
Halloween II – Il signore della morte
Titolo originale: Halloween II
Anno: 1981
Nazione: Stati Uniti d’America
Genere: horror
Casa di produzione: Universal Studios
Distribuzione italiana: Gaumont
Durata: 92 minuti
Regia: Rick Rosenthal
Sceneggiatura: John Carpenter, Debra Hill
Fotografia: Dean Cundey
Montaggio: Mark Goldblatt, Skip Schoolnik
Musiche: John Carpenter, Alan Howarth
Attori: Jamie Lee Curtis, Donald Pleasence, Charles Cyphers, Dick Warlock
Trailer di “Halloween II – Il signore della morte”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Dopo l’acclamato successo di Halloween – La notte delle streghe, Michael Myers torna a spaventare nuovamente gli amanti del genere horror, comparendo in un sequel diretto. Riprendendo la storia creata da John Carpenter (il quale è comunque sceneggiatore e compositore del film), Rick Rosenthal ha il duro compito di dirigere il sequel di un cult, affrontando paragoni e aspettative. La trama si incentra prevalentemente sulla sete di vendetta di Michael Myers, il quale fa di tutto per ritrovare Laurie e portare a termine il compito di ucciderla con le sue mani.
Con un cast diversificato, causa l’andamento della sceneggiatura del primo film, vengono confermati solamente Jamie Lee Curtis (Laurie Strode), Donald Pleasence (Loomis) e Charles Cyphers (lo sceriffo).
Il film è uscito nelle sale nel 1981, arrivando in Italia nel dicembre dello stesso anno.
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Trama di “Halloween II – Il signore della morte”
Dopo aver sparato a Micheal Myers, il dottor Loomis è incredulo perché non è ancora morto. Continua a cercarlo per le strade di Haddonfield. Nel frattempo, Laurie Strode è costretta a recarsi in ospedale, a seguito della lotta con Myers, il quale cerca di raggiungerla di nuovo.
Recensione di “Halloween II – Il signore della morte”
Nel mondo del cinema horror, sono famose le saghe infinite, con un numero spropositato di film a comporre una lunga lista di titoli. Anche Halloween ne fa parte: con tredici film all’attivo tra serie originale, reboot e nuove forme, Halloween ha saputo sempre reinventarsi (nel bene o nel male). Con questo secondo capitolo diretto, Michael Myers si conferma un antagonista feroce e metodico, capace di sopravvivere ad ogni cosa. La storia si concentra proprio su di lui, in particolare sul suo conto in sospeso con Laurie Strode. Infatti, il secondo capitolo inizia proprio così: si attacca al precedente, proponendo scene da quest’ultimo e mettendo lo spettatore in condizione di ricordare il finale. In seguito, si prosegue con la trama vera e propria, raccontando il percorso di Michael verso la sua nuova nemesi, ma al tempo stesso lo stile rimane quello di sempre. Probabilmente è questo mix di innovazione e conferma che crea momenti di comfort per lo spettatore, perché non viene stravolto il personaggio, ma si cerca anche di dare qualcosa di nuovo di cui parlare.
La trama mantiene la sua calma, creando diverse scene splatter che si sposano perfettamente con lo stile lento e meticoloso del serial killer in questione. Myers mantiene il suo passo silenzioso, la sua mancanza di umanità e la sua rigidità, ma al tempo stesso inserisce nel suo repertorio qualcosa di più sanguinolento. A differenza del precedente film, le uccisioni sono più colorite, a discapito del classico strangolamento che viene decisamente dimezzato. La regia, che spesso si sostituisce allo sguardo del killer, è un elemento imprescindibile, poiché dà modo allo spettatore di godersi maggiormente le azioni proposte. Il risultato complessivo è un film che non si discosta troppo da quello precedente, a tratti consolida quel ritmo incessantemente lento e di osservazione, un ritmo che valorizza l’operato di Myers. Allora cosa manca a questo film per essere ricordato come il suo predecessore? Sicuramente la centralità di Laurie nella storia. Se La notte delle streghe l’aveva consacrata a nuovo fenomeno del cinema horror, designando maggiormente le regole degli slasher, in questa occasione manca totalmente la sua figura. Scelta un po’ obbligata ai fini della narrazione, ma la mancanza di una figura determinata, coraggiosa e tenace, in grado di tenere testa al cattivo, è un punto in meno per il film. In più, è da questo film che inizia la discesa del personaggio di Myers: se nel primo film era resistito incredibilmente ma quasi verosimilmente ai famosi sei colpi di pistola, in questa occasione la sua resilienza diventa quasi ridicola. Da una parte, questo contribuisce a materializzare la sua nomea di entità maligna e invincibile, dall’altra si costruisce un’immagine troppo assurda.
Halloween II – Il signore della morte, è un progetto ambizioso, che non sporca la figura di Michael Myers, ma al tempo stesso si vede che è un prodotto più basilare, con buone note tecniche ma influenzato da scelte di scrittura altalenanti. Il sequel non ha le stesse qualità del primo film, ma non sfigura completamente.
In conclusione
Halloween II – Il signore della morte non pareggia i conti con il suo predecessore, ma mantiene una calma tale da risultare avvincente, soprattutto grazie alla regia che valorizza i movimenti lenti e meticolosi del serial killer. Anche se manca una figura centrale che possa contrastare realmente l’antagonista, il film è godibile, aiutato dalla scelta di impostare un mix di sottogeneri del cinema horror.
Note positive
- Regia
- Musiche
- Mix convincente di sottogeneri horror
Note negative
- Qualche inciampo della sceneggiatura
- La mancanza di una protagonista determinata
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| Regia | |
| Fotografia | |
| Sceneggiatura | |
| Colonna sonora e sonoro | |
| Interpretazione | |
| Emozione | |
| SUMMARY | 3.5 |

