Beckett (2021): Lo straniero e il complotto politico

Beckett locandina film

Beckett

Titolo originale: Beckett 

Anno: 2021

Paese: Italia, Brasile, Grecia, Stati Uniti d’America

Genere: Azione, Thriller

Produzione: Frenesy Film Company, MeMo Films, Rai Cinema, RT Features, Faliro House Productions

Distribuzione: Netflix

Durata: 108 min

Regia: Ferdinando Cito Filomarino

Sceneggiatura: Ferdinando Cito Filomarino

Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom

Montaggio: Walter Fasano

Musiche: Ryûichi Sakamoto

Attori: John David Washington, Alicia Vikander, Boyd Holbrook, Vicky Krieps, Daphne Alexander, Giorgos Pyrpasopoulos, Panos Koronis, Olga Spyraki, Andreas Marianos, Lena Kitsopoulou, Marc Marder

Trailer italiano di Beckett

Trama di Beckett

Beckett (John David Washington) e April (Alicia Vikander) decidono di fare una vacanza romantica in Grecia. Tutto procede normalmente fino a quando i due americani decidono di cambiare albergo e allontanarsi da Atene dove si sta per verificare una manifestazione politica che potrebbe terminare nella violenza e nel sangue. Durante lo spostamento in macchina verso lo colline ateniesi, Beckett, al volante, si addormenta fuoriuscendo di strada. La macchina si va a schiantare all’interno di una casa sfondandone il muro. L’uomo, in un momento di poca lucidità, riesce a intravedere due figure: un bambino dai capelli rossi e una donna. Questi due individui però scappano immediatamente dal luogo senza porre un primo soccorso ai due malcapitati. Beckett, appena riesce a uscire dalla macchina, raggiunge il corpo disteso a terra di April, rendendosi conto che sua moglie è morta sul colpo.

La tragedia del lutto però non è l’unico problema di Beckett che si vede invischiato in qualcosa di più grande di lui. Risvegliatosi all’ospedale scopre che due poliziotti gli stanno dando la caccia e lo vogliono morto. L’americano, sotto gli attacchi armati, si vede costretto a fuggire per salvarsi la vita. Il suo obiettivo è il raggiungimento dell’ambasciata americana, l’unico luogo in cui può essere al sicuro. Riuscirà a salvarsi e a scoprire cosa stia accadendo?

Alicia Vikander è April e John David Washington è Beckett.
Alicia Vikander è April e John David Washington è Beckett.

Recensione di Beckett

L’ispirazione per Beckett è venuta da una moltitudine di storie di caccia all’uomo nel cinema e nella letteratura dove queste grandi poste in gioco sono tutte messe sulle spalle di un singolo personaggio. Nel creare questa storia, ho pensato che sarebbe interessante vedere cosa accadrebbe se quell’eroe archetipico era solo un ragazzo normale. Quindi, la premessa ruotava attorno alla domanda: Come se la cava un uomo normale, in una situazione estrema come questa? Come farà a sopravvivere?

Ferdinando Cito Filomarino – Beckett

In un periodo dedicato alle vacanze estive ecco che il cinema ricorda al proprio pubblico come una gita per rilassarci possa trasformarsi in una vera e propria tragedia, come avviene nella serie HBO The White Lotus, che segue un gruppo di turisti di un resort hawaiano dove nulla è come sembra, oppure come nel thriller d’autore di M. Night Shyamalan Old, che trasforma una spiaggia idilliaca in un incubo. Seguendo questa scia di sangue 2021, Netflix, dal 13 agosto, ci trascina all’interno di una vacanza romantica in Grecia che si macchia di lutto e di lotta per la sopravvivenza. Il cittadino americano Beckett, timido e buono, si trova, a sua insaputa, immischiato all’interno di un conflitto politico a tinte criminali, che va a mettere in discussione la sua stessa sopravvivenza. Se nel primo atto i personaggi si muovevano in ambienti turistici e archeologici, dal secondo atto in poi il protagonista Beckett si trova catapultato in una Grecia estiva macchiata di sangue e scossa dalla terribile austerity economica e dai molteplici problemi politici, di una politica in grado di far scaturire lotte popolari. All’interno di questo ambiente il nostro protagonista deve evolversi e scappare dai suoi assalitori che lo vogliono uccidere a tutti i costi. Nel suo viaggio incontrerà, come in ogni pellicola che si rispetti, degli individui che gli daranno una mano e dei nemici, travestiti da falsi buonisti che fingono di volerlo aiutare ma che hanno l’intenzione di ucciderlo.

La storia del resto è drammaturgicamente piuttosto semplice incentrandosi su una premessa e una evoluzione classica per i film di sopravvivenza, in cui l’interesse dello spettatore si concentra su come il protagonista riesce a rinnovarsi caratterialmente per affrontare una situazione di pericolo per lui insolita e inaspettata, ma la forza del lungometraggio di Ferdinando Cito Filomarino risulta la componente tecnica e un mix sapiente tra thriller e action in grado di donare a Beckett un climax oscuro pieno di tensione sia grazie alla scenografia, che mostra delle colline secche e grige e un Atene piuttosto oscura in cui vige l’indifferenza, sia grazie a un musica fenomenale da grande film thriller; come non ricordare la scena in cui il protagonista scappa per la prima volta dalla polizia sui monti fino a terminare dinanzi a un burrone, qui oltre che a una buona fotografia basata su colori spenti troviamo una melodia memorabile che cattura sia l’orecchio che il cuore dello spettatore attraverso un brano musicale creato con gli archi del violino che vengono suonati in maniera rude tanto che quel suono dona una sensazione d’angoscia incrementando il pathos visivo e facendoci maggiormente empatizzare con il nostro protagonista, interpretato da un magnetico John David Washington, in grado di portare sulle sue spalle l’intera pellicola.

John David Washington in Beckett.
John David Washington in Beckett.

Beckett è esclusivamente un film di genere, tecnicamente ben diretto e girato, che funziona perfettamente nei momenti di tensione ma che non riesce a creare quei colpi di scena, a livello di sceneggiatura, di cui la narrazione avrebbe bisogno per fare quel salto definitivo di qualità, tanto che lo spettatore sa già chi sono i buoni e i cattivi e che l’elemento politico greco entrerà prima o poi all’interno del lungometraggio. Lo stesso finale appare piuttosto prevedibile togliendo così quel pizzico di forza alla storia, che dal punto di vista emozionale, se escludiamo la tensione, lascia piuttosto poco, anche perché il personaggio di Beckett non viene molto approfondito nel primo atto e di lui sappiamo solo qualche piccola informazio come la sua scarsa fantasia nel creare storie e il suo amore per April che appare, un personaggio maggiormente tridimensionale, anche se il percorso di formazione interiore riguardante Beckett è ben visibile alla fine del lungometraggio. Interessante anche come il primo atto mostra fin da subito delle sequenze e dei dialoghi che preannunciano che accadrà qualcosa alla donna, soprattutto in una scena in cui lei si sofferma a fissare il suo amato come se avesse la sensazione che qualcosa di brutto le stia per accadere, anche prima dell’incidente April preferirà delle frasi che predicono la sfortuna prossima della coppia, tanto che quando giunge l’imprevisto questo non prende di provvista lo spettatore che aspettava quel momento da inizio film.

Non dovremmo essere qui… Voglio dire, nessuno sa dove siamo, e siamo solo noi due. Figure in un paesaggio

April – Beckett

In conclusione la pellicola, che vede come produttore Luca Guadagnino, si dimostra un buon film di genere riguardante la sopravvivenza, toccando anche le corde da thriller politico, peccato però che i personaggi mostrati non siano così approfonditi, tanto che è asseribile che se fossero stati curati maggiormente i caratteri a livello di sceneggiatura, Beckett sarebbe stato da considerarsi come uno dei miglior film d’azione degli ultimi anni.

Note positive

  • Il pathos creato all’interno della pellicola
  • La musica
  • La fotografia

Note negative

  • Il personaggio di Beckett appare bidimensionale

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