El Cid (2020): una rilettura sulla storia del cavaliere medioevale spagnolo Rodrigo Díaz de Vivar

Trailer della serie TV El Cid

La serie TV El Cid arriverà sulla piattaforma Amazon Prime Video il 18 dicembre 2020.

“La vittoria non deve mai dipendere dalla fortuna.”

Flain, Conte di León (Carlos Bardem) Cit. El Cid

Trama de El Cid

El Cid racconta la storia di Rodrigo Díaz de Vivar (Jaime Lorente) – noto anche come “El Cid”, “Ruy”,
“El Campeador”, “El Cid Campeador”‒ un eroe nazionale della Spagna e uno dei personaggi più misteriosi della storia del paese. La serie mostra l’uomo dietro la leggenda, da quando era bambino fino a diventare un eroe di guerra, mentre cerca di trovare il suo posto all’interno della complessa monarchia che cerca di controllarlo.

La storia si svolge nell’XI secolo, uno dei periodi più affascinanti della storia della Spagna, dove cristiani, arabi ed ebrei convissero nella Penisola Iberica, affrontando guerre e stringendo alleanze.

El Cid è una storia di avventura, amore, intrighi, tradimenti e lotte tra chi detiene il potere e chi detiene l’autorità.

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Recensione de El Cid

Ritorniamo indietro nel tempo all’epoca medievale con la serie TV El Cid basata sulla figura notevole del condottiero spagnolo Rodrigo Díaz de Vivar, meglio conosciuto come “el Cid Campeador” (Cid che significa “mio signore” in arabo, Campeador che viene della forma spagnola del cognome latino “Campi Doctor” e che significa “campione”), personaggio chiave nella riconquista della Spagna contro i Mori.

Sicuramente vedendo questa serie si ripensa a un’altra serie molto famosa come Game of Thrones, per la sua atmosfera medievale, gli intrecci nella trama, i diversi personaggi coinvolti, le diverse tematiche che si affrontano, la palette di colori. Ma la grande differenza e forse il motivo più che sufficiente per non fare dei paragoni tra questa nuova serie di Amazon Prime con quella di HBO è che El Cid parla di personaggi e fatti reali, mentre Trono di Spade è tutta fiction. Quindi bisogna valutarla per quello che viene proposto allo spettatore come un prodotto unico.

El Cid: tra leggenda e realtà

La figura storica del cavaliere spagnolo Rodrigo Díaz de Vivar è veramente esistita e ha ispirato la scrittura di uno dei poemi spagnoli più famosi, El cantar de mio Cid. Bisogna sottolineare che alcune fonti storiche considerano che il guerriero di questo poema è molto diverso da quello reale.

Quello che è più che certo è che sia questo poema epico sia la storia reale del leggendario condottiero hanno servito come spunto per la creazione di diverse opere audiovisive che precedono questa nuova serie TV di Amazon Prime.  Tra questi prodotti troviamo il film El Cid (1961) diretto dal regista statunitense Anthony Mann (T-Men contro i fuorilegge, Egli camminava nella notte) e il cui protagonista è Charlton Heston (noto per I dieci comandamenti e Ben-Hur).

A differenza di questo film di Mann che si basa essenzialmente sulla storia raccontata nel poema, questa serie TV creata dai produttori e scrittori spagnoli Luis Arranz e José Velasco prende alcuni aspetti del poema ma sorge fondamentalmente dall’eroe reale che ha avuto un ruolo importante nella storia del Medioevo spagnolo, perciò questo Rodrigo Díaz de Vivar si presenta come un guerriero sicuramente meno mitizzato.

In El Cid vediamo il viaggio di trasformazione di Ruy da quando lui ha nove anni fino agli avvenimenti accaduti dopo la sua prima grande gesta durante la battaglia di Graus nel 1063, battaglia che ha impedito che il Regno di Aragona comandato dal Re Ramiro I (fratello del Re Ferdinando I a cui serve Ruy) conquistasse questa città e in cui Ruy si consacra come cavaliere della corona.

Punti di forza e mancanze

Oltre alla curiosità di conoscere il personaggio dietro la leggenda storica, non si può negare che El Cid risulta accattivante per la sua fantastica direzione d’arte, dai costumi di epoca fino alle scenografie e arredamenti curati nei minimi dettagli che fanno immergere lo spettatore in quei tempi della Spagna del Medioevo, divisa tra i regni cristiani e le taifa musulmane.

Inoltre, con le location scelte tra Saragozza, Teurel, Soria, Burgos (tutte città di Aragona e Castiglia e León, comunità autonome dove giustamente si sviluppa la trama) e alcune a Madrid, El Cid offre delle bellissime cartoline che vengono rese ancora più meravigliose grazie a una fotografia semplice, accurata e funzionale alla storia, ma anche a un lavoro accurato di post-produzione. In riassunto, è una serie che scommette molto sul racconto visivo per riproporre una storia che sicuramente molti spagnoli conoscono alla perfezione.

Notevole è anche il cast composto da volti molto famigliari dentro l’industria audiovisiva spagnola, come Jaime Lorente (La casa di carta, Elite, Todos lo saben) che dà vita a Ruy e che anche se ha il ruolo del protagonista, lui non è purtroppo il centro dell’attenzione di questa serie. Oltre a un bravissimo José Luis García Pérez (La caza, El criminal, Cachorro) nei panni del Re Ferdinando I, la vera forza di questo prodotto Amazon risiede nelle interpretazioni di Alicia Sanz (Castle, Baby daddy, Gavilanes) come l’Infanta Urraca e di Elia Galera (La caza, Amar es para siempre) come la regina Sancha la Bella.

Sicuramente quello che ha aiutato tanto ad Alicia Sanz come a Elia Galera a fare quelle interpretazioni eccezionali, oltre alla loro bravura, sono stati i loro personaggi pieni di sfumature, contraddizioni, sofferenze, carattere e personalità ben definite… Uno sviluppo approfondito che invece manca al personaggio di Ruy, a tratti molto piatto e poco coinvolto al punto di essere eclissato da altri personaggi che risultano più interessanti. La mancata caratterizzazione del personaggio a causato anche la opaca recitazione dell’attore, Jaime Lorente, donando quella sensazione di star vedendo una qualsiasi lotta di potere tra parenti e regni e non la storia della nascita di un eroe nazionale che è la vera premessa della trama. Sembra più incentrata sui fatti storici e sul complotto contro il Re Ferdinando I che sulle vicende di El Cid.

Nonostante ciò, il conflitto che si presenta all’interno della serie viene ben seminato e risolto in modo breve, ma in maniera efficace senza lasciare elementi in sospeso (anche se mostrato tramite una regia e ritmo non molto convincenti). Da sottolineare però che visto tutti gli intrecci, sottotrame e personaggi abbastanza intriganti sarebbe stato interessante svilupparli e sfruttarli di più aggiungendo altre puntate alle cinque che conformano questa stagione.

El Cid ha degli elementi per diventare un prodotto di un “discreto” successo (e non facciamo paragoni!). Il finale aperto di questa prima stagione lascia con la voglia di vedere di più e dà tutti gli spunti necessari perché ci sia una seconda stagione. Bisogna solo vedere se c’è già l’intenzione di allungare questa storia.

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“Il trono esige violenza. Prima o poi devi difenderlo con la forza e Sancho è forte. L’ho istruito per questo. La natura della donna è debole e perciò tende a sottomettersi senza lottare per ciò che vuole. Il trono durerebbe un secondo nelle mani di una donna. Per essere re, devi essere disposto a versare il sangue di ciò che ami di più e io lo sono, ora e per sempre.”

Re Ferdinando I (José Luis García Pérez) Cit. El Cid

I temi all’interno della storia

Questa serie TV ravviva sottotrame caratteristiche di tante famiglie nobiliari dove prevalgono l’ambizione di potere, il tradimento, l’invidia e i complotti di diverso genere. Ma l’ambizione di potere esce anche fuori dalla famiglia del Re Ferdinando I e Sancha: la Chiesa cattolica comandata da Roma gioca un ruolo decisivo nella vita sociale e nelle scelte della monarchia con l’interesse di sconfiggere i “pagani” conquistando i loro territori.

Risulta interessante vedere la contrapposizione delle diverse religioni che nella realtà hanno convissuto in Spagna durante il Medioevo e come Ruy sia stato in grado di guadagnarsi il rispetto di tutti: cristiani, arabi ed ebrei che facevano alleanze tra di loro sotto il regno del Re Ferdinando I, sempre per interessi dei loro governanti e non per una vera e propria libertà di credo.

La religione è, più che un argomento, un personaggio in sé di cui non si può fare a meno in una storia come questa perché, anche in questo secolo, continua a modellare un mondo prestabilito in favore di certi gruppi; nei secoli del Medioevo, completamente in favore degli uomini. È a partire da questo fatto che la serie prende spunto per dare molto protagonismo al tema femminista di cui l’Infanta Urraca è la sua principale portavoce.

Il senso di rivoluzione femminile e voglia di libertà di azione, parola e pensiero viene anche rappresentata dalla figura della regina Sancha (che non può governare per il fatto di essere donna) e di Jimena (costretta a sposare Orduño, il figlio del Conte di León, per scelta di suo padre il Conte di Oviedo). Ma c’è anche un personaggio che serve per mostrare l’altra faccia della moneta: Ermesinda (servitù di Urraca) che sceglie di rimanere in silenzio dinanzi alle ingiustizie commesse dagli uomini nei suoi confronti.

La bellezza di tutto ciò è che la serie fa vedere queste donne da una parte zittite e oppresse, e poi “dietro le quinte”, di nascosto fa vedere il potere e le capacità che riescono ad avere per gestire nemici, ostacoli e situazioni a seconda dei loro interessi. Le donne sono, ironicamente, l’anima e il vero potere dietro questa storia in cui in apparenza comandano gli uomini.

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“C’è una ricostruzione esatta, storica, molto fedele, di quello che è stato il Medioevo europeo. È una serie TV molto buona di cui sono fiero.”

Carlos Bardem (Flain, Conte di León in El Cid)

El Cid è una serie TV che raggiunge il suo scopo d’intrattenere con delle scene di battaglie molto ben riuscite, con le sue sottotrame intriganti e i suoi tanti colpi di scena, con un incanto narrativo visivamente accattivante e una produzione ai livelli delle migliori serie TV nordamericane.

Questa serie sveglia una voglia di conoscere e imparare non solo sul cavaliere medioevale Rodrigo Díaz de Vivar, ma anche su questo episodio storico della Spagna in cui sorge questo eroe nazionale; ideale per gli amanti del Medioevo e per chi gradisce i prodotti audiovisivi con molti intrecci, dramma e momenti di sangue sul campo di battaglia.

NOTE POSITIVE

● Direzione d’Arte (soprattutto costumi e scenografie) e location fantastiche, accattivanti e accordi con l’epoca medievale.

● Fotografia semplice, ma molto funzionale per la narrazione di questa storia e inoltre esteticamente bella.

● Cast di alto livello recitativo.

● Buona ricostruzione storica del Medioevo dal punto di vista della sceneggiatura e del lavoro visivo che fa incuriosire lo spettatore; buone e interessanti sottotrame e personaggi che permetterebbero di sviluppare una seconda stagione.

NOTE NEGATIVE

● Troppo breve per tutte le sottotrame presentate all’interno della storia.

● Sviluppo non molto approfondito sul personaggio di Ruy, il protagonista, che rimane un po’ piatto dal punto di vista della scrittura ma anche dal punto di vista recitativo, tanto che altri personaggi risultano più interessanti.

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