Bolt – Un eroe a quattro zampe (2008): Quando le buone premesse non bastano

Bolt - Un eroe a quattro zampe locandina film

Bolt – Un eroe a quattro zampe

Titolo originale: Bolt

Anno: 2008

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Animazione, azione, commedia

Produzione: Walt Disney Animation Studios

Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures

Durata: 96 minuti

Regia: Chris Williams, Byron Howard

Sceneggiatura: Dan Fogelman, Chris Williams

Montaggio: Tim Mertens

Musiche: John Powell

Trailer italiano di Bolt – Un eroe a quattro zampe

Trama di Bolt – Un eroe a quattro zampe

Bolt è uno dei cani più famosi di Hollywood, protagonista di una serie televisiva dove lui è datato di super poteri che usa per proteggere la sua padroncina Penny dagli attacchi di uno scienziato pazzo. Il cane non sa di essere un attore, crede veramente di avere i super poteri e le cose si complicano quando a causa di un malinteso finisce a New York, lontano dal set e da Penny.

Fotogramma di Bolt - Un eroe a quattro zampe
Fotogramma di Bolt – Un eroe a quattro zampe

Recensione di Bolt – Un eroe a quattro zampe

Bolt – Un eroe a quattro zampe ricorda The Truman Show: entrambi i protagonisti fanno parte di uno show televisivo ma non ne sono consapevoli pensando che quella sia la pura realtà. Bolt però non è degno di essere definito il The Truman Show della Disney, non riprende nulla dal film con Jim Carrey se non l’idea di base, non per una mancanza degli sceneggiatori ma da ciò che Bolt – Un eroe a quattro zampe doveva essere: una storia leggera per bambini, ma nonostante questo appunto non possiamo salvare la pellicola dalle svariate lacune narrative evidenti, ma difetti a parte, il 48º Classico Disney ha comunque alcuni pregi, ad esempio nelle scene d’azione dove troviamo una splendida regia soprattutto nella sequenza iniziale dove vediamo Bolt proteggere Penny dagli alleati del Dottor Calico, l’antagonista principale delle serie tv. È veloce, energica, scopriamo quali sono i poteri del cane e la colonna sonora accompagna bene l’inseguimento. Una premessa simile lascia a bocca aperta lo spettatore e rimane spiazzato dal secondo colpo di scena, ovvero quando scopre che è tutta una finzione. I cambi di lettura iniziali sono molto belli ma fin da subito la scrittura fa acqua su alcune parti. Gli sceneggiatori hanno esagerato troppo con l’idea di rendere credibile il set dove lavorano Penny e Bolt, infatti gli effetti speciali risultano troppo fantasiosi ed è impossibile girare un solo ciack in una storia d’azione dove ci sono esplosioni e combattimenti. Inoltre non è chiaro del motivo per cui Bolt debba credere che sia tutto vero ed è impossibile pensare che il cane non si sia mai accorto dell’inganno, specialmente quando aveva tantissime occasioni d’intervenire fuori dal set.

Un altro problema della storia riguarda sempre la scrittura dei personaggi dove possiamo ben asserire che oltre al protagonista il resto dei personaggi è dimenticabile. Abbiamo un criceto super fan di Bolt e una gatta randagia che lo aiuteranno a tornare a casa, dalla parte degli uomini c’è l’adorabile padroncina di Bolt e il suo agente di lavoro che si cura solo del marketing e non prende in considerazione l’affetto che Penny prova per Bolt. Altra tematica mancata che sarebbe stata interessante da trattare è quella riguardante i lati negativi del mondo dello spettacolo.

Buona parte del film non è dedicata alla crescita del protagonista ma alle gag dove Bolt cerca di usare i suoi poteri e non ci riesce. Questa narrazione fa abbassare notevolmente il livello del film. Bolt parte con un grande potenziale e poi finisce per raccontare una storia semplice e poco sviluppata. In una storia, la semplicità non è un difetto ma lo sceneggiatore deve riuscire a sorprendere il pubblico e Bolt in questo è molto debole. Il film rischia di deludere due parti del pubblico: chi voleva vedere un film d’animazione con un cane super eroe e chi si aspettava un The Truman Show per famiglie. Bolt si regge su tante forzature che rendono poco scorrevole la storia ma riesce a salvarsi grazie alle morali sull’amicizia e del gioco di squadra che non sono originalissime e per dirla tutta, sono state trattate meglio in altri film Disney. Questo lo rende un film d’animazione sotto la media, non il peggior classico Disney ma facilmente dimenticabile.

Note positive

  • L’idea di base
  • Gli insegnamenti

Note negative

  • Storia forzata e poco credibile
  • CGI invecchiata
  • Aver scartato diverse soluzioni narrative

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