
Eddington
Titolo originale: Eddington
Anno: 2025
Nazione: Stati Uniti d’America
Genere: Western, Noir, Commedia
Casa di produzione: A24, Square Peg
Distribuzione italiana: I Wonder Pictures
Durata: 145 minuti
Regia: Ari Aster
Sceneggiatura: Ari Aster
Fotografia: Darius Khondji
Montaggio: Lucian Johnston
Musiche: Bobby Krlić, Daniel Pemberton
Attori: Joaquin Phoenix, Emma Stone, Pedro Pascal, Austin Butler, Micheal Ward
Trailer di “Eddington”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Ari Aster, maestro dell’horror moderno, dopo aver ridefinito il genere con Hereditary e Midsommar e aver esplorato le paure più profonde in Beau ha paura, realizza Eddington. Presentato in anteprima mondiale al 78° Festival di Cannes, dove partecipa in concorso nella selezione ufficiale, Eddington sarà distribuito negli Stati Uniti il 18 luglio 2025, mentre l’uscita nelle sale italiane è prevista per l’autunno dello stesso anno.
Trama di “Eddington”
Maggio 2020, nella cittadina di Eddington, nel New Mexico, scoppia un confronto politico tra lo sceriffo Cross e il sindaco García. Ben presto diventerà virale e si metteranno in mezzo la pandemia del COVID-19 e le manifestazioni del movimento Black Lives Matter, scatenando il caos in città.
Recensione di “Eddington”
Eravamo rimasti ad un Beau affogato in un’arena gremita di persone. Eravamo rimasti ad Ari Aster che nel 2023 ci presenta un uomo che non era ancora preparato al mondo, spaventato dalla madre e costretto ad affrontare le sue paure più recondite. Due anni di dopo Aster torna, entra come un novellino nel concorso del 78° Festival di Cannes, sfoderando un cast di alto livello (Joaquin Phoenix, Pedro Pascal, Emma Stone, Austin Butler) e una storia del tutto nuova, decidendo di riprendere uno dei periodi più bui degli ultimi anni, quello del COVID-19, per raccontare le vicende della cittadina di Eddington, in New Mexico. Dopo il sorprendente Hereditary, il folkloristico e potente Midsommar e l’ansiolitico Beau ha paura, cosa vuole aggiungere Ari Aster nella sua cinematografia?
In principio ci sono le mascherine, presagio di una tempesta in arrivo che ha scatenato una crisi sanitaria senza precedenti. E poi ci sono le persone all’interno della cittadina di Eddington. I social network, il razzismo, il movimento Black Lives Matter. Insomma, Aster ha intrapreso un cammino di recupero storico contemporaneo per mescolarlo all’interno di questa cittadina di frontiera, innescando una catena di eventi che a lungo andare non faranno altro che peggiorare. Ma lo fa quasi come una parodia, in un caos primordiale che si differenzia dalle pellicole girate in precedenza.
Inserisce in questo marasma una feroce critica alla società americana attraverso un’analisi che riguarda non solo gli Stati Uniti, ma l’intera società occidentale. In un mondo dominato dai social network e lo strapotere dei media, in Eddington si costruisce un confronto tra due personaggi, lo sceriffo Cross e il sindaco Garcìa, dove la manipolazione attraverso Internet è più facile di quanto si pensi, ma non solo. Complottismo, fake news, divulgazione e, soprattutto, violenza: questi sembrano essere diventati i social, ma è una visione troppo semplicistica, seppur efficace nel voler prendere per i fondelli l’americano medio ed estrapolare il lato peggiore degli Stati Uniti d’America.
Aster si diverte a provocare anche le giovani generazioni, più facili all’uso degli smartphone e dei canali social, eppure quelli più plasmabili e allo stesso tempo i più furbi, dove sanno che apparire è meglio che essere. Sono le prime vittime di questo sistema, secondo Aster, quelli più fragili e malleabili, coloro a cui la realtà può essere mostrata da punti di vista differenti, entrando in conflitto con le autorità tramite manifestazioni che possono sfociare nella violenza.
Tramite la città di Eddington il regista vuole mostrare come la realtà possa cambiare e che ognuno la vede a modo suo, sfruttando il mezzo che più gli conviene pur di lottare per la propria causa. Un affresco di un mondo contemporaneo che non si riflette solo negli Stati Uniti, seppur i riferimenti al movimento del Black Lives Matter voglia concentrarsi solo quell’aspetto. Un lavoro interessante, quello di Aster, un disamina diretta della società che purtroppo rimane fine a se stessa e bloccata nella prima parte del lungometraggio. Qui cominciano i problemi.
Passato il blocco iniziale di chiaro messaggio sociologico, la deriva che Eddington prende nella sua seconda metà riprende un attimo ciò che è stato mostrato, ma non ci tiene a tracciare un percorso ben definito, deviando verso un binario differente, nel quale lo sceriffo Cross deve affrontare le conseguenze delle sua azioni e del mondo attorno a lui. Il western si fonde col noir, la violenza si inasprisce e una serie di eventi si concatenano fino a giungere a un climax di marchio tutto statunitense e grottesco.
È qui che i primi dubbi sorgono sul lavoro di Aster, come avesse voluto fare il passo più lungo della gamba, considerando i nomi presenti nella produzione. Pedro Pascal, Emma Stone e Austin Butler sono poco sfruttati nonostante il valore che si portano alle spalle. Tanta carne al fuoco per poi rimanere vuoti, chiedendosi “perché?”.
Eddington è una creatura difficile da valutare. Con il cast a disposizione e le premesse venute fuori dal trailer poteva diventare una gemma di questo concorso di Cannes78, ma qual è il risultato? Una lotta tra l’uomo e la società? Tra individuo e sistema? Purtroppo per Ari Aster arriva una brusca frenata determinata dalla propria volontà di mostrare tanto, ma spiegare poco. Attenzione, questo non vuol dire di cadere nel didascalismo, ma cercare una linearità nel registro che si vuole mettere in campo: si passa da una prima parte pressoché ineccepibile, pregna della satira voluto da Aster sulla società americana, per poi giungere una seconda metà in cui si lascia perdere quella denigrazione dell’estremismo statunitense per concentrarsi nel noir western, luogo degli avvenimenti messi in atto dallo sceriffo Cross.
In conclusione
Sicuramente ci saranno opinioni contrastanti: non il solito Aster dalla pellicola serie e horror autoriale a cui la gente si era abituata, ma uno spaccato critico della società americana a metà, una mezza delusione per il potenziale andato sprecato.
Note positive
- Analisi sociologica incisiva;
- Primo atto promettente;
- Cast di alto livello;
- Ambizione tematica;
- Tensione e grottesco finale.
Note negative
- Incoerenza narrativa;
- Sfruttamento limitato del cast;
- Messaggio confuso e poco risolto;
- Ambizione non sostenuta;
- Senso di ”potenziale sprecato”.
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