italiano. Infatti Ligas non è un eroe positivo né un antieroe glamour, ma si presenta come personaggio opaco, talvolta sgradevole, sempre sfuggente. La sua ambiguità diventa il motore della serie, costringendo lo spettatore a non sopportarlo, ma nel contempo ad empatizzare con lui. Convince Luca Argentero, che qui abbandona i ruoli più rassicuranti e luminosi a cui il pubblico televisivo era abituato. L’attore gioca con ironia, carisma e una certa sfrontatezza, dando vita a un protagonista capace di risultare irritante, imprevedibile, a tratti persino antipatico. Eppure, sul piano professionale, Ligas resta inflessibile, è sempre dalla parte del cliente fino a quando i fatti non dimostrano il contrario. Attorno a Ligas si muovono una serie di figure che ne riflettono e amplificano le instabilità interiori. La giovane praticante Marta Carati, a cui Marina Occhionero presta un’intensità misurata, incarna la sua contrapposizione; idealista, empatica, ancora legata all’idea di una giustizia trasparente. Il loro rapporto si impone come il vero baricentro emotivo della serie, un dialogo costante tra disincanto e fiducia. Sul versante opposto dell’aula si colloca il pubblico ministero Anna Maria Pastori, interpretata da Barbara Chichiarelli, figura rigorosa e inflessibile che dà corpo a un’idea di giustizia fondata sull’accusa e sulla fermezza. Il confronto tra i due non è mai soltanto professionale, ma diventa scontro tra visioni inconciliabili.
A completare il quadro, è stata costruita una rete di relazioni personali che scalfisce la corazza del protagonista. Abbiamo l’amico Paolo (Flavio Furno), l’ex moglie Patrizia (Gaia Messerklinger) e la figlia Laura (Mia Eustacchio). È in questi legami che emerge un Ligas più esposto, distante dal sarcasmo che domina la sua dimensione pubblica, e costretto a confrontarsi con una vulnerabilità che il tribunale non può contenere.
La scrittura si distingue per dialoghi strutturati, quasi schermaglie verbali, dove il linguaggio giuridico fa pesare ogni parola, ogni replica sposta l’equilibrio sul confronto, ma non mancano momenti di leggerezza o comici. Invece la regia opta per ambienti chiusi, inquadrature che isolano i personaggi e restituiscono una sensazione di costante pressione. Ne emerge un’estetica coerente con il cuore tematico della serie, una sorta di prigionia etica più che fisica.
Non mancano momenti in cui la narrazione aderisce forse troppo alla struttura del genere, lasciando intravedere una certa prevedibilità e banalità, funziona invece quando si sposta e si focalizza nelle contraddizioni del suo protagonista, trova una voce più personale capace di distinguersi nel panorama delle produzioni italiane.
In conclusione
Avvocato Ligas non rivoluziona il genere, ma dimostra che anche in Italia è possibile costruire un legal drama maturo, capace di interrogare il presente più che inseguire la spettacolarità. Quando la serie abbandona i binari più prevedibili e si concentra sulle zone d’ombra del suo protagonista, trova la sua identità più autentica.
Note positive
- L’idea del legal drama poco utilizzato nel panorama italiano della serialità
- Il personaggio protagonista
- Cast
Note negative
- A tratti la narrazione è abbastanza prevedibile e banale
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3.5
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